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RINO VALIDO

il tempo ritrovato tra forma e colore  

RINO VALIDO

il tempo ritrovato tra forma e colore

a cura di Luciano Caprile e Gerard Xuriguera

 

Progetto a cura di Cristina Trivellin

 

in collaborazione con

 

La mostra propone un consistente ciclo di opere realizzate da Rino Valido adal 2010 ad oggi sulla scia dello studio che persegue sin dagli esordi sul linguaggio formale e sul colore. Una scansione musicale, un sostrato che combina gli elementi fino a confonderli, fino a raggiungere un “tempo zero”, sospeso ed eloquente, dove i valori di superficie si impastano nella materia stessa dell’opera.

Quando: autunno 2012 – primavera 2013- estate 2013-

Dove: mostra itinerante in 3 sedi istituzionali e prestigiose – in via di definizione

Rino Valido nasce a Varazze nel 1947 in un ambiente familiare modesto ma laborioso: la madre casalinga, il piccolo impresario edile. Frequenta la scuola grafica professionale istituita dalle stamperie litografiche dell’epoca e segue i corsi serali all’Accademia Ligustica di Belle Arti. Lavora per diversi laboratori fotolitografici genovesi: acquisisce l’abitudine di disegnare comunque ogni giorno, esercizio questo che porterà sempre avanti. Il ruolo di grafico cromista è quello che sente più congeniale. Esegue bozzetti per manifesti, copertine e illustrazioni per libri di vario genere, si dedica alla cartellonistica pubblicitaria. L’urgenza di dedicare alla dimensione artistica un impegno metodico, si concretizza nel 1974 quando prende in affitto uno studio di due stanze nella centralissima Via XX Settembre, al civico 40, tuttora la sede privilegiata delle sue composizioni. Al mattino continua l’attività di cromista grafico, al pomeriggio dipinge tele in cui conferma inizialmente la scelta per un tipo di pittura accademica intrisa di suggestioni post – impressioniste. L’anno seguente inizia a misurarsi con le prime mostre personali e collettive: Galleria Il Crocicchio (Genova,1975), Galleria Leonardi (Genova, 1976), Galleria Mazzini (Genova, 1978), Galleria Guidi (Genova, 1979).

A partire dal 1980, in seguito all’incontro con Renzo Tolozzi, segretario del comitato organizzativo del Premio Bancarella, viene incaricato di curare l’aspetto grafico di questa manifestazione letteraria che si tiene ogni estate a Pontremoli, ruolo che porta avanti fino al 1989. Nell’ambito della kermesse pontremolese, consolida la già esistente amicizia con lo scultore genovese Umberto Piombino, il quale lo spinge a misurarsi con la ceramica e le fornaci di Albisola: sculture e bassorilievi in terracotta, le cui superfici vengono trattate con cera e polveri colorate, costituiscono una porzione consistente del suo lavoro. Intanto, prosegue l’attività pittorica attraverso altre mostre: Palazzo delle Terme (Chianciano, 1980), Galleria San Michele (Lucca, 1981), Galleria Navicello (Pisa, 1981). In ambito toscano, viene contattato dai fratelli Vittorio e Claudio Poleschi galleristi di Lucca che gli propongono una vera e propria collaborazione. Decide di abbandonare l’attività ormai affermata di cromista per una carriera artistica ancora tutta da costruire.

Risale a questa fase una breve stagione pittorica che consiste nella realizzazione di quadri in cui accanto ai paesaggi fanno la loro comparsa le figure umane, per lo più donne e bambini dipinti secondo uno spirito novecentista. La scelta di una dimensione temporale così remota si accompagna all’interesse per i dagherrotìpi. E’ il periodo dei “bambini tristi”, come lui stesso li definisce, nei quali proietta un velato riferimento ad un fanciullezza vissuta forse non proprio con spensieratezza.

