
A Jorge Lorenzo piace giocare a poker. Gioca talmente bene che le carte che si ritrova in mano sono sempre gli assi.
E se sono 4, allora il poker da sogno è servito. E’ capitato anche al Montmelò, Gp di Catalunya: quarta gara di fila con lui vincitore, 100 punti in classifica e adesso un solo punto lo distanzia da Valentino Rossi, che con il 2° posto, tiene ancora il comando ma sente, inesorabilmente, avvicinarsi il compagno-rivale.
Lo diciamo da tempo e la gara lo ha confermato: se a Lorenzo gli si permette di partire a razzo, lui fa il vuoto alle spalle e recuperargli secondi preziosi diventa praticamente impossibile.
E a Barcellona è successa la stessa cosa già capitata al Mugello e in altre tre piste: lui davanti, gli altri dietro a inseguire, a dannarsi l’anima.
Ma il Gp di Catalunya ha detto anche cose molto, ma molto importanti: prima tra tutte che l’era delle Honda imbattibili è definitivamente finito. Tutta colpa di Marc Marquez che nella foga di restare attaccato il più possibile a Jorge Lorenzo, si è dimenticato per un momento di non avere tra le mani la moto del 2914, ma questa nuova Honda scorbutica, incapace di frenare, scodinzolante non poco, sempre con il posteriore alzato.
Morale: alla curva 10 Marc arriva ad una velocità doppia di Lorenzo, in passato avrebbe frenato in tempo, ora invece fila come un missile nella ghiaia per evitare di centrare in pieno Lorenzo. Lui per terra, anche la Honda per terra e per terra anche il morale di pilota e Casa giapponese, al punto che, nei box, a chi lo sente parlare, ammette l’errore, si scusa e poi sentenzia: “Per me il mondiale finisce qui”.
Parole che non faranno assolutamente piacere ai tecnici giapponesi, ma che speriamo servano da stimolo per rimettere in carreggiata un pilota e una stagione assolutamente negativa finora. Il problema è capire se i giapponesi hanno voglia di fare quel passo indietro che tutti auspicano o se chiederanno a Marquez ancora un impegno totale. Staremo a vedere.
Il secondo punto dolente riguarda la Ducati e il secondo ko consecutivo per Dovizioso. Se al Mugello la colpa era di una corona sgranata, a Barcellona il mistero è ancora più fitto, perché la moto ha perso grip sul posteriore, facendo finire Dovi per terra a una velocità ridottissima.
Meno male (buona notizia) che Iannone mai come in questo momento è così positivo e riesce a portare punti preziosi alla causa. In più ora è 3° in classifica e la cosa non può che far piacere. Ma il lavoro è tanto, la moto è nuova e altri momenti-no sono sempre da mettere in conto. Ma questo a Borgo Panigale lo sanno benissimo.
Ultimo dato negativo le Suzuki: dopo un sabato da favola, una domenica terribile. Pronti via e sono praticamente scomparse alla prima curva, risucchiate in un baleno da Honda, Yamaha, e Ducati. Il motore nuovo non offre ancora quella spinta necessaria per restare con i big: non bastano 2-3 cavalli per competere con gli avversari. Aleix che finisce a terra due giri dopo il fratello Pol (che guida una Yamaha) getta nella disperazione la famiglia Espargarò, che si augurava un finale tutto diverso.
E adesso tutti ad Assen l’ex Università del motociclismo (dopo il cambio di tracciato è tutto un’altra cosa) dove serviranno moto a posto, perché parliamo di un circuito senza rettilinei, è piloti al massimo della forma. Lorenzo e Rossi lo sono, e sono pronti a dare battaglia: tra i due non c’è amicizia, come sottolinea Lorenzo, ma grande rispetto. E se è vero che il primo avversario è il tuo compagno di squadra, siamo solo all’inizio di un lungo campionato di fuochi d’artificio. Ed ora uno sguardo alla giornata, partendo sin dalle prime luci del mattino.
