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ASSEN: IL RITORNO DELLE HONDA PEDROSA 1°, MARQUEZ 2° MA ROSSI E’ 3°

Alleluja, il motociclismo è bello perché è vario e quando pensi di aver capito tutto, in realtà ti arrivano risposte che rimettono tutto in discussione. Andiamo con ordine: date per molte e sepolte a Barcellona, con ritardi abissali dalle Yamaha e con Marquez che si stende per la seconda volta consecutiva, la terza di stagione, le Honda tornano a volare davanti a tutti.

Il divario di Pedrosa e Marquez, in ordine cronologico di classifica, rispetto alle Yamaha è risibile, poco più di un pugno di decimi di distacco, ma questo vuol dire che quando provi a celebrare il funerale di stato a una Honda, è meglio che cvi ripensi, perché i tecnici di Tokyo si arrabbiano di brutto, ristudiano tutto e vanno a trovare le soluzioni là dove si può trovarle.

E’ vero che Marquez, per tornare a brillare, ha chiesto e ottenuto di riprovare il telaio 2014 mentre Pedrosa continua imperterrito con quello nuovo in versione 2015 con il quale si trova a meraviglia. Comunque sia, vecchio o nuovo, le Honda sono di nuovo davanti con buona pace dei gufi.

Quello che, finalmente stupisce in positivo è il 3° posto di Valerossi. Un fulmine al mattino e per la prima volta quest’anno sempre e costantemente davanti al suo compagno di squadra, Jorge Lorenzo in difficoltà con i pneumatici e per nulla consistente.

E’ la volta buona per Rossi di partire davanti, di fare quel salto di qualità che tecnici e tifosi gli chiedono per provare a vincere il 10° titolo iridato che solo partendo davanti ti permette di non svenarti per recuperare dalle retrocvie? Forse sì, ma solo le prove di domani potranno dire cosa potrà accadere.

Per quanto riguarda le Ducati, dopo un FP1 da incubo, con le moto di Dovi e Iannone che non andavano avanti neanche a spinta, difficili da guidare e tenere in pista, al pomeriggio sono radicalmente cambiate e sia Dovizioso (7°) che Iannone (4°) sono andati forte, trovando soluzioni di setting che potrebbero, domani, portare a soluzioni molto interessanti sia sul tempo che sul passo gara.

FP2. La prima buona notizia all’inizio della seconda sessione di prove è che il cielo si è rischiarato, ci sono molte nubi ma il sole comincia a riscaldare la pista. La seconda news è che in casa Yamaha è iniziata la guerra psicologica tra Rossi e Lorenzo. Tutti e due sono usciti con il telaio nuovo, ma mentre Lorenzo ha voluto i telai montyati su entrambe le moto, Valentino si è tenuta la seconda moto con il telaio vecchio, in modo da poter cambiare idea all’ultimo momento e non dare punti di riferimenti al compagno.

Quanto alle Honda, Marquez è tornato al telaio 2014, Pedrosa continua con quello nuovo. Insomma una guerra dei telai come mai visto prima.Lorenzo comunque si riappropria del titolo di martillo e appena al 3° giro stampa un 1’34”305 si mette davanti a Marquez e rifila 809 millesimi a Rossi che scende 5°, dietro a Espargarò e Vinales.

Bentornate Ducati

Altro giro e altro regalo: aspettavate le Ducati? Eccole: Iannone arriva, con una serie di caschi rossi e piomba 1°, con 3 millesimi su Lorenzo, mentre Marquez, Rossi e Pedrosa continuano a viaggiare a ritmi folli.

Marquez fa il Fenomeno

Marc al 7° giro utile diventa incredibile: 1’33”589 che vuol dire nuovo record della pista di Stoner 2012, con 0,713 di vantaggio su Iannone, Lorenzo e Pedrosa poco distanti. Che sia bastato tornare all’antico per ritrovare il Marquez dei tempi d’oro? Pare di sì. Fatto è che sono passati appena 10’ e Marquez fa il Fenomeno.

