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Terre di Canossa 2017: si conclude un’edizione da record!

DINO8359

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Dal 20 al 23 Aprile 2017, fra le incantevoli strade di Emilia, Liguria e Toscana, si è svolta la VIIa edizione del ‘Terre di Canossa’, caratterizzata dall’inimitabile cocktail di sport, passione, turismo, cultura, enogastronomia e serate uniche, tutto nel rispetto dell’ambiente.

Un’imponente macchina organizzativa ha marciato per un anno con l’obiettivo di realizzare una
manifestazione ai massimi livelli e i risultati sono stati sotto gli occhi di tutti: piazze gremite,
partecipanti entusiasti e paesaggi incantevoli per 4 indimenticabili giorni di gara.
LA GARA E IL PODIO
Ben 90 prove hanno acceso la sfida tra i 111 equipaggi iscritti. Tutte prove di notevole difficoltà
tecnica e di ogni tipologia: lunghe e corte, in linea e in autodromo, in salita e in discesa, alcune in
curva e alcune nascoste, alcune veloci come quelle di Monte Marcello, altre panoramiche come
al Monte Serra, altre ancora uniche e suggestive come sulle antiche Mura di Lucca.
Sfidanti o due trofei: Forte dei Marmi nell’anello di Piazza Marconi e Tricolore sul Ponte sud di
Calatrava.
Le premiazioni hanno avuto come sempre luogo a Reggio Emilia, nella storica Sala del Tricolore,
dove nel 1797 fu adottata la bandiera nazionale.
Sul terzo gradino del podio della classifica finale assoluta sale l’equipaggio 24, HoutkampHoutkamp,
su Aston Martin 2 ltr. Speedmodel del 1937, il secondo posto va all’equipaggio, 8,
Passanante-Pisciotta, su Fiat 508 C del 1937, mentre si aggiudica la vittoria l’equipaggio 6
Vesco-Guerrini su Fiat 508 S Balilla Sport del 1934, portando a casa due prestigiosi orologi
Cuervo y Sobrinos “Robusto Cronometa”.
La classifica anteguerra incorona ancora una volta l’equipaggio 5 Vesco-Guerrini su FIAT 508
Balilla Sport del 1934.
La classifica Auto Moderne vede primo l’equipaggio 115, Zobele-Trentinaglia, su Ferrari 488
Spider 70esimo.
Prima Scuderia classificata Loro Piana
Classic.
La Coppa delle Dame va all’equipaggio 45,
Montalbano-Vagliani, su Fiat 1100-103 del
1955, che vince due splendidi orologi
“Caramelo” della collezione femminile Cuervo
y Sobrinos.
La folta presenza straniera accende la sfida
per le coppe internazionali.
Grande sfida anche per i due trofei riservati ai
piloti non prioritari, caratteristici del Terre di
Canossa: il Trofeo Forte dei Marmi, vinto
Per Info: Francesca Azzali w Canossa Events S.r.l.
[email protected] w Phone +39-0522-421096 w Mob. +39-348-7313906 w Skype francesca.azzali
dagli olandesi Houtkamp-Houtkamp, e il Trofeo Tricolore–Cuervo y Sobrinos che va
all’equipaggio 80 Rossoni-Rossoni che si aggiudica due orologi “Robusto Manjuari” messi in
palio da Cuervo y Sobrinos.
La classifica speciale per le prove di media vede vincitore l’equipaggio Giacoppo-Grillone.
Il premio Gare d’Epoca dedicato all’auto più elegante è invece stato assegnato alla Maserati
200S del 1956.