Warmup
L’ultimo controllo utile prima di gettarsi nella mischia e nella bagarre della gara è il warmup del mattino. E come nei turni precedenti Jorge Lorenzo ha fatto vedere che cosa vale quando la forza è con lui e non si pone troppi problemi. Ieri il maiorchino, nonostante la terza piazza dietro le due Suzuki, mostrava un gran sorriso in parco chiuso. Al mattino invece ha fatto che stabilire subito il miglior tempo e questo la dice lunga sulla volontà di Lorenzo di conquistare il suo quarto successo consecutivo. Bravo lui e bravo anche Vinales che però ha distrutto la Suzuki con una caduta senza conseguenze
. Terzo tempo per Marquez poi Aleix Espargarò, Iannone e Rossi, sesto, ma sempre a circa mezzo secondo dal compagno di squadra e Dovizioso 7°. Analizzando il passo gara, Jorge è un terribile “martillo”, con 10 passaggi sotto l’1’42”. Nessuno come lui. Se questi sono i precedenti di giornata, chissà come andrà la gara. Aggiungiamo solo che il povero Karel Abraham, caduto rovinosamente ieri, è stato operato per ridurre la frattura del piede. Per lui confermata la possibilità di non vederlo ad Assen.
Pronti, via
Si spengono i semafori e il primo a scattare davanti a tutti è manco a dirlo Jorge Lorenzo che si porta dietro Dovizioso Marquez Smith Pol Espargarò e Rossi mentre Aleix è solo 9. Tre curve e cade Crutchlow, Marquez passa il Dovi, mentre Rossi prova a liberarsi di Pol Espargarò. Lorenzo comanda
Secondo giro e Lorenzo tiene duro e Marquez con lui mentre Dovi un po’ si sfila. Pol Espargarò finisce largo e Rossi ne approfitta e si mette 4° alle spalle del Dovi, lo tallona da presso mentre davanti Lorenzo e Dovizioso cominciano a scavare un fossato sugli altri. Rossi al 3° giro finisce largo e Dovi allunga un poco, mail gap su Lorenzo e Marquez è già pesante.
Addio Marquez
I guai per Marquez arrivano alla curva 10, tira una staccata pazzesca, rischia di centrare la ruota di Lorenzo, vola nella ghiaia e finisce per terra. Gara finita, rientro ai box e terzo “0” in classifica quest’anno. Davvero non ci siamo per la Honda e per il bicampione del mondo che ai box, facendosi forza, parla con i tecnici, ammette il suo errore e si scusa, cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno dicendo che almeno ha tenuto il passo di Lorenzo… Poi però ammette senza mezzi termini che il campionato ormai è perduto.
Al 4° giro, intanto, Rossi supera Dovizioso e si mette secondo. Il Dovi non lo molla, ma intanto Lorenzo allunga il passo ha un ritmo ottimo e si porta a 1”5.
Cade Pol Espargarò
Quinto giro, cade Pol Espargarò, Pedrosa è l’unico con la Honda a tenere duro ed è 5° mentre Iannone 7°, comincia a ricucire il divario da Smith.
Dovizioso per terra
Sesto giro è anche Dovizioso abbandona la gara: cade in modo stranissimo, in una curva a bassa velocità, rimonta in sella ma ormai la frittata è fatta. Colpa dello scarso grip e la perdita del posteriore. Anche per lui secondo ko consecutivo. Che peccato. Pedrosa intanto si porta al 3° posto mentre le paure Ducati si avverano quando si vedono i tempi di Iannone che gira intorno all’1’43”2, segno che gli pneumatici cominciano a mollare.
Sfida Lorenzo-Rossi
Sono passati appena 9 giri ed è successo già di tutto: Lorenzo tiene a distanza Valentino, sembra amministrare bene il vantaggio di 1”8, Pedrosa stacca Aleix Espargarò, Iannone si avvicina un po’ a Smith mentre per il resto del plotone è buio fitto. Solo Jorge e Valentino girano sull’1”42”, gli altri sono tutti sopra il 43”.