Se Iannone vola con Marquez, il Dovi continua a lamentare problemi sull’anteriore e in frenata pur migliorando il proprio tempo e mettersi 9° prima di tornare ai box e cambiare il leveraggio della sua Desmo15 per rendere la moto più stabile. Rossi, dopo 8 giri consecutivi in pista, alla mezz’ora rientra e si mette a parlare fitto fitto con Galbusera per trovare gli accorgimenti migliori e tornare davanti.

Passano altre due minuti e Marquez non molla l’osso: nel senso che continua a girare regolarmente sotto l’1’34” mentre Rossi è tornato in pista con gomme medie e la stessa moto con telaio nuovo. La Suzuki di Espargarò continua a viaggiare molto forte e difatti Aleix si issa al 2° posto.

Sfida Marquez-Lorenzo

A 18’ dal termine, prove di gara tiratissima tra Marquez e Lorenzo: i due si ingarellano, stretti stretti e vicini vicini, una curva dietro l’altra affiancati. Poi Lorenzo decide di mollare e lascia sfilare Marc. Insomma, un giro da brivido e la sensazione, assolutamente personale, che in questa gara Lorenzo si senta attaccato da vicino, oltre che da Rossi, anche da un ritrovato Marquez che con il telaio 2014 pare abbia ritrovato le antiche sicurezze. Staremo a vedere.

Passa il tempo, i piloti tornano ai box per il secondo step, pronti a ricominciare a darsi battaglia. Tanta foga al primo giorno deriva forse dal fatto che per domani il meteo annuncia pioggia. E forse per questo il programma di lavoro, per tutti, deve essere portato a termine in fretta.

Mancano 8 minuti e Rossi e Pedrosa si alternano al secondo posto, in attesa che Lorenzo torni in pista con Marquez. Lorenzo mette gomme supersoft, così come tutti gli altri piloti di punta.

Pedrosa super

E’ un susseguirsi di caschi rossi settore dopo settore, al punto che la classifica cambia in continuazione: prima Crutchlow, poi Rossi, Lorenzo, Iannone, Dovizioso e Marquez provano a fare la differenza. In parte ci riescono e in parte no. Sta di fatto che alla fine del turno più “pazzo” degli ultimi anni, la classifica dice che Pedrosa e Marquez sono davanti a tutti, separati da soli 139 millesimi, poi in prima fila c’è Rossi a soli 202 millesimi e poi Iannone. Crutchlow è 5° e precede un Lorenzo che così lontano (sia chiaro, a soli 291 millesimi dal primo) non si aspettava di essere. Che giochi a nascondino?

FP1. Nelle prime prove libere del mattino, disputate sotto un cielo che più di piombo non si può, quindi con la possibilità che un acquazzone metta fine a tutte le speranze di fare un buon lavoro sulle moto in vista delle gare di sabato, i tifosi che hanno già iniziato dalle prime luci dell’alba a prendere posto in tribuna (qui sono mattinieri assai e le strade si intasano in fretta) hanno iniziato a fare un tifo d’inferno per i propri idoli. La Yamaha, ad esempio, che qui ad Assen va sempre fortissimo con Rossi e Lorenzo fanno un test comparativo con il vecchio telaio e quello nuovo usato nei test di Barcellona. Quest’ultimo pare stressi meno le gomme e quindi al rientro nei box si dovranno prendere le decisioni finali.

