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Sentenza Foodora: un nuovo uragano si abbatte sul mondo del lavoro

Gli scontri di piazza, le rivolte degli operai di fine ‘800 e inizio ‘900 sono solo un ricordo eppure, anche se in maniera diversa, i diritti dei lavoratori sono sempre a rischio. I fatti relativi alla sentenza, sono ormai noti al pubblico: il Tribunale del Lavoro di Torino ha emanato
la prima sentenza italiana su Foodora, una sentenza unica nel suo genere: il Giudice del Lavoro ha respinto il ricorso presentato da sei fattorini, i quali avevano intentato una causa, in cui contestavano l’interruzione improvvisa del rapporto di lavoro con Foodora avvenuta perchè, nel 2016, vi erano state delle proteste contro la società da parte dei lavoratori, i quali chiedevano un trattamento economico e normativo più equo.

Il giudice di Torino ha stabilito che i fattorini
non sono dei dipendenti di Foodora, ma dei lavoratori autonomi, e che di
conseguenza l’azienda tedesca, leader di settore nelle consegne di cibo a
domicilio, può decidere in ogni momento di interrompere il rapporto
di lavoro.

Il caso riapre un discorso mai terminato e alquanto
spinoso: come disciplinare i rapporti di lavoro della Gig Economy? Nel
nostro Paese, non abbiamo una normativa specifica che, da un lato protegga
il datore di lavoro nella sua libertà aziendale, ma dall’altro
tuteli i piccoli titolari di partita iva a monocommittenza.
Amicojob
srls, la società che opera nel mondo del lavoro online, propone un
nuovo modello di tutela dei piccoli lavoratori: “serve una
legge che assicuri tutele minime su infortuni, maternità e
conferisca stabilità per i soggetti che lavorino per anni in regime
di monocommittenza”, afferma l’ing. Raffaele Cioffo, CEO di
Amicojob.

L’azienda AmicoJob, composta da giovanissimi
economisti, è già attiva su tutto il territorio nazionale,
con eventi e convegni, per maggiori informazioni visitare il sito internet
www.businessbooster.info