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Sulle tracce del Reno

Vi serviranno 9 giorni per tracciare, insieme al Reno, un arco di 430 chilometri: si tratta, in generale, di un’avventura non particolarmente faticosa, fatta eccezione per alcuni tratti impegnativi nelle prime due tappe.

Il resto del percorso non propone infatti grandi dislivelli e permette di godere delle meraviglie naturali e artificiali che incontrerete: i centri di Coira e Sciaffusa, le cascate del Reno, il placido lago di Costanza, l’architettura di Basilea e molto altro ancora… Se siete decisamente sportivi potrete inoltre divertirvi lungo percorsi per mountain-bike, facendo rafting sul Reno o sport sui laghi. E se avrete poi da smaltire un po’ di fatica, non vi resta che approfittare delle sorgenti termali di cui è ricca l’area.
Senza ulteriore indugio, a voi le tappe, preparate la bici e via in sella!
Tappa 1: Andermatt – Disentis

Prima di partire da Andermatt vi consigliamo una deviazione per immergervi nella selvaggia e suggestiva gola Schöllenen con il “suo” ponte del diavolo. Montate poi in sella per affrontare una salita tosta fino al passo dell’Oberalp; la strada è panoramica ma se la fatica è troppa, optate per la salita in treno o bus, qui siamo in Svizzera! Arrivati al passo, se non volete perdervi nemmeno un metro del corso del Reno, decidete per un’escursione al lago di Toma, circondato da rocce frastagliate, dalle cui sorgenti nasce il fiume. Finalmente in discesa lascerete correre la bici verso Tujetsch e la sua frazione Sedrun, regno degli impianti di risalita e degli appassionati degli sport invernali. Fate sosta alle terme Bogn Sedrun per riposare i muscoli e poi non vi resta che l’ultima manciata di chilometri fino a Disentis, il villaggio ai piedi dell’imponente abbazia fondata nell’VIII secolo.
Tappa 2: Disentis – Coira

Buona parte di questa tappa abbandona le strade principali a favore di stradine e sentieri, anche sterrati, immersi nella natura: a Disentis attraversate il Reno e pedalate tra boschi, prati inondati di luce e piccoli gruppi di case in legno della Surselva. Sulla sponda sinistra del Reno c’è Trun, dove tra i vicoli sentirete ancora parlare il romancio, e dove vi aspetta la ricca sala degli stemmi, nel museo Sursilvan. Costeggiando ancora il fiume, si arriva a sud di Brigels, cuore del turismo della regione, fino a Ilanz, primo centro di rilievo lungo il corso del Reno. Anche qui potrete approfittare del treno per superare il dislivello fino a Reichenau anche potreste perdervi i dintorni, ricchi di spunti per tutti i gusti: a Falera potrete passeggiare in un sito archeologico risalente all’età del bronzo o, se proprio non ne avete mai abbastanza, assaggiare un pumptrack per ciclisti di ogni genere; se vi tenta una discesa in rafting non perdetevi le gole del Reno, il Grand Canyon della Svizzera. Di nuovo in bici si sfreccia in discesa lungo i tornanti e l’aspra gola del Rabiusa vicino a Versam, poi più agevolmente, all’ombra dei pini, fino a Bonaduz. Eccoci quindi Tamins e al borgo di Reichenau, alla confluenza del Reno anteriore e posteriore. Arriverete infine a Coira, sovrastata dal Brambrüesch, comprensorio per gli sport invernali e ricco di percorsi di trekking e mountain bike. La cittadina, con il suo centro storico chiuso al traffico, è perfetta per una passeggiata lungo le vie lastricate con le case a schiera dai muri colorati, il palazzo della posta, gli edifici della corte vescovile e la cattedrale romanica o il Museo di Belle Arti dei Grigioni.
Tappa 3: Coira – Buchs (SG)

