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LORENZO GARA IN SOLITARIO, ROSSI SECONDO, IANNONE, DOVIZIOSO E MARQUEZ PER TERRA

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Lorenzo al via é schizzato come un missile e ha salutato amici e nemici imponendo un ritmo che solo le due Ducati all’inizio sono state in grado di reggere poi….é arrivato Rossi che ha ringraziato i capitomboli di Iannone, Dovizioso e Marquez e vivere tranquillo al secondo posto tanto oramai Lorenzo era davanti di oltre cinque secondi come dire imprendibile anche se mancavano una quindicina di giri.

Per Lorenzo é la vittoria numero 63 ed é stata una vittoria in fin dei conti estremamente facile. Al via il duo Ducati riusciva a tenere la scia e sembrava prospettarsi una giornata di gloria per le rosse italiane anche perché sia Iannone che Dovizioso riuscivano a rosicchiare persino qualcosa al campione del mondo. Invece Iannone decideva, come spesso gli capita, di fare il fenomeno e di voler fare di più …prima passava Dovizioso poi si lanciava verso la scia di Lorenzo. Brutta pensata perché, si era al sesto giro, al primo curvone Iannone non riusciva a chiudere la traiettoria essendo oltre il limite e finiva disteso nel ghiaione.

A quel punto toccava a Dovizioso che come Marquez non opponeva resistenza al ritorno di Rossi e giudiziosamente si metteva in scia del Dottore badando sopratutto a respingere gli attacchi di Marquez anche perchè le sue gomme mostravano un leggero cedimento sopratutto la posteriore che non aveva più lo stesso grip iniziale. Per Dovizioso la grande occasione di dimostrare di meritarsi la conferma a fianco di Lorenzo nel prossimo anno dal momento che in Ducati su Iannone si nutrono tanti dubbi sopratutto di natura caratteriale.

Invece….quando tutto sembrava andare per il meglio il patatrac al sedicesimo giro :sia Dovizioso che Marquez andavano per terra…in contemporanea quasi inspiegabilmente a prima vista e addio sogni di gloria per entrambi. come era appena successo prima a Crutchlow e poi a Bradley. Il team manager Ducati, Paolo Ciabatti, ha addossato la colpa a una mattonella di asfalto dal fondo differente e scivoloso……beh onestamente ci pare proprio una difesa di ufficio. Di certo un errore che Dovizioso non doveva, per mille motivi, commettere.

A quel punto per il duo Yamaha tutto é stato facile sopratutto per Rossi che ha potuto tirare un sospiro di sollievo quando al giro successivo ha visto il muretto esporre il cartello …”Dovi – Marquez out”.

Se la Ducati è rimasta a mani vuote ha fatto invece festa la Suzuki che ha portato per la prima volta Vinales sul podio, un podio molto importante per il giovane spagnolo che sta sfogliando la margherita….andare o non andare in Yamaha a fianco di Valentino Rossi.

Ora il leader del campionato é Lorenzo con 90 punti come dire cinque in più di Marquez e 12 su Rossi mentre tutti gli altri, Pedrosa per primo, sembrano tagliati fuori dal poter raggiungere la corona mondiale. Ad ogni é un bel tris che darà spettacolo e emozioni a non finire peccato che per la Ducati si prospetti ancora un anno di transizione…aspettando Lorenzo. (Marc Canone)

Hanno detto a fine gara:

ANDREA DOVIZIOSO:“E’ un vero peccato perché avevamo azzeccato la strategia giusta riuscendo a partire bene. Ero nel gruppo che inseguiva Lorenzo e stavo cercando di capire dove sarebbe stato possibile provare ad attaccare Rossi, ma all’ingresso della curva 7 la gomma anteriore ha perso aderenza e mi sono ritrovato in terra. Analizzando la telemetria abbiamo visto che avevo un angolo di piega superiore solo di due gradi rispetto ai passaggi precedenti ma, al di la di questo, le gomme stavano funzionando piuttosto bene questo weekend. Purtroppo però è una loro caratteristica quella di non dare avvertimenti quando perdono aderenza, e quindi sono scivolato. La prestazione di oggi ci ha dato dei feedback importanti per il futuro, perché ci ha dimostrato che possiamo essere veloci, ma non per tutta la durata della gara. Adesso dobbiamo lavorare per trovare una maggiore costanza di rendimento, e poi andremo a cercare la prestazione pura.”

ANDREA IANNONE:“Sono molto dispiaciuto perché cadere in gara, soprattutto dopo un weekend in cui siamo stati sempre competitivi e performanti, fa veramente male. E’ molto strano quello che mi è successo, perché ho forzato molto di più nei primi giri per cercare di superare Dovi in frenata che non quando ero dietro a Lorenzo e stavo cercando di ridurre il mio gap. Ma il comportamento della gomma anteriore è sempre difficile da prevedere e non sai mai quanto ti puoi fidare. Nonostante la caduta abbiamo dimostrato di essere molto veloci, anche se non siamo riusciti a portare a casa nessun punto: adesso però dobbiamo assolutamente migliorare alcuni aspetti che non ci permettono ancora di essere costanti per tutta la gara.”

