La decisione della magistratura di Taranto di provvedere al sequestro “senza facoltà d’uso” dell’intera area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto, da cui dipende l’approvvigionamento anche di quello di Genova, sulla base di valutazioni relative all’impatto ambientale dei medesimi, ha provocato la forte reazione dei lavoratori, preoccupati delle conseguenze per il loro futuro.
Nella stessa giornata è stato firmato al ministero dell’Ambiente un protocollo di intesa per Taranto, che mette in campo centinaia di milioni di euro per le prime opere di bonifica e di riqualificazione ambientale, con una cabina di regia presieduta dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e che comprende istituzioni locali e sindacati.
Come ha dichiarato Vendola “Se la magistratura avesse indicato delle prescrizioni, l’Ilva avrebbe il dovere di adempierle. Ma in questo momento il pensiero è per gli operai e le loro famiglie, a cui va tutta la solidarietà di chi vive con grande apprensione quello che sarebbe disastroso per Taranto, la Puglia e l’economia italiana. L’Ilva rappresenta un pezzo cruciale dell’economia come maggior produttrice di lamine d’acciaio dell’industria metalmeccanica e l’idea di un effetto domino fa tremare i polsi”.
Antonello Sotgiu, neoeletto coordinatore provinciale di Sel Genova, interviene nel dibattito per esprimere, in primo luogo, solidarietà ai lavoratori e affermare poi l’importanza dell’opera di bonifica delle acciaierie già iniziata dalle istituzioni in questi anni che deve però essere portata avanti senza compromettere il lavoro di migliaia di uomini e donne. “Per questo pensiamo che dovranno essere in qualche modo riattivati gli impianti di Taranto, senza mettere minimamente in discussione il provvedimento di sequestro, l’operato e le indagini della magistratura, come ha del resto già preannunciato il Governoâ€. “Così facendoâ€, sottolinea Sotgiu, “non si pregiudicherebbe un’altra importante realtà industriale genoveseâ€.