State per entrare nell’angolo più settentrionale dei Grigioni, la Herrschaft, fertile regione disegnata dai vigneti, nonché luogo che ispirò l’autrice del celebre romanzo “Heidi”. Si pedala su strade poco trafficate che seguono il fiume sul fondovalle fino a Landquart merita una visita il castello di Maschlins, con le sue sale arredate. Ai piedi dell’imponente cima Falknis sorge Maienfeld, famosa per i vini pregiati e per la piccola Heidi, la cui storia è ambientata nel borgo sovrastante la cittadina. Anche se non siete accompagnati da bambini, seguite il sentiero tra ai pascoli che porta al villaggio di Heidi, dove vi immergerete in un’atmosfera fiabesca. Se non siete ancora pronti a inforcare la bici, potete fare un salto nel delizioso centro di Bad Ragaz, per rilassarvi nelle terme. Prima di raggiungere Buchs fermatevi al ponte coperto in legno di Sevelen o, se volete sconfinare in Lichtenstein, deviate per Triesenberg e Vaduz sorvegliata dal castello medievale.
Tappa 4: Buchs (SG) – St. Margrethen

Prima di lasciare Buchs e la sua atmosfera transfrontaliera, fate un giro a Werdenberg, con il castello e le splendide case a graticcio di impianto medievale; se amate amate i rapaci, visitare il parco a loro dedicato. Il nostro percorso tocca Grabs, con i suoi sentieri alpini, Sennwald, paradiso per gli amanti dell’aria aperta con le golene adiacenti al fiume e i boschi, e Oberriet, dove potrete visitare la caverna dei cristalli, una grotta ricca di depositi di calcine, stalattiti e stalagmiti che creano affascinanti giochi di luce. Le acque del Reno vi seguiranno fino a St. Margrethen, dove smontiamo dalla sella per una sosta nella zona del Bruggerhorn, in corrispondenza del corso del vecchio Reno, dove c’è un campeggio e una spiaggia. Se non siete ancora riusciti ad andare alle terme, potrete approfittarne qui
Tappa 5: St. Margrethen – Kreuzlingen

Il percorso non si allontana troppo dalle sponde del lago di Costanza e dagli animati paesi lungo le rive, godendo dei percorsi ciclabili illuminati dal riverbero dell’acqua. Ad Arbon potrete passeggiare sul lungolago o in centro. Quest’ultimo deve la sua origine al castello con la torre di vedetta e parte delle mura che risalgono all’epoca romana. Pochi chilometri più avanti c’è Romanshorn, un altro gioiellino sul lago nonché porto di collegamento con Friedrichshaven, sulla sponda tedesca; qui dovete assolutamente vedere il deposito di locomotive storiche. Continuando lungo la riva giungiamo a Kreuzlingen, uno dei porti principali, a ridosso del confine. La cittadina si presta per uno stacco dedicato agli sport acquatici ed è costellata da ben nove fortezze, fra cui il castello Seeburg, con il suo esteso parco. Se vi piace lo spazio, andate all’osservatorio astronomico e al planetario. A un passo dal confine c’è il vivace centro di Costanza…
Tappa 6: Kreuzlingen – Sciaffusa

Lasciato il lago alle spalle, le ruote della bici continuano a tracciare strade lungo l’acqua. Potrete prendere un battello da Kreuzlingen e farvi cullare sull’acqua fino a Stein, oppure costeggiare la riva meridionale dell’Untersee, attraverso Salenstein, dove fermarvi al museo di Napoleone, nel castello di Arenberg, che vide crescere il giovane imperatore. Ancora sport acquatici a Steckborn e poi, lasciata la Turgovia, raggiungiamo l’incantevole nucleo storico di Stein am Rhein, traboccante di case con facciate dipinte, che deve il proprio nome a una roccia presente sugli isolotti davanti alla città. Anche qui potrete imbarcarvi per un’escursione sul Reno oppure raggiungete Sciaffusa in bici, percorrendo due tratti in territorio tedesco tra boschi e campagna, passando per la medievale Diessenhofen, Sciaffusa è una delle località più pittoresche della Svizzera: le squisite case delle corporazioni testimoniano le sue origini di città commerciale, mentre in lontananza spicca la fortezza di Munot, a pianta circolare, da cui si gode un panorama splendido. Oggi come un tempo, la campana suona alle nove di sera per segnalare la chiusura delle porte cittadine.
Tappa 7: Sciaffusa – Bad Zurzach