LUIGI DALL’IGNA, Direttore Generale Ducati Corse: “Un doppio ritiro è sempre un risultato molto pesante da accettare, soprattutto in un weekend in cui la Desmosedici GP ed entrambi i nostri piloti avevano dimostrato un’ottima competitività. Se vogliamo però trovare un aspetto positivo possiamo dire che, dopo un Gran Premio di Spagna a Jerez molto difficile per noi, qui a Le Mans siamo finalmente tornati a lottare sia in prova che in gara per le prime posizioni. Adesso dobbiamo cercare di archiviare in fretta la delusione di oggi e concentrarci sulla nostra gara di casa, il GP del Mugello, dove faremo il massimo per dare delle soddisfazioni a tutti i nostri tifosi ed appassionati.”

ALVARO BAUTISTA: “Questa mattina abbiamo provato qualcosa di diverso e, nonostante la scivolata, abbiamo trovato un miglioramento. Purtroppo in gara nei primi giri il cruscotto mi dava qualche segnale di errore per cui sono partito con cautela, poi tutto si è sistemato e sono riuscito a fare il mio ritmo. A livello di prestazioni, la gara è stata la migliore sessione del weekend, partendo da dietro sono riuscito a recuperare posizioni e ottenere un nono posto sinceramente inaspettato. Sono molto soddisfatto, devo ringraziare molto i meccanici per aver sistemato la moto dopo la scivolata nel warmup ed Aprilia per il continuo lavoro sulla RS-GP”.

STEFAN BRADL: “Sono ovviamente felice per il risultato finale, ma non troppo per com’è andata la gara. Ho fatto una bella partenza e ho seguito la mia strategia di spingere nei primi giri. Purtroppo poi durante un sorpasso un contatto con Barbera ha piegato la mia leva del freno, che ho dovuto sistemare in corsa due volte non trovando la posizione ideale. Senza questo inconveniente sarei potuto rimanere in un gruppo di piloti che si giocava una posizione migliore, dove la storia della mia gara sarebbe stata diversa, anche se verso la fine ho dovuto rallentare perchè faticavo a mantenere il mio ritmo. Abbiamo faticato più del dovuto durante il weekend, che concludiamo comunque con un buon risultato”.

ORDINE DI ARRIVO DOPO 28 GIRI:

1 – Jorge Lorenzo – Yamaha (Yamaha) – 43’51″290
2 – Valentino Rossi – Yamaha (Yamaha) – 10″654
3 – Maverick Vinales – Suzuki (Suzuki) – 14″177
4 – Dani Pedrosa – Honda (Honda) – 18″719
5 – Pol Espargaro – Tech 3 (Yamaha) – 24″931
6 – Aleix Espargaro – Suzuki (Suzuki) – 32″921
7 – Danilo Petrucci – Pramac (Ducati) – 38″251
8 – Hector Barbera – Avintia (Ducati) – 38″504
9 – Alvaro Bautista – Gresini (Aprilia) – 48″536
10 – Stefan Bradl – Gresini (Aprilia) – 54″502
11 – Eugene Laverty – Aspar (Ducati) – 1’02″677
12 – Loris Baz – Avintia (Ducati) – 1’07″658
13 – Marc Marquez – Honda (Honda) – 1 giro

Classifica campionato
1.Lorenzo 90; 2.Marquez 85; 3.Rossi 78; 4.Pedrosa 53; 5.Vinales 49; 6.P.Espargaro 47; 7.A.Espargaro 42; 8.Barbera 39; 9.Laverty 33; 10.Iannone

LA QUALIFICA:
1. Jorge Lorenzo – Yamaha (Yamaha) – 1’31″975
2. Marc Marquez – Honda (Honda) – 1’32″416
3. Andrea Iannone – Ducati (Ducati) – 1’32″469
4. Pol Espargaro – Tech 3 (Yamaha) – 1’32″502
5. Andrea Dovizioso – Ducati (Ducati) – 1’32″587
6. Bradley Smith – Tech 3 (Yamaha) – 1’32″820
7. Valentino Rossi – Yamaha (Yamaha) – 1’32″829
8. Maverick Vinales – Suzuki (Suzuki) – 1’32″933
9- Cal Crutchlow – LCR (Honda) – 1’32″963
10. Danilo Petrucci – Pramac (Ducati) – 1’33″102
11. Dani Pedrosa – Honda (Honda) – 1’33″109
12. Aleix Espargaro – Suzuki (Suzuki) – 1’33″115
13. Hector Barbera – Avintia (Ducati) – 1’33″291
14. Scott Redding – Pramac (Ducati) – 1’33″310
15. Yonny Hernandez – Aspar (Ducati) – 1’33″360
16. Eugene Laverty – Aspar (Ducati) – 1’33″452
17.Stefan Bradl – Gresini (Aprilia) – 1’34″003
18. Jack Miller – Marc VDS (Honda) – 1’34″049
19. Alvaro Bautista – Gresini (Aprilia) – 1’34″333
20. Tito Rabat – Marc VDS (Honda) – 1’34″348
21. Loris Baz – Avintia (Ducati) – 1’34″455

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