Presentazione del volume
Intervengono
Fausto Curi (Università di Bologna) – Pier Luigi Ferro (Liceo Chiabrera Martini)
Silvio Riolfo Marengo (Resine. Quaderni liguri di cultura)
Manuela Manfredini (Università di Genova) – Stefano Verdino (Università di Genova)
Canzoni amare, galanti e di rivolta
Concerto
Maria Catharina Smits soprano – Federica Scarlino – pianista
Revolverate di Gian Pietro Lucini
Suoni e immagini di Giovanni Fontana Live electronics di Diego Capoccitti
Teatro Comunale Chiabrera di Savona – Venerdì 30 gennaio 2015 ore 16.30
MIMESIS / I SENSI DEL TESTO
PIER LUIGI FERRO
LA PENNA D’OCA
E LO STOCCO D’ACCIAIO
GIAN PIETRO LUCINI, ARCANGELO GHISLERI
E I PERIODICI REPUBBLICANI NELLA CRISI DI FINE SECOLO
Arcangelo Ghisleri (1855-1938) insigne geografo, giornalista e politico italiano fu
una delle figure di maggior prestigio nell’ambito del movimento e del partito
repubblicano, che contribuì a fondare nel 1895 e per il quale impostò il Programma.
Nel 1875 fondò l’Associazione del Libero Pensiero per la difesa della cultura laica e
positivista e di orientamento democratico. Tra il 1886 e il 1888 insegnò storia e
geografia storica al R. Liceo Chiabrera di Savona, città dove avviò il mensile
«Cuore e Critica», di cui fu redattore l’amico Filippo Turati, il futuro leader
socialista, che nel 1891, assuntane la direzione, ne cambiò il nome in «Critica
Sociale», col quale ancora oggi si pubblica. Ghisleri organizzò e diresse numerosi
periodici democratici e repubblicani, tra i quali occorre ricordare il quindicinale «La
Educazione Politica», cui collaborarono le più prestigiose firme del socialismo e del
repubblicanesimo e che denunciò la deriva autoritaria che stava assumendo il
regime umbertino, il quotidiano milanese «L’Italia del Popolo», risorto nel 1901
dopo la soppressione voluta da Bava Beccaris, e quello romano «La Ragione».
Sistematicamente avverso alla guerra coloniale, nel 1914 si convinse tuttavia che
l’intervento italiano avrebbe determinato, con la fine della Triplice Alleanza, anche il crollo della monarchia. Impostò e
firmò per questo il manifesto del cosiddetto interventismo democratico. Fu un oppositore intransigente del nazionalismo
fascista e tenace sostenitore, sulla scia del pensiero di Carlo Cattaneo e di un ideale di matrice federalista e
repubblicana, dell’avvento degli Stati Uniti d’Europa, nel cui ambito sperava che l’Italia avrebbe potuto risolvere quei
mali storici e quelle tare che da sempre ne hanno ostacolato il progresso etico-politico ed economico.
Gian Pietro Lucini (1867-1914) poeta, critico letterario e d’arte, pubblicista, fu il più importante teorico del
movimento simbolista italiano e del verso libero e uno dei più consapevoli e raffinati interpreti delle posizioni che
maturarono nella letteratura francese contemporanea, allora punto di riferimento imprescindibile per i letterati e gli
intellettuali europei. Esordì come narratore di impostazione naturalista, incoraggiato e guidato da Felice Cameroni, il
più attivo sostenitore, in Italia, della narrativa di Zola. Questi lo aiutò anche a pubblicare scritti critici e interventi
polemici su «La Educazione Politica» di Ghisleri, del quale Cameroni era amico, un’attività che Lucini proseguì negli
anni diventando la più importante firma letteraria su «L’Italia del Popolo» ed uno dei più autorevoli collaboratori de
«La Ragione» e dei periodici repubblicani. La sua prima raccolta di versi uscì nel 1894 col titolo Il libro delle
Figurazioni ideali. Fu direttore editoriale e quindi comproprietario, per un breve periodo, della Galli di Baldini,
Castoldi e C., una delle principali case editrici milanesi. La sua poesia, soprattutto dopo i sanguinosi fatti milanesi del
maggio 1898 che, unico tra i poeti italiani, ebbe il coraggio di denunciare ne Il Sermone al Delfino, uscito
clandestinamente, per evitare l’incarcerazione, in quello stesso
anno, inclinò presto sul versante della satira e della denuncia
sociale, stigmatizzando lo sfruttamento del lavoro e la miseria
popolare, l’autoritarismo, il militarismo, il trasformismo e
l’opportunismo politico anche di tanti esponenti della Sinistra
estrema. La sua opera maggiore è considerata Revolverate,
pubblicata nel 1909 da Marinetti. Per un certo periodo aderì al
futurismo, dal quale prese le distanze dopo il sostegno dato da
Marinetti all’invasione coloniale della Libia, nel 1912. L’opera di
Lucini, rivalutata già a partire dagli anni Settanta soprattutto grazie
al lavoro di Edoardo Sanguineti e Glauco Viazzi, da un decennio è
oggetto di rinnovata attenzione da parte della critica letteraria.