Paesaggi naturali e un fragoroso salto di 23 metri sanciscono il primato di cascate più grandi d’Europa, prima che il Reno formi una doppia ansa a Rheinau. In corrispondenza della prima potrete ammirare un’isola con l’antico monastero benedettino e una chiesa barocca dagli interni stupefacenti; a cavallo della seconda si trova invece un antico ponte coperto.
Il nostro percorso attraversa i boschi e un’area golenale, ottima opportunità per sfoderare binocolo o macchina fotografica alla ricerca di castori, rospi e picchi. Potete temporaneamente abbandonare il percorso e fermarvi a Bülach, dinamica cittadina dell’hinterland zurighese, oppure continuare a costeggiare le pieghe del Reno, toccando i centri medievali di Eglisau e Kaiserstuhl, Glattfelden con i suoi studi cinematografici, per approdare a Bad Zurzach, perfetto finale di tappa: rilassatevi alle terme e approfittate delle sorgenti di acqua calda oppure godetevi una passeggiata nel centro, dominato dalla cattedrale di Santa Verena.
Tappa 8: Bad Zurzach – Rheinfelden

Rinfrescati e rilassati, pedalate ora verso Coblenza: il suo nome romano, “confluentia”, racconta la sua posizione, nel punto in cui il Reno e l’Aare si incontrano e creano un’area di grande ricchezza zoologica e botanica. Se volete aggiungere una bella scarica di adrenalina fermatevi a Leibstadt, alla pista di four-cross.
Le gambe girano per portarvi nel paesaggio della Fricktal, al limitare della Foresta Nera: raggiungerete così Laufenburg, a cavallo del fiume (e anche del confine), che ogni anno si anima durante il carnevale. Con una deviazione a Frick, potrete ammirare lo scheletro completo di un dinosauro rinvenuto a partire dagli anni settanta. Poi tornerete a fianco al Reno a Stein, collegato alla dirimpettaia tedesca Bad Säckingen dal ponte in legno coperto più antico e lungo d’Europa. Un ultimo tratto su sterrato taglia boschi e campi e porta a Rheinfelden, fiorita grazie ai giacimenti salini e oggi centro termale. Non sorprendetevi al passaggio di un carro trainato da cavalli: trasportano i fusti del birrificio Feldschlössen, il maggior produttore del paese.
Tappa 9: Rheinfelden – Basilea

Il giro si chiude con una tappa breve e semplice, che in una ventina di chilometri vi porterà a Basilea, centro moderno e al tempo stesso legato alle tradizioni. Attraverserete Pratteln, già parte dell’hinterland di Basilea, questo centro affonda le radici nel tempo tanto che, proprio qui, sono stati trovati i resti più antichi della presenza umana in Svizzera. Ancora qualche tratto su ciclabili o strade poco trafficate e ci tuffiamo nella confusione di Basilea, ricca di musei (ben 40!), librerie e negozi. Un doppio volto che si rispecchia anche nell’architettura che conserva con cura il centro storico e lo contrappone a moderni edifici. Potreste trattenervi per giorni senza annoiarvi, fra un concerto e una visita all’orto botanico, oppure semplicemente godendovi il panorama sul centro storico dalla Pfalz per salutare ancora il Reno dalla terrazza alle spalle della cattedrale.

INFORMAZIONI

http://www.myswitzerland.com/it-ch/suggerimenti/outdoor-swiss-made/itinerario-del-reno.html
Come arrivare

Andermatt si raggiunge dall’Italia da Chiasso, lungo l’autostrada che continua per Lugano e poi per il passo o la galleria del San Gottardo (se la giornata è soleggiata, preferire il passo, spettacolare, su tornantoni ampi e con pochissimo traffico). Sull’autostrada svizzera è obbligatoria la “vignetta” acquistabile in frontiera.

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