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Un giro tra i masi della Valle Isarco

Anche se, arrivati fin qui, il vostro desiderio è di tenervi lontani dalla città, non potete non dedicare qualche ora alla visita di Bressanone, capoluogo della Valle Isarco.

Città vescovile, è divisa in sei quartieri, tra cui il magnifico centro storico racchiuso dalla cinta muraria. Visitate il duomo barocco e il battistero per ammirarne gli affreschi, e dopo la famosa Via Crucis concedetevi un caffè sulla piazza, con vista sulla facciata meridionale del Palazzo Municipale, a ricercarne gli elementi rinascimentali accostati a quelli tardo-medievali. Fate un giro tra i portici – e tra questi cercate la statua dell’uomo a tre teste – tra suggestivi scorci e facciate a tinte vivaci dei palazzi; tenete del tempo per visitare il Museo della Farmacia, un’esposizione tanto ricca quanto insolita di strumenti, farmaci, vasi e boccette; se volete conoscere la città attraverso una chiave di lettura storico-religiosa, visitate il Museo Diocesano, all’interno del Palazzo Vescovile, che ospita opere di arte sacra dal periodo romanico all’età moderna. Poi: via verso nuove avventure!
In mtb con una guida personale

Se volete farvi un’idea di quel che c’è da vedere, girare, gustare, poco fuori dalla città, rivolgetevi a Konrad; lui è, da sempre, un contadino con la passione delle sue terre e della bici. A lui potete affidarvi per escursioni guidate in mountain bike, per una esplorazione del territorio secondo il vostro gusto e le vostre capacità; se siete giù d’allenamento, al suo maso, l’Häuslerhof di Naz-Sciaves, potete noleggiare bici elettriche o concordare un passaggio dalla stazione del treno o del bus più vicina. Se partite con la mountain bike da Naz-Sciaves avete a disposizione percorsi di diversi gradi di difficoltà che vi portano in mezza montagna, che toccano soleggiate malghe o si arrampicano sui passi in alta montagna.
Se avete i bimbi al seguito, scegliete la pista ciclabile della Val Pusteria, asfaltata e percorribile da tutti, anche dai meno esperti; la ciclabile della Valle Isarco è comunque poco impegnativa, pur offrendo un percorso molto vario.
Nel nome del formaggio: la Val Pusteria e Val Luson

A proposito di Val Pusteria, appena inforcata la valle, a Rio di Pusteria – fate un salto a vedere la Chiusa di Rio, la fortificazione-sbarramento splendidamente restaurata – c’è il Maso Untereggerhof, che produce un delizioso formaggio caprino. Il valore aggiunto di questo maso sono proprio loro, le 160 capre bianche domestiche che si incontrano li, accanto alla stalla con i capretti. Un indirizzo da segnare e da tornare a visitare l’ultimo giorno delle vostre vacanze, per fare la spesa! Da Rio, potete compiere la magnifica escursione fino a Malga Fane, in cima alla Val di Valles, in un paesaggio idilliaco a 1740 metri di altezza. Magari, se scegliete una giornata di bel tempo, potete raggiungere la malga a piedi, lungo il Sentiero del Latte. E se le malghe vi incuriosiscono e vi affascinano, spostatevi in Val Luson, magnifica, stretta e ripida, e dedicatevi a un’altra escursione di gusto, quella che sale alla Malga Kreuzwiesenalm; ci potete arrivare in tre quarti d’ora di cammino; una volta lì, potrete assistere alla lavorazione per imparare come viene prodotto il formaggio, oltre, naturalmente, a concedervi una sana merenda sui tavoli sotto il sole.
Le pecore della Val di Funes

Poco più a sud di Bressanone, la tranquilla, incontaminata Val di Funes che si spinge fin sotto le Odle, è una gradevole sorpresa. Li si può fare un incontro ravvicinato con la razza ovina autoctona tra le più vecchie d’Europa, la Villnösser Brillenschaf. È la “pecora con gli occhiali”, così chiamata per le tipiche chiazze nere attorno agli occhi e vicino alle orecchie, una razza robustissima e in grado di fornire 4-5 chili di lana di altissima qualità, nonchè ottima carne tenera e non fibrosa. Nella sola Val di Funes se ne contano 450 capi, su un totale di 1700 esemplari censiti nell’Alto Adige. Se amate l’agnello a tavola, visitate la Val di Funes nella prima decina di ottobre, quando si svolgono le “settimane gastronomiche” durante le quali tutti i locali della valle propongono piatti speciali a base di agnello. Accanto all’evento gastronomico, il programma prevede un laboratorio presso il centro visite del Parco Naturale Puez Odle, in cui i partecipanti potranno imparare come si produce il feltro con la lana delle pecore con gli occhiali.
Il Sentiero delle Castagne: tappa a Barbiano

Barbiano, sì proprio quello famoso per il campanile pendente, è un grazioso paesino, con i balconi zeppi di cascate di fiori colorati. La località è inserita nella terza tappa del Sentiero delle Castagne che si snoda tra Bolzano e Bressanone e che tocca i punti più caratteristici della Valle Isarco. In questo tratto il sentiero conduce, tra l’altro, al borgo di Bagni Trechiese, così chiamato per via delle tre graziose chiesette affrescate, di architettura tardo romanica, poste l’una accanto all’altra. Prima di lasciare Barbiano, andate a cercare i sentieri che raggiungono le cascate superiore, intermedia e inferiore: quest’ultima, facilmente raggiungibile, è considerata la più spettacolare.
Per chiudere in bellezza tra i masi, a Barbiano c’è il Maso Unteraichnerhof – ci si arriva anche dal Sentiero delle Castagne – di cui vanno senz’altro provate le prelibatezze di casa, dal pane ai salamini affumicati, dalle verdure fresche o sott’olio ai piatti di maiale, alle torte a un imperdibile, quanto unico, succo di mora di gelso. Tutto annaffiato da tre vini straordinari prodotti nel maso. Prosit!
Informazioni

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