Cento anni fa, mentre deflagrava la crisi che avrebbe portato allo scoppio della Grande Guerra,
moriva Gian Pietro lucini, il più importante scrittore civile italiano tra ottocento e novecento. Il saggio
La penna d’oca e lo stocco d’acciaio di Pier Luigi Ferro ricostruisce e analizza, sulla base di documenti
d’archivio inediti e interventi mai più ripubblicati, uno snodo fondamentale della vicenda umana e
intellettuale di lucini, a partire dagli esordi come giornalista culturale e passando attraverso il
coinvolgimento nella nascente editoria industriale. Gli eventi del maggio di sangue milanese, con le
stragi di Bava Beccaris, porteranno lo scrittore ad accentuare il suo impegno politico e a esprimere le
proprie posizioni critiche sui principali periodici repubblicani legati all’iniziativa di Arcangelo
Ghisleri («La Educazione Politica», «L’Italia del Popolo», «La Ragione»), scontrandosi con la censura
e la giustizia monarchica. La storia di un intellettuale e di uno scrittore controcorrente, e perciò non
casualmente espunto dal canone ufficiale delle patrie lettere, intrecciata a filo doppio con le vicende e
le contraddizioni dell’Italia sabauda.
I partecipanti
Diego Capoccitti, si è laureato in Ingegneria a “La Sapienza” di Roma nel 2000 e in
musica elettronica al conservatorio di Frosinone nel 2014, dove attualmente sta studiando
composizione digitale audiovisiva, con Alessandro Cipriani, Antonino Chiaramonte,
Maurizio Argenteri e Fabio Venturi. Nel 2011 ha vinto con la composizione Dall’alto dei
giorni immobili in premio «Sincronie Remix 2011» e nel 2014 con Epithymetikon il
premio internazionale «Marzio Rosi» del conservatorio «Perosi» di Campobasso nonché il
«Best Music Award» alla sezione europea del quarantesimo International Computer Music Conference, il più
importante evento mondiale dedicato alla musica elettronica e alla ricerca audiovisiva, svoltosi ad Atene a settembre.
Fausto Curi ha insegnato per molti anni, come professore ordinario, Letteratura italiana
contemporanea nella Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna. In essa attualmente è
professore emerito. Fra i suoi libri si ricordano Struttura del risveglio. Sade, Sanguineti, la
modernità letteraria (Il Mulino, 1991), La scrittura e la morte di dio. Letteratura, mito,
psicoanalisi (Laterza, 1996), La poesia italiana nel Novecento (Laterza, 1999), La poesia
italiana d’avanguardia (Liguori, 2001), Il Critico stratega, saggi di teoria e analisi
letteraria (Mucchi, 2006), I sensi del testo (Mucchi, 2010), Piccolo (e molto didascalico)
viatico per un’introduzione alla poesia di Sanguineti, (Mucchi 2011), Il corpo di Dafne. Variazioni e metamorfosi del
soggetto nella poesia moderna, (Mimesis 2011), Per una teoria della critica (Guida 2012), e la ristampa accresciuta di
Struttura del risveglio. Sade, Benjamin, Sanguineti. Teoria e modi della modernità letteraria (Mimesis 2013), Piccola
storia delle avanguardie. Da Baudelaire al Gruppo 63 (Mucchi 2013). Direttore della rivista di letteratura Poetiche
(Mucchi). Ha curato l’ebook L’sola del nuovo. Cinquant’anni da Palermo (Mucchi 2014).
Pier Luigi Ferro ha pubblicato studi su «La Rassegna della Letteratura italiana»,
«Esperienze Letterarie», «Avanguardia» e altre riviste. Dal 1994 ha collaborato al mensile
fiorentino di politica e cultura «Il Ponte», con una serie di saggi, in parte raccolti in
Attestature. La letteratura italiana tra Novecento e nuovo millennio, (Firenze, 2002). Ha
curato i volumi Adriano Spatola poeta totale, (Genova, 1992), In viaggio con le parole. Gian
Franco Venè giornalista scrittore saggista (Savona, 2007) la ristampa de Il Verso Libero di
Gian Pietro Lucini, (Novara, 2008) e del Poema del Candore Negro di Farfa (Milano, 2009).