I NUMERI DEL TERRE DI CANOSSA
Quest’anno i numeri dell’evento sono da record:
• 111 gli equipaggi, che hanno fatto registrare il tutto esaurito all’evento prima della chiusura
delle iscrizioni
• 14 le Nazioni rappresentate, tra cui molti Paesi Europei, ma anche Paesi lontani come Qatar,
Stati Uniti, Russia, Argentina, Giappone, Australia,…
• 27 le case automobilistiche presenti
• 28 le vetture anteguerra in gara
• 90 le impegnative prove di regolarità, disseminate lungo i 640km del percorso: 89 prove a
cronometro e 1 prova di media
• 2 i Trofei riservati ai Piloti ‘non prioritari’
• 300 le persone coinvolte a vario titolo nella gestione della gara: dai soci della Scuderia
Tricolore allo staff organizzativo di Canossa Events, al personale sportivo, cronometristi,
fotografi, agenti della Polizia Stradale,…
• 4 gli splendidi orologi messi in palio da Cuervo y Sobrinos.
LA VII EDIZIONE…
Città d’arte, paesaggi meravigliosi, antichi castelli, dolci colline e impegnativi passi di montagna
fanno da scenario ad un evento tra i più importanti nel panorama internazionale per auto
storiche. La gara si è svolta su un percorso di circa 640 km e ha visto gli equipaggi sfidarsi su 90
impegnative prove. Il Terre di Canossa non è però solo gara, ma è soprattutto una combinazione
vincente di auto meravigliose e di gentlemen drivers che arrivano da tutto il mondo per questa
opportunità unica di vivere l’Italia in un modo speciale combinando l’adrenalina della
competizione con il piacere della buona cucina italiana e della scoperta dei territori attraversati
dal percorso. La fatica della guida è infatti stata magistralmente intervallata da momenti
conviviali. L’organizzazione quest’anno ha dovuto fare più di uno strappo alla regola dei 100
equipaggi, per accontentare qualcuna in più delle tantissime richieste di partecipazione giunte.
Alle 111 auto storiche si aggiungono
anche 7 Ferrari moderne, guidate da
una splendida “488 Spider 70esimo”,
unico esemplare di una delle 70 livree
speciali realizzate dalla Casa di
Maranello in occasione del 70°
anniversario. Una bella
contrapposizione con l’auto più
vecchia in gara: una Bentley del 1923
dell’equipaggio inglese Collins/Steele.
Sfileranno così per le strade 94 anni di
storia dell’automobile.
In gara anche il Campione Italiano in
carica, Andrea Vesco su Fiat 508S
Per Info: Francesca Azzali w Canossa Events S.r.l.
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Balilla Sport, navigato come sempre dall’amico Andrea Guerini.
Nella competizione sono rappresentate trenta scuderie. Bergamo Corse la più numerosa, con
ben 14 equipaggi al via, seguita dal team Loro Piana Classic con 8 equipaggi e dal team
internazionale Amici Senza Frontiere con 7 equipaggi.
Come di consueto i partecipanti si dividono equamente tra Italiani e stranieri, provenienti da tutta
Europa e oltre.
UN’EDIZIONE ‘TECNOLOGICA’
Terre di Canossa è stato quest’anno un evento pilota per il progetto di rinnovo della piattaforma
Racelink, la prima soluzione per
il monitoraggio satellitare
dedicata alle competizioni
automobilistiche su strada,
utilizzata nel corso degli anni
dalle più importanti
manifestazioni del settore e
ancora oggi punto di riferimento.
“Mantenere una leadership
tecnologica è per noi essenziale
per offrire servizi sempre nuovi
ai nostri clienti – afferma Luigi
Orlandini, fondatore e CEO di
Canossa Events – per questo
abbiamo avviato un percorso di riprogettazione completa della piattaforma, che ancora una volta
è concepita tenendo presenti soprattutto le esigenze dei tanti nostri clienti stranieri che vengono
con le proprie belle auto a godere delle bellezze del nostro meraviglioso Paese. Altro importante
aspetto sempre presente nei nostri obiettivi è la sicurezza: Racelink consente infatti alla nostra
Centrale Operativa di monitorare continuamente la posizione delle auto partecipanti e dei mezzi
di servizio, riducendo drasticamente i tempi di intervento e la precisione dei soccorsi in caso di
necessità. E anche questa volta, come già anni fa, tutta la piattaforma sarà sviluppata da Italiani,
in Italia”. “La partnership con Canossa Events rappresenta un’importante opportunità di crescita
per noi.” ha detto Antonio Calia, CEO di Manet. “Già da qualche tempo, infatti, eravamo alla
ricerca di nuove sfide che mettessero in risalto la versatilità del nostro sistema.”
