
La prima di campionato non è stata sicuramente una passeggiata per la Sampdoria che ha già messo alla prova le coronarie di tifosi, mister e presidente. Nel caldo del “Barbera” e della Sicilia, i blucerchiati partono bene ma pagano il tardo arrivo di un centrale difensivo, l’inedita coppia Regini/Gastaldello soffre e non poco nel primo tempo e il gol dei rosanero con l’indiavolato Dybala ne è la prova concreta. Tutto sembra compromesso quando al 40° minuto proprio Regini già ammonito in precedenza tocca involontariamente di mano ed il direttore di gara gli sventola il cartellino rosso che costringe i blucerchiati a rientrare negli spogliatoi con l’uomo in meno e il cambio obbligato Silvestre per Sansone.
Nella ripresa la carica di Sinisa Mihajlovic si fa sentire con una squadra più concentrata ma che ha messo in luce un problema a centrocampo dove il solo Soriano ad inventare e far gioco non basta. Qui entra in gioco la strategia dell’allenatore serbo che con i cambi dimostra la voglia di non perdere ed inserisce Kristicic e soprattutto Berghessio al posto di Angelo Palombo spostando l’asse della della squadra in avanti. Quando la lavagna luminosa del quarto uomo segna 3 minuti di recupero sembra ormai fatta per gli uomini di Beppe Iachini ma la Samp non molla e sugli sviluppi dell’ultimo calcio d’angolo, De Silvestri spizzica una palla che finisce a capitan Gastaldello che davanti a Sorrentino, con un controllo da vero bomber, trafigge il portiere e fa esplodere la gioia di tutta la panchina.
Un punto d’oro che infonde coraggio per questo inizio di campionato, seppur lasciando qualche dubbio, soprattutto a centrocampo, dove si è sentita la mancanza di un vero playmaker che possa dare i tempi al gioco di Mihajlovic. Una Sampdoria che ha dimostrato tanto cuore e che non lascerà punti per strada a causa di mancanza di carattere e grinta, d’altra parte anche nella scorsa stagione la salvezza è arrivata proprio grazie a queste caratteristiche.