Undicesimo giro e Smith comincia a rallentare il passo, questo favorisce Iannone che, piano piano, gli si avvicina e lotta per la quinta posizione mentre anche la Ducati di Barberà è costretta al ritiro per colpa dei freni.
Passano i giri e non succede praticamente nulla: al 17° giro Lorenzo ha sempre un vantaggio intorno ai 2” su Rossi, Pedrosa gira 1” più lento dei due e infatti è ormai lontano a 10”, Aleix tiene il 4° posto con i denti mentre Smith ormai sente gli scarichi di Iannone addosso e 7 giri dal termine la manovra gli riesce. Rossi intanto sembra gestire al meglio l’usura delle gomme perché Valentino porta a 1”5 il distacco da Lorenzo. E la prova finale, anche se i giri passano e l’operazione aggancio diventa sempre più difficile.
Cade anche Aleix
A 5 giri dalla fine, curva 5, anche Aleix Espargarò finisce per terra e per Iannone un insperato 4° posto a 5” da Pedrosa: per come si erano messe le cose, la Ducati può tirare un sospiro di sollievo, rimanendo comunque il rammarico di quanto successo a Dovizioso.
Mancano 3 giri alla fine, Lorenzo ha 1”3 di vantaggio su Rossi: non è il massimo, ma è certo che la lotta tra i due nel finale rende elettrizzante gli ultimi giri. Anche se, ad onor del vero, Lorenzo appena vede Valentino avvicinarsi, allunga per mettersi al sicuro.
Gran finale
Ultimo giro, Rossi tenta il tutto per tutto, si avvicina ma alla fine, sul traguardo, Lorenzo conserva 885 millesimi, poco meno di un secondo di vantaggio su Rossi. Diciotto secondi dopo arriva Pedrosa, bravo a tornare sul podio (alla sua terza gara dopo l’operazione e il ritorno in pista) e poi un ottimo Iannone, favorito sì dalla cadute di chi lo precedeva, ma perfetto nel portare a casa sana e salva una Ducati che mai come qui a Barcellona, ha patito le pene dell’inferno con problemi di grip e di frenate. La nota molto positiva è che, al momento, è terzo nella classifica mondiale. Il divario è grande, ma intanto Andrea c’è ed è bello vederlo tra i big della MotoGp (Enrico Biondi)
LA PAROLA AI PILOTI
Jorge Lorenzo
“Penso di aver vinto per la grande concentrazione che ho tenuto per tutta la gara. A dispetto di ieri oggi la moto non era così perfetta. E difatti quando ho visto che Valentino in un solo giro mi aveva preso 6 decimi mi sono detto: vuoi vedere che mi prende e perdo questa gara? E allora ho fatto di tutto per andare più veloce, ho spinto un po’ di più, dando gas un po’ prima e ci sono riuscito a strappare una vittoria che, per noi, in questo momento era fondamentale. Adesso gli ho recuperato 28 punti in 4 gare, ma so perfettamente che lui in gara riesce sempre a trovare quel qualcosa che lo fa stare con i migliori. E questo perché abbiamo una moto che ci permette sempre di essere costanti e precisi. Ripeto, per tenerlo dietro ho dovuto guidare come mai in passato. Il campionato è lungo, io nelle prime gare non ero al massimo, ora sono qui a lottare. Ma l’errore, la sbavatura è sempre possibile: un errore e sei fuori dal podio. Quindi è d’obbligo prendere più punti possibili perché Marquez è molto lontano e per me è difficile che si riprenda. La mia rivalità con Rossi? Diciamo che l’amicizia è una parola grossa. In questo mondo ho pochi amici ed è difficile essere amico di un pilota che prima di tutto è un rivale e per di più nello stesso team. Siamo due campioni, ci piace vincere e basta. Tecnicamente qualche volta parliamo delle nostre moto che sono molto simili. Lui è un pilota preciso, io sono un pilota preciso, entrambi con due stili di guida molto simili. E questo fa molto bene a noi e soprattutto ai tecnici Yamaha che sanno cosa fare e dove mettere le mani”.