Startup, sicurezza, innovazione… temi di cui tanto si parla, per Canossa Events sono punti di
forza, parte integrante del “DNA” aziendale.
UN’EDIZIONE ‘ROSA’
Un numero in particolare spicca su tutti: il 33% dei partecipanti sono donne, senza bisogno di
‘quote rosa’…. Terre di Canossa realizza infatti il sogno di essere allo stesso tempo una gara
impegnativa e un’occasione di piacevole turismo, apprezzata sia dai più agguerriti piloti, sia da
chi è in cerca di una vacanza un po’ speciale.
UN’EDIZIONE ‘VERDE’
Confermata l’attenzione all’ambiente da parte dell’organizzazione, che anche quest’anno ha
adottato volontariamente il protocollo CarbonZero e compenserà completamente le emissioni
residue di CO2 mediante piantumazione di nuovi alberi nell’Appennino Tosco-Emiliano. Il Terre di
Canossa si riconferma l’unico evento del settore a ‘emissioni zero’.
I COMMENTI ‘A CALDO’
Per Info: Francesca Azzali w Canossa Events S.r.l.
[email protected] w Phone +39-0522-421096 w Mob. +39-348-7313906 w Skype francesca.azzali
“Il Terre di Canossa si è ormai stabilmente affermato come un evento di riferimento tra le grandi
gare di regolarità nel mondo e come un punto di ritrovo per gli appassionati del settore”, afferma
Luigi Orlandini, presidente della Scuderia Tricolore e visionario fondatore di Canossa Events. “E’
un piacere sentire i partecipanti dire: -Ci rivediamo a Canossa!- (e sorride N.d.R.). Un successo
dovuto soprattutto all’entusiasmo sincero dei partecipanti e alla passione dell’affiatato team che
ogni anno, per 12 mesi, lavora sodo per costruire un evento sempre più bello. Siamo molto
contenti della grande crescita del Terre di Canossa che già a dicembre registrava il 20% di
iscrizioni in più rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda l’accoglienza, Terre di Canossa è
certamente la punta di diamante nel calendario della regolarità. Il nostro obiettivo è offrire a chi
partecipa una gara impegnativa sul piano tecnico, ma allo stesso tempo anche un’esperienza
memorabile, capace di regalare emozioni anche nei momenti conviviali, studiando al meglio
l’equilibrio tra i tempi della gara e quelli del relax. Ovviamente tutto questo è possibile grazie
all’entusiasmo degli equipaggi, a un team unico e al coinvolgimento di partner d’eccellenza come
Cuervo y Sobrinos. Ingredienti questi che, ogni anno, rendono speciale il Terre di Canossa”.
Il Presidente Luigi Orlandini, a nome di tutta l’organizzazione, ringrazia inoltre di cuore tutti coloro
che hanno reso possibile il successo dell’evento: in primo luogo i partecipanti, e poi tutte le città
che hanno ospitato il passaggio della manifestazione, gli Ufficiali di Gara della CSAI, e tutti i
collaboratori, senza il cui supporto tutto questo non sarebbe stato possibile.
Un ringraziamento speciale al Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, che ha aperto le
porte di palazzo Ducale a Parma per per la serata di gala dell’edizione 2017.
Un ringraziamento infine alla Polizia Stradale, il cui prezioso supporto è stato riconosciuto anche
dai partecipanti che durante le premiazioni hanno accolto gli agenti della scorta con una standing
ovation interminabile.
