“Il presidente Chiamparino ha affermato pubblicamente di non essere contrario ad una consultazione popolare per decidere sull’ospitalità ai profughi nella nostra regione. Bene, ora mi aspetto che alle parole seguano i fatti.
A Cuneo i beninformati dicono che sono già stati accolti oltre 400 profughi, ad essi sicuramente se seguiranno altri vedendo i continui sbarchi: a questi sarà complicato dare una risposta, con tutte le conseguenze in termini di ordine pubblico e costi per gli Enti. Si comprende quindi che è fondamentale dare una risposta ferma ad un Governo che scarica sui Comuni e i cittadini i propri fallimenti in termini di politiche sull’immigrazione. Forza Italia è pronta a raccogliere le firme per lanciare il referendum sull’accoglienza ai profughi”. A lanciare il guanto di sfida è il vicecapogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte Franco Graglia in risposta alle dichiarazioni rilasciate dall’esponente del Pd durante una sua intervista a Radio Anch’io.
“Il presidente dice di essere sicuro dell’umanità dei propri concittadini – continua l’azzurro -. Infatti non è una questione di umanità, quella il popolo piemontese l’ha sempre praticata con estrema generosità. Qui si tratta di prendere posizione contro un governo nazionale che non è in grado di pretendere e ottenere una risposta compatta dall’Europa e che quindi scarica sui propri cittadini il costo della propria inettitudine e debolezza. È inutile che il centrosinistra continui a sventolare la bandiera della solidarietà e dell’accoglienza per giustificare il proprio fallimento nel pretendere dall’Europa un segnale di unità anche di fronte a questa emergenza”.
“Il centrosinistra si è disabituato alle consultazioni elettorali – conclude Graglia -. Questo è noto, quindi accolgo con favore l’esternazione di Chiamparino di aprire ad un referendum. Ottimo, il referendum si faccia e senza ritardo. Vedremo sul campo da che parte stanno i cittadini. La politica deve mandare messaggi pedagogici è vero, ma non ai suoi cittadini che hanno già dato in tutti questi anni. I messaggi vanno indirizzati all’Europa e al Governo nazionale, istituzioni che non possono scaricare sempre sui cittadini i costi economici e sociali delle praticamente inesistenti politiche sull’immigrazione che mettono in campo ormai da lungo tempo. Il referendum mi pare una risposta adeguata e democratica”.