Valentino Rossi
“A 7 giri dalla fine ci ho creduto. Pensavo di poter prendere Lorenzo perché anche se mancavano pochi giri mi sentivo che potevo prenderlo. Invece…sapete com’è la storia dell’asino e della carota? Sei lì lì per prenderla e poi non ci arrivi mai. La moto mi scivolava tanto, anche se io e Jorge abbiamo tenuto un passo incredibile per tutta la gara., però mi dispiace perché in una ipotetica battagli mi sentivo davvero forte. Il guaio vero? Non puoi vincere contro un Lorenzo così quando devi partire dalla terza fila. O lui fa degli errori (e non li ha fatti) o è impossibile andarlo a prendere. Strategie? Onestamente non saprei che cosa cambiare per poterlo andare a prendere se non partire più avanti. Per superare tutti quelli che avevo davanti ho impiegato poco, 3 o 4 giri al massimo e lui aveva già 1”4 di vantaggio poi ho impiegato 187 giri per avvicinarmi a lui ma senza raggiungerlo. Ma è bello vedere che adesso posso andare a riprenderlo, mentre a Le Mans negli ultimi giri mi era andato via. Desso ho ancora un punto di vantaggio, debbo dire che dormivo meglio quando di punti in più ne aveva 29… Ma va bene così, ci aspettano delle belle battaglie”.
Dani Pedrosa
“Che bella sensazione tornare sul podio e proprio nella gara di casa. Con tanti fan sugli spalti, la famiglia, gli amici. Questo podio è come una vittoria, dopo tutto quello che mi è successo. Dedico il podio a tutti gli amici che ho nel mio team, che mi hanno aiutato a riprendermi, al mio fisioterapista, i dottori, tutti quelli che hanno sofferto con me. Adesso la cosa che mi preoccupa di più sono quei benedetti 18” di differenza dalle Yamaha. La nostra moto soffre in frenata e in entrata in curva, non rallentiamo abbastanza. Se avessi provato a spingere di più mi sarei ritrovato per terra. L’importante è essere arrivati alla fine, la pista ha sbattuto per terra un sacco di piloti, sono rimasto calmo e ho fatto una bella rimonta. Bene così”.
Andrea Iannone
“Non era assolutamente facile questo Gp e lo sapevamo sin dall’inizio che sarebbe stato difficile restare con gli altri. Quindi sono contento di come sono andate le cose. Ho fatto una buona gara, è andata bene. Usare le gomme soft? Non ci siamo mai concentrati troppo su questo problema e alla fine possono dire che è andata bene così, oggi c’era troppo caldo e le condizioni erano completamente diverse rispetto allo scorso anno. Sicuramente finora penso di aver disputato un ottimo campionato, per me era importante crescere con costanza e credo di esserci riuscito finora. Oggi ho corso con molta intelligenza, ci manca ancora qualcosina per pensare al campionato. Vediamo di concentrarci sulla moto, il resto arriverà”
Andrea Dovizioso
“Ho visto le telemetrie e un po’ abbiamo capito cosa è successo. Le curve 3 e 4 sono toste, si scivola tanto, ero a metà della curva, in derapata e improvvisamente il truccino control mi ha mollato. Non è successo nulla di anomalo a quanto sembra, però sai che sei attaccato al controllo e ti fidi. Infatti non ho fatto neanche un high side, la moto è andata giù secca. Non ci era mai successo una cosa del genere, sono cose che capitano. Però due zeri di seguito sono cose che fanno male, molto male”.
Livid Suppo (team manager Honda)
“Felice per il risultato di Pedrosa, dispiaciuto per quanto capitato a Marc. Ha fatto un errore, lo ha subito ammesso, ci stava provando a restare accanto a Jorge ed è finita come avete visto tutti. Per lui una stagione storta. Il fatto però che oggi quelli della Yamaha ci hanno fatti neri. Il distacco da Jorge e Valentino è di quelli importanti e sin da domani nei test dovremo lavorare sodo per rimetterci subito in carreggiata”.