Nel 2010 il saggio Messe nere sulla Riviera. Gian Pietro Lucini e lo scandalo Besson (Utet, Torino), con prefazione di
E. Sanguineti. Ha realizzato numeri monografici del trimestrale «Resine. Quaderni liguri di cultura» dedicati al
futurismo, alla letteratura simbolista, a Nanni Balestrini, Germano Lombardi, Giancarlo Marmori e Gian Pietro Lucini.
La sua più recente pubblicazione è il saggio monografico La penna d’oca e lo stocco d’acciaio. Gian Pietro Lucini,
Arcangelo Ghisleri e i periodici repubblicani nella crisi di fine secolo (Milano, 2014)
Giovanni Fontana, architetto, poeta e performer è uno dei più noti operatori europei nel campo della
poesia sonora e visiva. Teorico della poesia pre-testuale, è anche autore di romanzi e prose, come
Tarocco Meccanico (1990) e Chorus (2000). Ha proposto performance di poesia sonora in festival
italiani e stranieri, toccando le più importanti capitali del mondo: da Parigi a New York, da Tokyo a
Shanghai. Ha preso parte a numerose rassegne internazionali di poesia visuale, tra le quali XVI
Bienal de São Paulo (1981), XI Quadriennale di Roma (1986), Vitalità della Poesia Visiva Italiana
(Mercato del Sale, Milano 1987), Libri e pagine d’artista in Italia (Forte Belvedere, Firenze 1989),
Scrittura e visualità (Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze 1993), Poesia Totale (Palazzo della
Ragione, Mantova 1998), Brain Academy Apartment (50a Biennale di Venezia, 2003), Poeti
XXL.Maestri europei della Poesia visiva (Chiari, Brescia, 2006), Biennale di Malindi (Malindi, Kenya, 2006),
Padiglione Italia (con Hermes Intermedia, 54ª Biennale di Venezia, 2011). Nel 2011 ha scritto il testo di Elegia per
l’Italia, opera composta da Ennio Morricone per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, eseguita per la
prima volta in occasione della festa del primo maggio nel concerto di Piazza San Giovanni a Roma, con la
collaborazione dell’Orchestra Roma Sinfonietta e con l’accompagnamento del Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano.
Silvio Riolfo Marengo, nato nel 1940 a Castelvecchio di Rocca Barbena, nel 1976 si è trasferito a
Milano per dirigere le redazioni delle Grandi Opere della casa editrice Garzanti di cui è stato
anche consigliere di amministrazione. A Genova è stato amministratore delegato della Marietti e,
a Milano è consigliere della Fondazione Corrente. A Savona dove, dal 1992 al 1998, era stato
vicepresidente della Fondazione della cassa di Risparmio, è presidente della Fondazione Milena Milani
in memoria di Carlo Cardazzo. Per la Cassa di Risparmio di Savona ha diretto la rivista «Risorse» ed è
direttore responsabile della rivista «Resine. Quaderni liguri di cultura» che esce da 43 anni e prende
nome dal titolo del primo libro di poesie di Camillo Sbarbaro. Iscritto all’Ordine del 1985 ha collaborato
a lungo con «il Sole – 24 Ore» e ha fatto parte del Comitato Scientifico del Centro Mondiale della poesia a Recanati.
Federica Scarlino, diplomata in Pianoforte con il massimo dei voti al Conservatorio “N.
Paganini” di Genova, ha conseguito il diploma in Didattica della Musica e in Musica Vocale da
Camera presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, dove ha compiuto anche gli studi di
Clavicembalo e di prassi esecutiva della musica barocca. Si è perfezionata successivamente
con M. Damerini, L. Lanfranchi e B. Canino nel repertorio solistico, con J. Savall in quello
antico e con S. Doz, R. Marsano e R. Negri in quello operistico e liederistico. Ha collaborato
all’allestimento di opere liriche in Italia e all’estero (La serva padrona di Pergolesi,
rappresentata presso la Künstlerhaus a Monaco di Baviera e Il matrimonio segreto di Cimarosa
presso la Grande Sala del Conservatorio Rimskij Korsakov di San Pietroburgo). Si è prodotta
anche nel campo sinfonico, collaborando con l’orchestra Verdi di Milano, la Fondazione Ueco di Milano, il Teatro del
Giglio di Lucca. Svolge attività concertistica come solista e in varie formazioni cameristiche, e come Pianista
collaboratore in Masterclasses, corsi e concorsi musicali. E’ coautrice del volume “Donizetti a Genova”, edito dal
conservatorio Paganini.