Nel 1978, insieme ai due artisti lombardi Luigi Arzuffi e Arnoldo Sidoli, percorre in camper le provinciali francesi tra la terra e il mare. Un paesaggio, in particolare, sollecita la sua sensibilità immaginativa: Les Camargues. Questa vasta area pianeggiante attraversata dal delta del Rodano, con le sue lagune d’acqua salata, i banchi di sabbia, i canneti, le saline e le terre riarse popolate da animali selvatici, innesca un lento ma graduale processo che lo porta negli anni successivi ad abbandonare ogni scoria illustrativa, a favore di una sintesi estrema del paesaggio reale sotto forma di macchie di colore che si fanno struttura. L’esito definitivo di questa trasformazione è documentato nel catalogo “Le opere e le loro strutture interne” curato da Dino Carlesi (2000). Ma torniamo ai primi anni Ottanta, segnati dalla collaborazione con la Galleria Poleschi Arte di Lucca e da mostre personali tenutesi in altre regioni italiane: Galleria Cancelliere (Messina, 1982), Galleria Il Guercino (Ferrara, 1984), Galleria Farini (Modena, 1985). La frequentazione della Galleria Poleschi offre a Valido l’opportunità di un colloquio diretto con importanti nomi della pittura italiana del Novecento: Ennio Morlotti, Renato Guttuso, Gianni Dova e altri. La sua formazione culturale si svolge, come si è già detto, in modo autonomo attraverso lo scambio intellettuale con i grandi artisti già affermati, attraverso la lettura assidua di riviste specializzate, di monografie e di cataloghi di esposizioni.

La scoperta che l’oggetto e il materiale extrapittorico possano assumere un ruolo preminente rispetto alla tela e al pennello, così come la riflessione sulle esperienze fino a quel momento apprese, sia come pittore emergente, sia come operatore grafico consolidato, portano Valido a porsi una domanda: è possibile fondere armoniosamente le competenze acquisite come pittore, insieme a quelle assorbite come cromista, manipolatore di tecniche riproduttive, inventore di allestimenti scenici, illustratore grafico? La risposta si declina gradualmente, attraverso occasioni che sembrano stimolare l’innato bisogno di sperimentare modalità nuove per esprimere la propria creatività. Il connubio tra arte e industria sembra esercitare in quegli anni un forte richiamo. Il mondo industriale, caratterizzato dalla realizzazione di manufatti meccanici uguali a sé stessi e funzionali alle attività umane in campi vasti come l’energia, le telecomunicazioni, i trasporti ecc., sembra davvero offrire una sponda singolare allo sguardo dell’artista. Nel contesto industriale, apparentemente seriale e uniforme, la creatività riesce a innestare inaspettati momenti di meraviglia e inedite soluzioni espositive. Emblematica è in tal senso la prima esperienza di collaborazione con la Finsider, società del gruppo IRI operante nel settore siderurgico: Rino Valido riceve l’incarico di coordinare l’immagine dell’azienda nelle relazioni esterne. Il primo allestimento che gli viene commissionato consiste nei mille metri quadrati di area espositiva presso la Fiera del Levante di Bari (1978), che vengono organizzati secondo lo slogan “l’acciaio per un mondo che cambia”.

A partire dal 1997, anche a seguito della tragica perdita di sua moglie Carla, Valido ridimensiona gli impegni lavorativi assunti con le aziende e riprende l’attività artistica a tempo pieno ripresentandosi con mostre personali in Italia e all’estero: Galleria Arti Figurative (Empoli, 1999), Galleria Le Due Spine (Trento, 2000), Galleria Poleschi Arte (Forte dei Marmi, 2001), Galleria Bersani Arte (Finale Ligure, 2003), Salon D’Automne (Parigi, 2004), Galleria Proposte Arte (Pietrasanta, 2004), Galleria Poleschi Arte (Pietrasanta, 2005), Galleria Movimento Arte (Milano, 2006), Galleria MD Arte (Dubai, 2007), Galleria La Stella (Albisola, 2007), Galleria Canci (Lerici, 2007), Chiostro di Santa Caterina (Finale Ligure, 2007), Galleria Cerruti Arte (Genova, 2008), Galleria Goinard (Parigi, 2008), Chiesa S. Agostino (Cortona, 2008). La più recente linea espressiva lo porta a inserire sulla superficie del quadro elementi extrapittorici, nella fattispecie i tessuti, che vengono amalgamati al materiale pittorico tradizionale, stesi su tela o su legno. Si tratta di un procedimento che lui stesso definisce di “sovrapposizione”, una sorta di collage che agglomera e compone insieme le forme-colore dei tessuti dotati di una loro singolare pigmentazione cromatica e le forme-colore dei normali pigmenti usati per dipingere, talvolta mescolati a sabbie quarzifere, con inserimenti di reti metalliche, liste di compensato e altri materiali. Con ciò non intende conferire al suo lavoro un messaggio morale o sociologico: più semplicemente tutto sembra essere funzionale alla volontà di costruire sulla superficie stimoli concreti e tangibili, in grado di innescare in chi guarda pure emozioni estetiche. Le tappe di questa strada imboccata da Rino Valido si possono seguire nei seguenti cataloghi: “Essenze naturali” a cura di Luciano Caramel (2005), “La seduzione è il colore” a cura di Luciano Caprile (2007), “L’architecte de la couleur” a cura di Gérard Xuriguera (2009). Nell’anno in corso sono state allestite mostre alla Galleria Cristine Colas di Parigi, alla Galleria MD Arte e Galleria Vindemia Arte di Dubai.

Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

 

 

“ (…) Rino Valido è un costante, coerente, metodico costruttore di paesaggi che entrano immediatamente nel desiderio di chi li ammira perché non raccontano il semplice frutto di uno sguardo da trasferire più o meno fedelmente sulla tela ma scelgono la via incisiva di una sintesi che va direttamente al nocciolo della questione. Per le sue composizioni si avvale della seduzione del colore che si fa materia, sostanza, attrazione di forme plasticamente compatibili per assemblare gli scarti della magnificenza che così sorgono all’onore della stupefazione. Non è una rivincita del trascurabile, è più semplicemente la dimostrazione, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che l’idea travalica sempre gli strumenti rendendoli altrimenti superflui. Ed è altresì la dimostrazione che per entrare nella sensibilità della gente occorre toccare corde diverse da quelle sollecitate dal quotidiano o da certo sensazionalismo tecnologico esibito talora dai media. L’obiettivo di fondo è semplice e risiede nella parte più nascosta e meno indagata dell’individuo. Occorre ovviamente conoscerlo questo obiettivo per poter indirizzare efficacemente gli

sforzi della comunicazione. Ed è proprio nel settore della comunicazione che Rino Valido si sa muovere con consumata maestria dal momento che per tanti anni ha condotto una parallela attività di designer, dove l’immagine vale anche per la sua funzionalità (…). A questo punto potremmo usare l’espressione ‘gesto più comunicazione’ per definire il comportamento del nostro autore. Ma sarebbe una definizione troppo semplice e riduttiva perché il fattore colore, che ha un peso determinante in tale ragionamento, potrebbe esulare sia dal gesto che dalla comunicazione. Invece il colore adoperato da Valido con intento dichiaratamente seduttivo e coinvolgente diventa il motore trainante, va

considerato come l’elemento cardine del racconto. Un colore perfino da toccare e da assaporare perché legato al ritaglio di stoffa o al frammento di qualunque altro materiale di fortuna che deve stare proprio lì, in quel momento, come fragile e ostinata testimonianza

d’assoluto, come miracoloso incrocio di equilibri tonali. (…)”

Luciano Caprile, “Rino Valido ovvero la seduzione è il colore” in “Rino Valido. La Seduzione è il Colore”

catalogo della mostra, Chiostri di Santa Caterina, Oratorio de’ Disciplinanti, Finalborgo, 2007, pp. 3-4

“ (…) La seduzione costituisce il valore aggiunto. Il colore è l’essenza. Il colore si vede. Il cromatismo nelle opere di Valido è un dato di fatto.

E non è un caso che la sua attività professionale sia quella di graphic designer, esperto di comunicazione, che trasmette sensazioni e pensieri

usando l’immagine come tramite. Per l’osservatore si tratta di recepire, ossia vedere e giudicare. E in questo caso più che in altre circostanze

la reazione emozionale dell’osservatore è un obiettivo mirato dell’artista, che intende coinvolgere l’osservatore, rendendolo parte integrante

della produzione. (…)”

Bruno Rosada, “Sedotti dal colore”, “Arte in” n. 117, ottobre-novembre 2008, pp. 90-91