Marquez per terra dopo 1’

Ma non passa un minuto che arriva subito la prima sorpresa di giornata. E riguarda, manco a dirlo, Marc Marquez e la sua Honda. Lo spagnolo prova a spingere ma le immagini, impietose, lo ritraggono per terra. Che cosa è successo? Semplice, all’uscita della curva 17, a un passo dal rientro ai box, la sua Honda perde il posteriore, Marquez rischia un high side ma per fortuna resta in piedi, taglia la curva e fila nella ghiaia. Per non schiantarsi contro le gomme, quando lui e la moto tornano sull’erba, Marc si butta per terra. La moto si ferma subito, lui invece va dritto con i piedi contro gli air fence, senza nessun danno. Lo aiutano a rimettersi in sella, Marquez riguadagna i box e visto che c’è tempo, i meccanici gli rimettono a posto la moto “collassata”. Cominciamo bene.

Guai Ducati

Davanti intanto, il più veloce è Pedrosa, con l’altra Honda ufficiale che si lascia alle spalle un Lorenzo subito veloce e costruttivo, poi un Petrucci in gran forma con la Ducati. Iannone, settimo, precede Valentino lontano 1”028. Dovizioso è 21°, tre giri e torna ai box per fare cambiamenti sulla Ducati. La sua Ducati ha grossi problemi in frenata, difficile da guidare.

Quando mancano 24’, Rossi torna ai box con il telaio nuovo: forse la comparazione per lui è già finita ed ha deciso di usare subito la nuova diavoleria di Iwata. Stupisce piuttosto che sia ancora quella di Petrucci la miglior Ducati in pista. A Petrux piace Assen, e per arrivare lassù, ha inanellato 7 giri migliorandosi sempre giro dopo giro.

A -20’ dal termine, Marquez si porta prima 9°, poi 7°. Ma la bella notizia arriva da Rossi: 1’34”660 e secondo tempo a soli 17 millesimi da Pedrosa. E addio al vecchio telaio, visto che con questi tempi non ci vuole molto a capire quale strada seguire.

Ultimi 12’ ed è tempo di rientrare ai box per l’ultimo stint di controllo: la folla intanto, ha preso d’assalto le tribune e il colpo d’occhio è di quelli stupendi: si vede che il tifo da queste parti è una cosa vera, si sente. Mentre Lorenzo strappa due caschi rossi e poi, proprio sul più bello, misteriosamente abortisce il giro e rientra ai box nonostante 40 centesimi di vantaggio su Pedrosa, resiste davanti Pedrosa, che ha stabilito il tempo al 7° giro, così come Lorenzo mentre Valentino si è aggiunto al 12°.

A -9’, Marquez rientra in pista con gomme nuove montate sulla seconda moto, finisce un po’ largo alla curva 12 e continua a fare errori su errori. Altro giro e le cose vanno meglio: caschi rossi al primo e secondo settore , perde nel terzo e arriva sul traguardo con il 3° tempo, a 249 millesimi e davanti a Lorenzo che nel frattempo ai box cambia moto e prende quella con il telaio nuovo pure lui come Valentino. Dovizioso intanto, dopo 10’ ai box rientra in pista.

Rossi “martillo”

Mancano 4’: Marquez spinge come un dannato, tre caschi rossi e con l’aiuto di Smith arriva 1° con 91 millesimi di vantaggio su Pedrosa. Ma è Rossi che stupisce tutti: lo aveva detto di essere in forma, lo aveva detto di volersi tenere alle spalle Lorenz e ci sta riuscendo benissimo: come il collega, diventa lui un “martillo” e stampa ad ogni giro un record.

Quando finisce il tempo, Valentino è primo, con 195 millesimi da un Marquez finalmente ritrovato e con Pedrosa a 213 millesimi. Quarto per il momento è Lorenzo, a 415 millesimi. Insomma, una sfida testa a testa Yamaha-Honda. E le Ducati dietro con Dovizioso 9° a 0,866 e con grossi problemi in frenata, Petrucci 10° a 0,914 e Iannone 13° a 1”043. E siamo solo alle prime ore del giovedì. Figuratevi che cosa potrà succedere sino a sabato.

