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Teatro di Cicagna – Macbeth. Una tragedia in viola

13 Macbeth Una Tragedia in Viola Patrizia Vadalà

13 Macbeth Una Tragedia in Viola  Patrizia Vadalà

La più sfortunata e maledetta di tutte le opere di Shakespeare apre la programmazione del nuovo anno al Teatro di Cicagna, sabato 11 gennaio 2014 alle ore 21.00 calca le scene Macbeth. Una tragedia in viola una produzione Teatro dell’Ortica – Percorsi Non Lineari, ideato e diretto da Giancarlo Mariottini.

‘The Comedy of Glamis’, ‘The Scottish Business’, o semplicemente ‘That Play’ sono alcuni degli eufemismi che gli attori usano tuttora per evitare di menzionare il titolo dell’opera di Shakespeare.

Parte di questa credenza è dovuta al tema dell’opera: la stregoneria. Secondo la superstizione quando si ha a che fare con le forze del male, anche nelle arti, queste possono prendere il sopravvento.

Shakespeare mette in scena evocazioni ed invocazioni delle streghe, e quindi introduce una dimensione sovrannaturale all’intera azione.

Il dramma ha acquisito una sciagurata reputazione anche perché la sua tradizione teatrale ha registrato una lunga linea di sventure accadute durante le prove e gli allestimenti, a partire dalla prima rappresentazione del 1606, quando l’attore che interpretava Lady Macbeth fu colto dalla febbre e in seguito dalla morte.

 

Il giovane Giancarlo Mariottini , genovese, classe 1987, laureato in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (D.A.M.S.), mette sul palco una tragedia in viola sfidando l’antica superstizione. Superstizione che ha basi storiche nel Medioevo quando tutte le rappresentazioni teatrali e ogni tipo di spettacolo pubblico erano vietati nei quaranta giorni precedenti alla pasqua (nella quaresima) e per tutti i teatranti in quei giorni era difficile guadagnarsi da vivere, le compagnie teatrali non avevano guadagni e senza lavoro la pancia restava vuota. Il clero utilizzava il colore viola appunto, simbolo del periodo pasquale dell’avvento e della quaresima, per questo restò impresso nella memoria degli artisti come sinonimo di sfortuna.

 

In scena due attrici – le bravissime Claudia Benzi e Patrizia Vadalà , contrariamente al teatro elisabettiano che voleva in scena solo uomini, non più giovanissime, con vistosissimi costumi di color viola e con il loro carico di sogni, perplessità e delusioni.

C’è un Macbeth da mettere in scena, un Macbeth maledetto che sa di anatema e di rivolta senza sbocco. Un Macbeth colorato di viola, un metateatro in negativo che diventa un horror dell’anima, un delirio di muscoli tesi, sangue e musica metal, un rituale demoniaco, un’anti-rappresentazione che nel suo stesso

farsi denuncia i limiti e le difficoltà strutturali dell’attività teatrale. Un gioco al massacro in cui almeno una delle pedine in campo – pubblico, attori, autori – è destinato a soccombere.