Mostre personali

1974 Galleria Il Crocicchio Genova

1976 Galleria Leonardi Genova

1978 Galleria Mazzini Genova

1979 Galleria Guidi Genova

Comune di Genova Villa Gropallo Genova

1980 Palazzo delle Terme Chianciano

1981 Galleria S.Michele Lucca

Galleria Navicello Pisa

Premio Bancarella Pontremoli

1982 Galleria Cancelliere Messina

Premio Bancarella Pontremoli

1984 Galleria il Guercino Ferrara

1985 Galleria Farini Modena

Premio Bancarella Pontremoli

1995 Golf de Vallescure St.Raphael – Francia

1999 Galleria Arti Figurative Empoli

2000 Galleria Le Due Spine Trento

2001 Comune di Conzano Villa Vidua Conzano (Alessandria)

Galleria Poleschi Arte Forte dei Marmi (Lucca)

2002 Comune di Pietrasanta Il Chiostro Pietrasanta (Lucca)

2003 Comune di Bagnol en Fôret Bagnol – Francia

Galleria Bersani Arte Finale Ligure (Savona)

2004 Salon d’Automne Parigi – Francia

Galleria Bersani Arte Finale Ligure (Savona)

Galleria Proposte d’Arte Pietrasanta (Lucca)

2005 Galleria Poleschi Arte Pietrasanta (Lucca)

Galleria Arte Tv Venezia

2006 Galleria Movimento Arte Milano

Galleria Canci Lerici (La Spezia)

Galleria Arte Tv Venezia

2007 Galleria MD Arte Dubai – Emirati Arabi Uniti

Galleria La Stella Albisola (Savona)

Galleria Canci Lerici (La Spezia)

2008 Galleria Cerruti Arte Genova

Galleria Goinard Parigi – Francia

2009 Galleria MD Arte Dubai – Emirati Arabi Uniti

Galerie Cristine Colas Parigi – Francia

Galleria Vindemia Arte Dubai – Emirati Arabi Uniti

2010 Galleria Aurora Parigi – Francia

Galerie Besseiche Saint Tropez – Francia

Galleria Lomellino Ermione Genova

2011 Galerie Besseiche Courchevel – Francia

Val d’Isère – Francia

Dinard – Francia

Parigi – Francia

2007 Complesso Monumentale di S. Caterina Finale Ligure (Savona)

2008 Comune di Cortona Chiesa S. Agostino Cortona (Arezzo)

2010 Palazzo Lomellino Sale Bernardo Strozzi Genova

2011 Castell’Arquato Palazzo del Podestà Piacenza

Mostre museali

1979 Galleria Mazzini Genova

1980 Galleria Il Crocicchio Genova

1981 Galleria Poleschi Arte Lucca

1982 Maison de la Culture Bruxelles

1984 Centre Culturelle de St. Raphael St.Raphael – Francia

1985 Esposizioni e studi di lavoro Atene – Grecia

Mosca – Russia

1986 Esposizioni e studi di lavoro Istanbul – Turchia

Madrid – Spagna

Tunisi – Tunisia

Galleria Farini Modena

2000 Salon d’Automne Parigi – Francia

Galleria Vaticano Pietrasanta (Lucca)

2001 Esposition Le Mure St. Raphael – Francia

2002 Galleria Poleschi Arte Forte dei Marmi (Lucca)

2003 Galleria Poleschi Arte Forte dei Marmi (Lucca)

2004 Galleria Poleschi Arte Forte dei Marmi (Lucca)

2005 Galleria Poleschi Arte Forte dei Marmi (Lucca)

Centre Culturelle de St. Raphael St. Raphael – Francia

2006 Galleria Bersani Finale Ligure (Savona)

Galleria Canci Lerici (La Spezia)

Galleria Goin Art Parigi – Francia

Galleria Cerruti Arte Genova

2007 Galleria Cerruti Arte Genova

Galleria Il Sagittario Messina

2008 Premio Segantini Nova Milanese (Milano)

Galleria Trifè Cortona (Arezzo)

Galleria Poleschi Arte Milano

Galleria Vindemia Arte Dubai – Emirati Arabi Uniti

Galleria La Stella Albisola (Savona)

2010 II Biennale di Sabbioneta Palazzo Ducale Sabbioneta – (Mantova

Progetto redatto da FondazioneD’Ars – Oscar Signorini onlus – Milano

www.fondazionedars.it