A Brno si corre, ma…

E per chiudere la giornata una mezza buona notizia. Nei giorni scorsi si vociferava della impossibilità di disputare il Gp della Repubblica Ceca sul mitico circuito di Brno, per i grossi problemi finanziari dovuti al mancato finanziamento da parte di Comune, Regione e del Governo alla manifestazione.

I soldi (1.800.000 euro) sono stati stanziati, ma ancora non c’è accordo con i fondi che garantiscono questo importo. L’Automotodrom di Brno ha costantemente informato Dorna delle difficoltà a ricevere le risorse finanziarie da parte del settore pubblico, nonostante le continue promesse. In queste circostanze, Automotodrom ha chiesto alla Dorna di annullare il Gp del 2015, ma la società spagnola non ha ritenuto di farlo perché questo non sarebbe andato nell’interesse dei tifosi, della Fim, delle squadre, degli sponsor e dell’Automotodrom stesso.

Per questo motivo Dorna e Automotodrom hanno convenuto di proseguire il contratto esistente, consci che non si correrà più a Brno nei prossimi anni a meno che non si trovi un accordo prima del 16 agosto di quest’anno. (Enrico Biondi)

La parola ai piloti

Pedrosa:“Abbiamo iniziato bene oggi! Soprattutto, abbiamo voluto approfittare della pista completamente asciutta e in buone condizioni, perché qui ad Assen il tempo è sempre un po’ imprevedibile e quindi è stato importante per provare gomme e setup della moto. Abbiamo fatto una buona partenza a confrontando diversi scarichi e lavorando duro sulla messa a punto è arrivato questo incredibile tempo. Quindi domani cercheremo di continuare nello stesso modo sperando di restare sempre davanti a tutti”

Marquez:“Tutto sommato non mi posso lamentare, perché oggi è andata abbastanza bene e sono contento perché abbiamo avuto ottimi risultati dalle due sessioni di prove, cioè una guida con un buon ritmo pur usando pneumatici usati. E la cosa mi ha permesso di divertirmi molto. E’ chiaro che dobbiamo ancora lavorare sodo e migliorare, ma sono contento di come sono andate le cose. Ci aspettavamo Jorge e Valentino davanti a noi in questo circuito, e questo un po’ mi ha sorpreso. Dani è stato più veloce, io secondo e questo è un bene per la squadra anche se ho visto che Valentino ha un gran ritmo”.

Rossi:“Molto soddisfatto delle prove di oggi, è un buon giovedì, ho usato poco il telaio vecchio e poi quando ho montato quello nuovo mi sono subito sentito a posto, ho migliorato tanto i tempi e sono stato sempre davanti al mattino. Al pomeriggio il lavoro se vogliamo è stato più semplice. Abbiamo provato anche la gomma dura e abbiamo lavorato bene. Quando poi ho montato alla fine la gomma morbida, che è la migliore ed è quella con la quale provare a fare la gara ho fatto ottimi giri in 1’33” e sono molto vicino alle due Honda. A proposito di Pedrosa e Marquez: vanno fortissimo e la cosa mi preoccupano un po’ perché quando i due spingono sono molto pericolosi. Comunque una cosa è certa: sabato sarà la temperatura a fare la differenza per quale gomma usare. Qui ad Assen è sempre un bel rebus”.

Lorenzo: “Ancora non ci siamo. Per il momento non mi trovo a mio agio con la moto e non ho confidenza in mezzo alla curva con questo tipo di pneumatico. Qui ad Assen è scuramente più difficile che nelle precedenti quattro gare dove ho vinto. Insomma, la cosa non mi facilità di sicuro, ma poiché le gomme sono uguali per tutti, vediamo di farcele piacere e di provare a lavorare duro per trovare delle soluzioni differenti. Ho usato i due telai nuovi perché volevamo montare due tipi di setup differenti. Adesso abbiamo le idee un po’ più chiare, anche se per il momento i tempi non saltano fuori. Le Honda vanno forte e questo è un problema, perché se è vero che potrebbero inserirsi tra me e Valentino e anche vero che potrebbero inserirsi tra Valentino e me…”