COSÌ AL TRAGUARDO
Pilota
Naz
Team
Moto
Tempo
1
Jorge LORENZO
SPA
Movistar Yamaha
Yamaha
42’53.208
2
Valentino ROSSI
ITA
Movistar Yamaha
Yamaha
+0.885
3
Dani PEDROSA
SPA
Repsol Honda
Honda
+19.455
4
A. IANNONE
ITA
Ducati Team
Ducati
+24.925
5
Bradley SMITH
GBR
Yamaha Tech 3
Yamaha
+27.782
6
M. VIÑALES
SPA
SUZUKI ECSTAR
Suzuki
+29.559
7
Scott REDDING
GBR
EG 0,0 Marc VDS
Honda
+36.424
8
Stefan BRADL
GER
Forward Racing
Yamaha F.
+42.103
9
D.PETRUCCI
ITA
Octo Pramac Racing
Ducati
+49.350
10
A.BAUTISTA
SPA
Aprilia Racing Team i
Aprilia
+52.569
11
Jack MILLER
AUS
CWM LCR Honda
Honda
+53.666
12
E.LAVERTY
IRL
Aspar MotoGP Team
Honda
+55.765
13
Loris BAZ
FRA
Forward Racing
Yamaha F.
+55.832
14
Mike DI MEGLIO
FRA
Avintia Racing
Ducati
+1’09.037
15
A. DE ANGELIS
RSM
IodaRacing Team
ART
+1’25.263
16
H.BARBERA
SPA
Avintia Racing
Ducati
1 Giro
NC
A.ESPARGARO
SPA
SUZUKI ECSTAR
Suzuki
5 Giri
NC
Nicky HAYDEN
USA
Aspar MotoGP Team
Honda
12 Giri
NC
M.MELANDRI
ITA
Aprilia Racing Team
Aprilia
19 Giri
NC
A. DOVIZIOSO
ITA
Ducati Team
Ducati
19 Giri
NC
P.ESPARGARO
SPA
Yamaha Tech 3
Yamaha
21 Giri
NC
Marc MARQUEZ
SPA
Repsol Honda Team
Honda
22 Giri
NC
C.CRUTCHLOW
GBR
CWM LCR Honda
Honda
22 Giri
NC
Y.HERNANDEZ
COL
Pramac Racing
Ducati
23 Giri
MONDIALE PILOTI
Moto
Nazione
Punti
1
Valentino ROSSI
Yamaha
ITA
138
2
Jorge LORENZO
Yamaha
SPA
137
3
Andrea IANNONE
Ducati
ITA
94
4
Andrea DOVIZIOSO
Ducati
ITA
83
5
Marc MARQUEZ
Honda
SPA
69
6
Bradley SMITH
Yamaha
GBR
68
7
Cal CRUTCHLOW
Honda
GBR
47
8
Maverick VIÑALES
Suzuki
SPA
46
9
Pol ESPARGARO
Yamaha
SPA
45
10
Dani PEDROSA
Honda
SPA
39
11
Danilo PETRUCCI
Ducati
ITA
39
12
Aleix ESPARGARO
Suzuki
SPA
31
13
Scott REDDING
Honda
GBR
27
14
Yonny HERNANDEZ
Ducati
COL
26
15
Hector BARBERA
Ducati
SPA
16
16
Loris BAZ
Yamaha F.
FRA
13
17
Alvaro BAUTISTA
Aprilia
SPA
11
18
Jack MILLER
Honda
AUS
11
19
Stefan BRADL
Yamaha F.
GER
9
20
Michele PIRRO
Ducati
ITA
8
21
Nicky HAYDEN
Honda
USA
8
22
Eugene LAVERTY
Honda
IRL
7
23
Hiroshi AOYAMA
Honda
JPN
5
24
Mike DI MEGLIO
Ducati
FRA
2
25
Alex DE ANGELIS
ART
RSM
1
MONDIALE COSTRUTTORI
YAMAHA 166
DUCATI 119
HONDA 114
SUZUKI 57
YAMAHA FORWARD 18
APRILIA 11
ART 1
corsanews.it







