
Una domenica così ben pochi l’avevano messa i programma. Sul circuito “quasi di casa” del Mugello per la Casa di Borgo Panigale solo la Yamaha di Vinales è riuscita a fare sì che quello della Ducati non sia diventato un trionfo a tutto tondo.
Ma il primo posto di Dovizioso, il terzo dell’incredibile Petrucci cui è stata tolta una pole per un cavillo che forse a piloti più nominati non sarebbe stato applicato e il quinto di Alvaro Bautista con una Ducati 2016 hanno infiammato anche le migliaia di spettatori che, muniti di bandiere gialle, erano accorsi per festeggiare il n°46, ovvero Valentino Rossi.
Alla festa della Ducati è mancato inaspettatamente Jorge Lorenzo che, dopo una grande partenza e due giri condotti alla garibaldina come solo lui sa fare, si è spento giro dopo giro chiudendo melanconicamente in ottava posizione davanti di poco all’altra Ducati, quella di Michele Pirro.
Oggi, a sorpresa, la Ducati era difficilmente battibile e lo stesso Vinales a fine gara lo ha ammesso. Una Ducati stupefacente che sul rettilineo era più veloce, di sette-otto chilometri, della Yamaha per non parlare delle Honda di Marquez e Pedrosa che mai sono riusciti a inserirsi nemmeno nelle posizioni podio.
Ora la domanda è naturale: quale è la vera Ducati? Quella vista in Qatar, a Jerez e al Mugello o quella vista in Argentina e a Le Mans? Grazie al successo Dovizioso si è portato in seconda posizione in classifica generale con 79 punti contro i 105 di di Vinales e i 75 di Rossi e i 68 di Marquez. Il divario dallo spagnolo della Yamaha è ancora grande : Se la Ducati è quella vista in Argentina allora non c’é storia, se la Ducati è quella del Mugello allora sì che se ne potrebbero vedere delle belle.
Al pronti via si è subito formato un gruppetto con tre Ducati e due Yamaha a fare la corsa. Sembrava essere la gran giornata di Lorenzo che ha preso la testa con due accelerazioni e due staccate da campione, poi al terzo giro i giochi sono passati in mano a Rossi e Vinales: la Yamaha sembrava avere qualcosa in più ma ad ogni allungo la Ducati con Dovizioso e Rossi rispondevano con accelerazioni da brivido e staccate al limite di ogni legge della fisica.
La gara si è in pratica decisa al dodicesimo giro quando Dovizioso, da tempo era in scia di Vinales, rompeva gli indugi e si portava al comando mentre alle sue spalle lo stesso Petrucci si avvicinava decisamente allo spagnolo. Da quel momento per Dovizioso iniziava una vera e propria cavalcata, giro dopo giro il suo vantaggio aumentava in modo impressionante ben sapendo l’italiano che Vinales avrebbe tentato il tutto per tutto nelle ultime tornate.
Con un Rossi che dimostrava chiaramente di accontentarsi del quarto posto, tra Vinales e Petrucci era testa a testa spettacolare: due volte Petrucci si portava in seconda posizione e due volte Vinales si riprendeva la posizione. Per Petrucci era un po’ la resa anche perché le gomme cominciavano a dare problemi e in fin dei conti un posto sul podio era per lui…grasso che cola anche se più che meritato. Vinales a tre giri dalla bandiera a scacchi tentava la rimonta ma più di tanto non poteva fare, il suo distacco scendeva solo da 1” 8 a 1”2 e per Dovizioso era il trionfo. (Pa. Fer.)
Hanno detto:
Andrea Dovizioso :“Una giornata bellissima che per me era cominciata molto male dopo una notte passata in bianco per una intossicazione alimentare. Oggi non avevo molta energia fisica, però sapevo che la moto andava forte, perché avevamo lavorato bene durante il weekend e ho anche avuto tanto supporto dai miei fan, dal mio fisioterapista, dalla mia famiglia, e questo ha fatto la differenza. Nonostante non fossi al 100% sono riuscito a gestire la gara anche se non ero il più veloce in assoluto, però ho fatto una strategia perfetta, conquistando la posizione giusta al momento giusto. Ho guidato in modo molto fluido, non ho mai forzato eccessivamente e questo ha fatto la differenza perché il Mugello è una pista che stanca molto fisicamente, e le gomme non permettevano comunque di spingere troppo. Finalmente c’è l’abbiamo fatta: vincere al Mugello è veramente qualcosa di speciale!”
Jorge Lorenzo:“Ovviamente non posso essere soddisfatto della mia gara di oggi. Anche se sono partito molto forte e sono stato in testa ad una gara per la prima volta quest’anno, purtroppo giro dopo giro il mio ritmo è rallentato. Continuo a perdere molto in frenata e per il momento non riesco a sfruttare bene i punti forti della mia moto, ma soprattutto non riesco ad essere veloce in percorrenza di curva, che è una delle mie caratteristiche, e oggi sono stato superato diverse volte all’interno senza riuscire a reagire. Il lato positivo della gara è che Andrea ha vinto e Danilo è arrivato terzo, dimostrando che la Ducati oggi è stata la miglior moto in pista. Già venerdì avevo detto che la moto avrebbe potuto puntare alla vittoria e sono contento per Dovizioso perchè se lo è meritato.”