Iannone:“Non male il lavoro fatto nel pomeriggio. Ovviamente siamo un po’ indietro ma come base non siamo di sicuro messi male. Nel pomeriggio abbiamo cambiato molto, siamo riuscito ad essere più veloci sul giro singolo e anche di passo abbiamo abbassato di 3-4 decimi il ritmo. Adesso dobbiamo concentrarci sullo specifico, trovare un po’ di grip che è il punto debole in questo momento per noi. Volevamo usare una gomma extra soft, che lo scorso anno non andavano male, poi abbiamo cambiato il programma di lavoro perché è sempre un bene lavorare con le gomme dure. Adesso ci ritroviamo nel briefing con i tecnici e lavoreremo anche sotto questo aspetto”

Dovizioso:“Al mattino abbiamo praticamente girato pochissimo, ma abbiamo almeno capito cosa dovevamo fare per fare andare la moto su questa pista. Non siamo messi male, siamo vicini ai primi. Non ho tanto feeling nelle curve veloci con il gas in mano e quello mi toglie un po’ di sicurezza perché non riesco a raggiungere la velocità che vorrei. La transizione a centro curva è ancora troppo lunga e dovremo lavorare su questo. Per il resto mi sento abbastanza a posto, il problema che questa è una pista dove prendere il ritmo non è semplice, ci vogliono sempre un po’ di giri per cominciare a fare scorrere la moto su tempi giusti. Sono ottimista, perché abbiamo solo due punti specifici da migliorare e so che potremo farlo domani”.(Enrico Biondi)

Pilota

Team

Moto

Km/h

Tempo

Gap

Dani PEDROSA

Repsol Honda

Honda

310.4

1’33.450

Marc MARQUEZ

Repsol Honda

Honda

309.8

1’33.589

0.139

Valentino ROSSI

Yamaha MotoGP

Yamaha

305.6

1’33.652

0.202

Andrea IANNONE

Ducati Team

Ducati

315.3

1’33.699

0.249

Cal CRUTCHLOW

LCR Honda

Honda

307.7

1’33.734

0.284

Jorge LORENZO

Yamaha MotoGP

Yamaha

307.5

1’33.741

0.291

Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

Ducati

313.3

1’33.844

0.394

Aleix ESPARGARO

Suzuki Ecstar

Suzuki

297.5

1’33.857

0.407

Danilo PETRUCCI

Pramac Racing

Ducati

304.0

1’34.133

0.683

Maverick VIÑALES

Suzuki Ecstar

Suzuki

301.5

1’34.232

0.782

Pol ESPARGARO

Yamaha Tech 3

Yamaha

308.0

1’34.321

0.871

Yonny HERNANDEZ

Pramac Racing

Ducati

305.6

1’34.406

0.956

Bradley SMITH

Yamaha Tech 3

Yamaha

309.2

1’34.627

1.177

Scott REDDING

Marc VDS

Honda

302.3

1’34.643

1.193

Stefan BRADL

Forward Racing

Yamaha F

303.7

1’34.664

1.214

Loris BAZ

Forward Racing

Yamaha F

299.7

1’34.897

1.447

Eugene LAVERTY

Aspar MotoGP

Honda

300.3

1’35.047

1.597

Nicky HAYDEN

Aspar MotoGP

Honda

297.1

1’35.149

1.699

Alvaro BAUTISTA

Aprilia Racing

Aprilia

300.9

1’35.489

2.039

Hector BARBERA

Avintia Racing

Ducati

309.4

1’35.538

2.088

Jack MILLER

LCR Honda

Honda

300.0

1’35.646

2.196

Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

Ducati

304.8

1’35.663

2.213

Alex DE ANGELIS

IodaRacing

ART

291.1

1’36.869

3.419

Marco MELANDRI

Aprilia Racing

Aprilia

299.8

1’37.225

3.775