
Ultimi giorni per visitare la mostra
SPATIUM
a cura di Angela Madesani
APERTURE STRAORDINARIE
mercoledì 11 luglio Brignano
venerdì 13 luglio tutte le altre sedi
ore 20:00-23:00
ULTIMI DUE GIORNI DI APERTURA
Sabato 14 e domenica 15 luglio
ore 10:00 -13:00 / 14:30-19:00
35 artisti ed 1 regista per 6 Comuni della Pianura Bergamasca:
Brignano Gera d’Adda – Cortenuova – Covo
Morengo – Pagazzano- Torre Pallavicina
Spatium, curata da Angela Madesani, è la seconda di un ciclo di mostre a cadenza annuale dal titolo Le stanze del contemporaneo. Dopo la mostra del 2017 Chronos, dedicata al concetto di tempo, quest’anno viene indagato il tema dello spazio e il rapporto creato dagli artisti con il territorio che li ospita e con i luoghi ricchi di storia e tradizioni in cui sono stati invitati ad esporre.
Antico e contemporaneo dialogano e si confrontano in contesti d’eccezione situati nella provincia bergamasca, distanti pochi chilometri l’uno dall’altro: da Palazzo Botti a Torre Pallavicina residenza di villeggiatura estiva degli Sforza, a Palazzo Visconti a Brignano Gera d’Adda, leggendaria residenza dell’Innominato raccontato dal Manzoni e, per rimanere in tema letterario, il Castello di Pagazzano che accolse il Petrarca che proprio nelle sue sale compose i Trionfi. E ancora il settecentesco Palazzo Giovanelli a Morengo ora sede del Comune, Villa Colleoni a Cortenuova costruita nella seconda metà del Settecento, utilizzata per la mostra negli ampi spazi del giardino all’inglese, come a Palazzo Tirloni a Covo.
Agli antipodi rispetto agli spazi neutri dei musei e alle white cube delle gallerie di arte contemporanea, qui siamo di fronte a luoghi fortemente connotati dal punto di vista storico e artistico. Proprio per questo la curatrice Angela Madesani non ha chiesto agli artisti coinvolti, di creare opere site specific ma di scegliere, dopo aver visto lo spazio, i lavori da esporre. L’obiettivo è stato quello di creare un fil rougeche leghi i vari contesti, gli artisti e le opere tra loro e che permetta al visitatore di comporre un suo personale percorso di fruizione della mostra. Non è un caso quindi che la scelta sia ricaduta su artisti giovani e ancora in attività, ad eccezione dei due maestri Hidetoshi Nagasawa, scomparso solo poco tempo fa, e Riccardo Camoni (1950-2008).
Spatium è un termine che racchiude in sé differenti accezioni, così come la mostra: rappresenta lo spazio reale, la superficie, l’estensione delle sale e dei luoghi che ospitano le opere, ma anche lo spazio interiore e fisico che i lavori degli artisti vanno ad occupare e infine lo spazio inteso come la distanza che separa le varie sedi e che il visitatore deve percorrere, mettendosi in dialogo lui stesso con contenitori e contenuti, con significante e significato, in un processo di scoperta di luoghi, persone e cose.
I temi sono spesso ricorrenti e riguardano l’uomo e il suo rapporto con il passato, con se stesso e con la società contemporanea, ma anche il linguaggio e i differenti media artistici con cui si può comunicare o che esprimono l’assenza di comunicazione e d’interrelazione con ciò che ci circonda, che siano persone, cose, fenomeni e cambiamenti.
La mostra si compone prevalentemente di sculture, installazioni e opere di grande formato: da Giulia Marchi che lavora sul concetto di punto di vista, a Nicolò Cecchella che usa scultura, fotografie e installazione, Gregorio Botta e Jacopo Mazzonelli che lavorano anche con il suono, Hidetoshi Nagasawa, Pietro Coletta e Satoshi Hirose che pongono in dialogo la cultura orientale e quella occidentale. Interessanti riflessioni sulla scultura sono anche quelle di Marco Di Giovanni, Giovanni Termini, Josè Barrias Ilaria Cuccagna, Andrea Liberni, Gianluca Quaglia, Paola Risoli, Ulrich Egger, Angelo Barone, Giuseppe Buffoli Chiara Leccae quindi la sconvolgente indagine sull’inquinamento proposta nella loro installazione da Anne e Patrick Poirier.
Una particolare attenzione è stata posta alle opere per esterni, avendo selezionato lavori già pensati per stare all’aperto come l’opera creata site specific per l’esterno di Palazzo Visconti di Daniele Nitti Sotres e quelli di Nataly Maier, Daniele Salvalai e Alessio Barchitta installate nel bellissimo giardino di Cortenuova. Ma anche in sedi più piccole come il giardino privato di Palazzo Tirloni a Covo, che ospita i lavori di Luciano Maciotta sul recupero e la trasformazione dell’energia e di Marco Tronci Lepagier, o a Morengo dove Sara Frattini propone una riflessione sul concetto di spazio fisico e mentale.
Non mancano però le opere realizzate con la fotografia, il video e la pittura: Palazzo Botti dà spazio ad artisti come il pittore Manuele Cerutti e i fotografi Massimiliano Gatti e Giovanni Scotti e al videoartista olandese Eelco Brand, mentre nel Castello di Pagazzano in una lunga sala non affrescata, il corto Lo Sguardo di Michelangelodel grande regista Michelangelo Antonioni dialoga con le fotografie di Aurelio Amendola dedicate sempre alla scultura di Michelangelo e con alcune immagini di Leonardo Genovese che ritraggono oggetti della memoria dalla valenza quasi metafisica. Nelle carceri del Castello di Covo i lavori sulla mancanza fisica della giovane Rachele Moscatelli sono posti in dialogo con l’angusto spazio.
Il catalogo, edito da Scalpendi, conterrà il testo critico della curatrice Angela Madesani e le immagini di tutte le opere installate nelle rispettive sedi espositive.