Un progetto di grande respiro internazionale, reso possibile anche dal fondamentale contributo
degli sponsor, in particolare Cuervo y Sobrinos.
“Ho sempre apprezzato anche come partecipante
l’organizzazione di Terre di Canossa che riconosco come
una delle migliori gare di regolarità di auto storiche che si
stanno verificando in Italia” – dichiara Marzio Villa, Patron di
Cuervo y Sobrinos – “Per questo ho considerato opportuno
per la celebrazione del 135° anniversario della mia azienda
Cuervo y Sobrinos partecipare come main sponsor e come
momento di unione di numerosi concessionari della marca
nel mondo. Penso che questa sia una ottima occasione che
unisce ancora una volta la nostra specialità orologiaia con il
mondo classico delle auto d’epoca, così vicino a noi
nell’esaltare la qualità, la manifattura, l’immagine e i sogni
indimenticabili che attraverso tutto questo si alimentano”.
IL PERCORSO E IL PROGRAMMA
La lunga opera di ricerca e le tante ricognizioni hanno
portato a tracciare un percorso come sempre nuovo e vario,
lungo strade panoramiche e ogni paesaggio tipico dell’Italia,
dalla pianura fino al mare, attraverso verdi colline e
spettacolari montagne.
Per Info: Francesca Azzali w Canossa Events S.r.l.
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La bellezza dell’Italia è infatti lo scenario che tradizionalmente accompagna le splendide ‘opere
d’arte a quattro ruote’ del Gran Premio Terre di Canossa.
Molto apprezzati la partenza da Parma e i passaggi in Piazza dei Cavalieri a Pisa, sulle
cinquecentesche Mura di Lucca e in Piazza del Duomo a Pietrasanta.
Indimenticabile poi la lunga sfilata sulle antiche Mura di Lucca.
Spettacolari l’arrivo a Portovenere, l’antico borgo di Lerici e le strade del Golfo dei Poeti, i passi
appenninici del Cento Croci e delle Pradarena e l’attraversamento delle Alpi Apuane.
Memorabile anche la Serata di Gala che si è tenuta nella cornice mozzafiato di palazzo Ducale a
Parma.
IL RESOCONTO GIORNO PER GIORNO
Giovedì 20 aprile: l’accoglienza e la serata di gala
Circondati dal bello che solo certa zone d’Italia sanno offrire, la settima edizione del Gran Premio
Terre di Canosa si è aperta con la serata di gala nella spettacolare cornice di palazzo Ducale a
Parma. Il Palazzo, costruito nel 1561, divenne residenza della Duchessa Maria Luigia d’Austria.
La prestigiosa struttura è oggi sede del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri. La cena,
come da tradizione, è stata firmata dal grande chef Massimo Spigaroli, premiato con la Stella
Michelin. Ad accogliere gli oltre 200 partecipanti, il maestoso ingresso con scalone e le grandiose
sale del palazzo, l’inno di Mameli suonato da un quartetto d’archi ed il benvenuto ufficiale del
presidente della Scuderia Tricolore Lugi Orlandini e delle tante autorità presenti in sala.
Venerdì 21 aprile, prima tappa: Parma, Portovenere, Lerici e Bocca di Magra.
Le auto, già tutte punzonate, si schierano e partono dal Parco Ducale, cuore di Parma, scortate
come sempre dai centauri della polizia stradale. Un primo gruppo di prove in pista nell’Autodromo
Riccardo Paletti di Varano e poi via verso le prime salite che portano gli equipaggi al cospetto del
Castello di Bardi, per arrivare alla sosta con “amor” organizzata nel centro di Borgo Val di Taro.
Sfidanti le numerose prove a cronometro, in uno scenario reso ancora più affascinante dal
magnifico anticipo di primavera. Attraverso il panoramico Passo di Cento Croci, gli equipaggi
arrivano al mare di La Spezia. Un suggestivo scorcio del Golfo dei Poeti accoglie i concorrenti
che giungono nell’incantevole Borgo di Portovenere per il pranzo servito al cospetto della
sagoma dell’Isola Palmaria. Sullo sfondo i profili delle stupende auto storiche in esposizione al
pubblico che si bea di tale spettacolo.