Maria Catharina Smits Originaria di Nijmegen in Olanda, ha studiato canto con Margreet Honig,
Sophia van Sante e Annetje van der Meer con la quale si è diplomata. Ha iniziato la sua carriera con
ruoli nel repertorio vocale più leggero, cantando in diverse. Ha vinto diverse borse di studio concesse
dal governo olandese e, dopo aver partecipato ad alcune opere tra cui Didone e Enea di Henry
Purcell, The Rake’s Progress di Igor Stravinskij, Rodelinda di Georg Friedrich Händel – andate in
scena nei più importanti teatri d‘Olanda – e Suor Angelica di Puccini, ha deciso di sviluppare le
caratteristiche più liriche della sua voce, perfezionandosi in Italia. Ha debuttato nel ruolo di Angelica
nell’Orlando di Händel al Teatro Comunale dei Rassicurati di Montecarlo (Lu) sotto la direzione di
Herbert Handt; ha poi ricoperto il ruolo di Gismonda nell’Ottone di Händel al Teatro Lirico di Pescia
ancora con Herbert Handt. Ha cantato il ruolo di Tosca di Puccini al Circolo Pio X di Pistoia. Ha
cantato in un concerto con Andrea Bocelli, quindi il Requiem di W.A. Mozart e ha svolto la
copertura per il ruolo di Violetta di La Traviata di Verdi. Ha cantato il ruolo di Kätchen nel Werther di Jules Massenet
ed il ruolo di Lisetta nel Tutti in Maschera di Carlo Pedrotti al Teatro dell’Opera Giocosa, Teatro Sociale di Rovigo ed
al Teatro Municipale di Piacenza. Ha cantato il ruolo di Kate nella Butterfly di Puccini durante la stagione estiva del
Teatro dell’Opera Giocosa presso la Fortezza del Priamàr a Savona. Recentemente ha cantato per l’Ambasciata Italiana
in Bahrain. Collabora come solista con l’Orchestra Mandolinistica G. Verdi e l’Associazione Culturale Pro Musica
Antiqua di Savona. Impegnata da alcuni anni con il teatro Onafhankelijk Toneel di Rotterdam e l’Opera di MonteCarlo
per la produzione di nuove opere, compie come solista concerti con repertorio dalla musica antica all’opera lirica in
Olanda ed Italia.
Manuela Manfredini insegna Linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Genova.
Si è occupata di lingua poetica otto-novecentesca (Gian Pietro Lucini, Eugenio Montale, Farfa,
Edoardo Sanguineti, Eugenio De Signoribus), di scritture d’avanguardia (le prose di Edoardo
Sanguineti), di italiano contemporaneo letterario (Gina Lagorio), giornalistico (Gianni Brera) e
televisivo. Suoi saggi sono usciti su diverse riviste quali «Studi linguistici italiani», «Stilistica e
metrica italiana», «Studi di lessicografia italiana», «La Rassegna della letteratura italiana», «La
modernità letteraria», «Resine». Dal 2003 si occupa della redazione generale e della struttura
delle voci del Sabatini Coletti. Dizionario della lingua italiana (Rcs). Su Gian Pietro Lucini ha
pubblicato l’edizione critica e commentata del Libro delle Figurazioni Ideali (Roma 2005) e il
volume Oltre la consuetudine. Studi su Gian Pietro Lucini (Firenze 2014); inoltre ha curato, con Pier Luigi Ferro, il
fascicolo quadruplo di «Resine» (2013-2014) dal titolo Nei Giardini del Melibeo. Gian Pietro Lucini a cento anni dalla
morte.
Stefano Verdino è stato docente di Letteratura italiana dell’Università di Verona
(1998-2005) e attualmente insegna nell’ateneo genovese. Membro della Fondazione
Mario Novaro di Genova (1991-2006), del Centro Studi Mario Luzi di Pienza (1999-
2010), del centro studi Leopardiano di Recanati, della Fondazione Carlo e Marise Bo
di Urbino, del Centro Mario Luzi di Mendrisio, del centro di Studi tassiani di
Bergamo e dell’Accademia ligure di Scienze e Lettere. E’ redattore di riviste di
letteratura: “Nuova corrente” (1980-); “il verri” (1987-95), “Resine (2001-) e
collaboratore a «L’indice» (1987-2000); «Il Secolo XIX» (1994-2010) «Poesia» (dal
1999). E’ autore di numerosi articoli scientifici e monografie, tra cui ricordiamo La
poesia in Liguria (1986); Luciano Anceschi (1987); Storia delle riviste genovesi del 900 (1993); Rimatori politici e
erotici del Cinquecento genovese (1996); La distanza del nome. Saggio sulla poesia di Cesare Viviani (2001); Il
racconto della poesia (2003); La poesia di Mario Luzi (2006); Il Re Torrismondo e altro (2007); Questioni di teoria
critica (2007); Genova reazionaria (2012); Tragedia (2012). Nel 1998 ha curato per Mondadori l’edizione dell’opera
poetica di Mario Luzi.






