Home Altro Varie

Sul “bavaglio” alla “Tigulliana” il sindaco non dice la verità

Apprendo che, nel corso della seduta del Consiglio comunale di ieri (25 luglio), il sindaco ha affermato che l’associazione che fa capo all’organizzazione della “Tigulliana” aveva chiesto al Comune un contributo di 10.000 euro, oltre al supporto logistico.
Il sindaco Roberto De Marchi non dice la verità, che racconto ora, documenti alla mano (disponibili eventualmente per essere visionati).
In data 21 gennaio fu avanzata domanda (corredata della prevista “scheda tecnica”) di patrocinio e di supporto logistico per le manifestazioni di “Tigulliana Incontri Estate 2012”. Nella domanda si chiedeva al Comune di destinare una somma di 10.000 euro in beneficenza alla Mensa dei Poveri curata dai Frati Cappuccini. L’associazione ANPAI avrebbe invece provveduto (come accaduto lo scorso anno) a organizzare GRATUITAMENTE gli incontri della “Tigulliana” (avendo la potenziale disponibilità di 16.000 euro di possibili sponsor privati), quindi senza alcun onere per il Comune. In subordine alla richiesta dello stanziamento della somma in beneficenza (alla Mensa dei Poveri), si richiedeva il solo supporto logistico.
Il sindaco Roberto De Marchi, per “ripicca”, non rispondeva ad alcuna domanda e (soprattutto) si guardava bene dal devolvere un contributo alla Mensa dei Frati (per le “notti bianche”, invece, i soldi ci sono sempre…).
A fine giugno, dopo 5 mesi e mezzo di silenzio (da notare che, mediamente, ad una richiesta di “patrocinio” il Comune di Santa risponde nell’arco di 20 giorno o un mese al massimo, come si può facilmente controllare visionando le ultime delibere), denunciavo pubblicamente il tentativo di “bavaglio” posto dal sindaco col suo silenzio.
Soltanto dopo sei giorni, quasi a ridosso del probabile inizio, con una lettera dilatoria data 5 luglio, il Comune richiedeva alla “Tigulliana” il programma completo, riservandosi quindi una successiva decisione.
Quest’ultima lettera aveva pertanto il sapore della “presa in giro”, oltre che della “censura preventiva” (come accaduto lo scorso anno) sui nomi degli ospiti.
Di fronte a questa situazione, la decisione di non organizzare nulla. Poi, inaspettatamente, la disponibilità di Chiavari che, in una settimana, ha fatto ciò che il Comune di S. Margherita Ligure non ha compiuto in cinque mesi e mezzo.
In questo contesto si inquadra anche la “lite privata” con l’assessore Pinuccio Fois: un clima avvelenato da un sindaco che divide i Cittadini in gente di serie A e gente di serie B (allo scrivente, probabilmente è riservata l’ultima lettera dell’alfabeto).
L’annunciata querela (supportata da argomentata delibera), poi, assume ancor più il sapore di beffa per i Cittadini.
Per un fatto “privato”, l’amministrazione De Marchi usa i soldi dei Cittadini per pagare il compenso di un avvocato esterno, a differenza dello scrivente che pagherà personalmente il Legale, avendo affidato l’incarico professionale di fiducia e di tutela all’ottimo Avvocato Emanuele Quaquaro.
Il sindaco dovrebbe spiegare, invece, in un pubblico dibattito a cui lo sfido sin d’ora, per qualche motivo non ha risposto alle richieste della “Tigulliana” e perché l’accanimento della “corazzata Potemkin comunale” verso un Cittadino privo di Poteri Forti alle spalle.
I Cittadini di S. Margherita Ligure, a questo punto, dispongono di sufficiente materiale su cui meditare: mancato contributo di 10.000 euro per la Mensa dei Poveri (l’ultima Notte Bianca, in compenso, è costata 35.000 euro), silenzio assoluto a distanza di 5 mesi e mezzo da una richiesta e a pochi giorni dal probabile inizio delle manifestazioni, pagamento del legale (da parte del Comune) per un fatto privato con i soldi delle casse comunali. Poi, facciano da soli la differenza.
Se non è “vendetta politica” questa…

In fede,
Marco Delpino