Una corsa a Lerici per un momento di relax in una delle più belle “cartoline” del nostro paese e
poi via verso l’ultimo gruppo di prove della giornata sulla strada di Monte Marcello fino a Punta
Bianca, per poi proseguire verso il borgo di Ameglia e Bocca di Magra.
Sabato 22 aprile, seconda tappa: Forte
dei Marmi, Pisa, Lucca e Pietrasanta
Da Forte dei Marmi, la città di mare
preferita da Gabriele D’Annunzio, ha
preso il via la seconda giornata. Macchine
ed equipaggi si sono schierati sul
lungomare per poi partire in direzione
Pisa e giungere nella suggestiva Piazza
dei Cavalieri, sede della ‘Scuola Normale’.
Uno sguardo alla Torre pendente, simbolo
della città e poi via: la strada ha
cominciato a salire in direzione del Monte
Per Info: Francesca Azzali w Canossa Events S.r.l.
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Serra, regalando scorci suggestivi sulla pianura sottostante. La parte competitiva della giornata è
iniziata con l’impegnativa serie di prove concatenate ‘della Costanza’, per poi passare alle
sfidanti prove del Monte Serra. Un cielo primaverile ha accompagnato gli equipaggi fino al
passaggio sulle antiche mura di Lucca, Patrimonio dell’UNESCO, solitamente chiuse al traffico, e
trasformate in perfetto scenario per delle foto suggestive. Il meritato riposo nella suggestiva
cornice del Real Collegio e poi via, verso il controllo timbro al cospetto della chiesa di San
Michele.
Pietrasanta, resa famosa da Botero e per questo diventata la città degli artisti d’Italia, accoglie gli
equipaggi del Terre di Canossa che schierano le auto in Piazza Duomo.
La giornata si conclude con le prove del Trofeo Forte dei Marmi, riservato agli equipaggi non
prioritari ed assegnato al team con il tempo migliore sulle prove di Piazza Marconi. Le
premiazioni durante l’imperdibile ‘beach party’ sulla spiaggia del Bambaissa.
Domenica 23 aprile, terza tappa: Forte dei Marmi, Alpi Apuane, Carpineti, Reggio Emilia
Partenza spettacolare della terza tappa dalla “passeggiata nel mare”, il pontile di Forte dei
Marmi, aperto per l’occasione alle storiche vetture. Il percorso porta i concorrenti verso le
Apuane, ritenute in passato montagne impervie e inaccessibili, e oggi lo scenario perfetto per
questa gara ricca di competizioni.
Attraversando la galleria del Cipollaio dove il paesaggio si snoda tra le spettacolari cave di
marmo, i concorrenti costeggiano il lago di Isola Santa e raggiungono il Passo di Pradarena, il più
alto valico carrozzabile dell’Appennino Tosco Emiliano.
Il pranzo è a Carpineti, dove figuranti in costume medioevale accolgono gli equipaggi con la
calda accoglienza emiliana, ricreando il clima e le emozioni dei tempi della Gran Contessa
Matilde di Canossa. Una sinfonia di motori si snoda tra dorsali e pianori, impegnando i piloti sulle
sfidanti prove speciali.
La parte finale del percorso è sui tre i Ponti di
Calatrava, teatro dell’ultimo gruppo di prove e
del “Trofeo Tricolore”, uno dei più ambiti della
gara.
L’arrivo è in Piazza della Vittoria a Reggio
Emilia, al cospetto del Teatro Valli, in una
piazza gremita per l’occasione, dove
equipaggi e vetture vengono presentati al
pubblico. Le premiazioni, come da tradizione,
si svolgono nella Sala del Tricolore