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WORLD SERIES: STEVENS E CARLOS SAINZ “FIRMANO” LE PRIME DUE GARE; LA SORPRESA E’ LUCA GHIOTTO

sainza

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Sono partite da Monza le World Series, uno dei campionati che è il più prolifico dei vivai da cui pescano a piene mani i team del Circus della F.1.

La storia è molto lunga…è iniziata con Alonso, poi Kubica o Valsecchi o Alguersuari (tanto per citare nomi di anni oramai lontani) e non è ancora terminata … basta pensare oggi ai vari Pic, Vergne, Maldonado per non parlare di Vettel che proprio in un appuntamento di luglio a Misano si presentò del tutto sconosciuto vincendo entrambe le gare….
Un campionato che proprio per questo suo DNA inizia sempre senza un pilota predestinato, e spesso è capitato che il dominatore dei primi round si sia poi liquefatto lasciando spazio a piloti che hanno seguito un proprio percorso di maturazione e di presa di confidenza con i circuiti e soprattutto con una monoposto che nata con il brand Nissan è poi passata nelle mani della “sorella” maggiore Renault i cui tecnici l’hanno nel corso degli anni sviluppata, migliorata, affinata. Ed ora i piloti si trovano al volante di una vera F.1 in formato minore ma dalle prestazioni non certo molto lontane.
Peccato solo che le World Series non godano della stessa cassa di risonanza , leggi televisione, di cui invece gode la categoria concorrente, ma forse si tratta anche di scelte “politiche” dettate dalla Casa francese ed accettate dalla società spagnola che da sempre gestisce l’organizzazione del campionato con grande professionalita’.
Le prime due gare della stagione hanno subito portato alla ribalta Carlos Sainz, sì il figlio del matador grande campione del mondo rally, in più corre con il team Dams che è un top team che non lascerà nulla al caso pur di vincere il campionato.
Sono venuti subito alla ribalta dei nomi nuovi sulla cui continuità bisognerà attendere i prossimi appuntamenti: il russo Sirotkin, tester Sauber, innanzitutto, poi lo Roberto Merhi che corre per il team russo Zeta, ed è stato campione europeo di F.2 e una volta tanto anche un pilota di casa nostra Luca Ghiotto terzo in qualifica, per la gioia della Draco ( anche questo team italiano). Ghiotto è poi affogato in gara 1 ma si è prontamente rifatto nella gara della domenica con un beneaugurante quarto posto.
La gara 1 è stata vinta dal pilota della Strakka, Will Stevens che ha approfittato dello stop al via di Sainz (problemi all’elettronica) per inserirsi tra Ghiotto e Buller che partivano malissimo e involarsi subito del tutto indisturbato. Ghiotto poi peggiorava la situazione…prima si è trovato dietro a Martsenko in regime di safety-car, poi al 7° giro è uscito a Lesmo 1 perdendo diverse posizioni. Fermatosi ai box al 13° passaggio per cambiare le gomme è rientrato in gara chiudendo sedicesimo staccato di 1 giro.
Ben diversa è stata gara 2. Carlos Sainz ha rotto l’incantesimo della sfortuna di gara 1 ed ha dominato la seconda gara stagionale, Lo spagnolo ha fatto letteralmente il vuoto passando sotto la bandiera a scacchi con quasi undici secondi di vantaggio su Stockinger, settimo in gara 1, e dodici su Sirotkin. Un bel podio veramente che fa ben sperare per il futuro.
La “medaglia di legno” è andata a Luca Ghiotto che così si è rifatto della delusione di sabato. E’ stato una buona domenica per la Draco. Infatti Luca Fantin ha chiuso in ottava posizione migliorandosi anche lui rispetto a sabato quando aveva chiuso in dodicesima posizione.
La Draco ha sottomano due potenziali buoni piloti, campioni è difficile ma mai dire mai, e in molti dovrebbero prendere esempio dal team toscano. La Draco ha avuto il coraggio di buttarli nella mischia internazionale, solo così si può vedere il reale valore dei piloti e il loro miglioramento. Troppi team manager però questo coraggio non lo hanno. E’ il male del nostro sport automobilistico. (Roby Castello)

ORDINE DI ARRIVO GARA 2 – 27 GIRI:
1.Carlos Sainz – Dams – 43’10″774
2. Marlon Stockinger – Lotus Charouz – 10″835
3. Sergey Sirotkin – Fortec – 12″524
4. Luca Ghiotto – Draco – 19″137
5. Pierre Gasly – Arden – 20″178
6. Nikolay Martsenko – Comtec – 28″477
7. Jazeman Jaafar – ISR – 30″014
8. Pietro Fantin – Draco – 33″845
9. Roberto Merhi – Zeta – 36″393
10. Oliver Rowland – Fortec – 36″959
11. Norman Nato – Dams – 41″465
12. Matias Laine – Strakka – 53″086
13. Zoel Amberg – AVF – 54″792
14. Oliver Webb – Pons – 59″383
15. Roman Mavlanov – Zeta – 1’20″362
16. Matthieu Vaxiviere – Lotus Charouz – 1’22″067
17. Beitske Visser – AVF – 1’29″307

Giro più veloce: Carlos Sainz 1’35″210

ORDINE DI ARRIVO GARA 1 – 24 GIRI:
1. Will Stevens – Strakka – 42’23″207
2. Roberto Merhi – Zeta – 6″870
3. Pierre Gasly – Arden – 11″760
4. William Buller – Arden – 17″994
5. Nikolay Martsenko – Comtec – 18″423
6. Oliver Rowland – Fortec – 25″440
7 Marlon Stockinger – Lotus Charouz – 25″943
8.Sergey Sirotkin – Fortec – 26″398.
9.Zoel Amberg – AVF – 31″784
10. Meindert Van Buuren – Pons – 32″391
11. Matias Laine – Strakka – 32″599
12. Pietro Fantin – Draco – 35″580
13. Oliver Webb – Pons – 37″675
14. Roman Mavlanov – Zeta – 47″549
15 . Norman Nato – Dams – 1 giro
16 .Luca Ghiotto – Draco – 1 giro
17 .Matthieu Vaxiviere – Lotus Charouz – 3 giri
18 .Carlos Sainz – Dams – 3 giri

GRIGLIA DI PARTENZA GARA 1:

1.Carlos Sainz – Dams – 1’33″235
2.William Buller – Arden – 1’33″359
3.Luca Ghiotto – Draco – 1’33″451
4.Will Stevens – Strakka – 1’33″549
5.Roberto Merhi – Zeta – 1’33″653
6.Marlon Stockinger – Lotus Charouz – 1’33″692
7.Nikolay Martsenko – Comtec – 1’33″708
8.Pierre Gasly – Arden – 1’33″857
9.Jazeman Jaafar – ISR – 1’33″863
10.Matthieu Vaxiviere – Lotus Charouz – 1’33″920
11.Roman Mavlanov – Zeta – 1’33″935
12.Marco Sorensen – Tech 1 – 1’34″110
13.Matias Laine – Strakka – 1’34″132
14.Zoel Amberg – AVF – 1’34″148
15.Pietro Fantin – Draco – 1’34″252
16.Oliver Rowland – Fortec – 1’34″274
17.Norman Nato – Dams – 1’34″354
18.Sergey Sirotkin – Fortec – 1’34″414
19.Oliver Webb – Pons – 1’34″450
20.Meindert Van Buuren – Pons – 1’34″650
21.Beitske Visser – AVF – 1’35″383

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