Michele Pirro:“Purtroppo ho vanificato le mie belle prestazioni in prova e in qualifica con una partenza non troppo felice, e trovarmi da quarto a tredicesimo alla prima curva non mi ha certamente aiutato. Da lì in poi ho cercato di fare il mio passo, ma avevamo più o meno tutti lo stesso ritmo e la bagarre non mi ha permesso di recuperare molte posizioni. Alla fine ho concluso la gara insieme a Jorge e non è male, ma sono soprattutto contento perché abbiamo lavorato bene e siamo stati costantemente veloci durante tutto il weekend.”
Claudio Domenicali (Amministratore Delegato di Ducati Motor Holding):“Quello di oggi è un risultato magnifico che ripaga il lavoro e i sacrifici che tutti i ragazzi di Ducati Corse hanno fatto in questi mesi e quindi dedico a loro questa splendida vittoria. Al Mugello abbiamo visto due Ducati e due piloti italiani sul podio, con Andrea sul gradino più alto, in una gara bellissima senza ritiri importanti, in cui ha vinto veramente il migliore. Oggi avevamo una moto straordinaria e Dovizioso ha ottenuto davvero un risultato eccezionale. E’ il frutto di un grande lavoro di squadra, di cui credo tutti gli italiani saranno orgogliosi.”
Maverick Vinales:”Riprendere Dovi? Ci ho provato però ho visto che Vale era lontano e non ho rischiato, ho più badato a mantenere la posizione, Dovi oggi era difficilmente battibile. In più avevo un dolore al braccio che mi ha un po’ condizionato, sono contento di questo secondo posto. Andrea è stato grandissimo e anche Petrucci. Quando mi ha passato ho fatto davvero fatica a tornargli davanti. Ho deciso di tornare secondo e aprire un po’ di gap. E ho anche tentato di attaccare Andrea e in una giornata normale ci avrei provato, ma oggi non era il giorno, era il caso di fare punti e sono contento per lui. Ora è secondo nel Mondiale e diventa il primo avversario. Barcellona? Devo lavorare per vincere, oggi la vittoria non era lontana ma avrei corso qualche rischio. Là ci proverò di sicuro”
Danilo Petrucci:”E’ incredibile, ancora non ci credo. Ho cercato di stare fin dall’inizio con gli altri. Sentivo di poter vincere la gara, ma quando sono arrivato vicino a Dovizioso mi è mancato il fiato.La gomma posteriore mi ha dato qualche fastidio, così ho cercato di restare incollato a Vinales per conservare il posto sul podio»
Aleix Espargarò:”E’ davvero un peccato, per la prima volta nella mia carriera ho fatto un jump start e non ci voleva. Voglio innanzitutto chiedere scusa al mio team, questa è una gara particolarmente importante per Aprilia e la RS-GP andava molto bene, le sensazioni erano le migliori di tutta la stagione. Il passo sul 48 basso, dopo il ride through e quindi senza particolari motivazioni e senza il beneficio della scia, dimostra che potevamo lottare per posizioni importanti. Dopo una uscita nella ghiaia qualcosa non funzionava bene nella selezione delle marce quindi sono rientrato ai box. Ancora una volta abbiamo fatto vedere di essere veloci ma torniamo a casa senza punti, ora abbiamo bisogno di tornare stabilmente nelle posizioni che meritiamo”.
Sam Lowes: “Mi aspettavo di poter fare una gara migliore oggi, perché nei primi 6 giri mi sentivo molto a mio agio: sono riuscito a superare diversi piloti girando subito su buoni tempi, scendendo anche sotto 1’49”. A un certo punto ho iniziato a perdere feeling con l’avantreno e di conseguenza ho faticato a mantenere un buon ritmo. Una situazione che mi ha condizionato fino a fine gara. Peccato perché durante il fine settimana non avevo mai avvertito questo tipo di problemi. Voglio comunque guardare ai vari lati positivi emersi in questo weekend: sono comunque contento di aver portato a termine la corsa e di aver ottenuto un tempo sul giro che di fatto si discosta di un solo secondo rispetto al migliore. Sto imparando molto ad ogni gara e stiamo andando nella direzione giusta”.
ORDINE DI ARRIVO DOPO 23 GIRI:
1.Andrea Dovizioso – Ducati (Ducati) – 41’32″126
2. Maverick Viñales – Yamaha (Yamaha) – 1″281
3. Danilo Petrucci – Pramac (Ducati) – 2″334
4. Valentino Rossi – Pramac (Yamaha) – 3″685
5. Alvaro Bautista – Aspar (Ducati) – 5″802
6. Marc Marquez – Honda (Honda) – 5″885
7. Johann Zarco – Tech 3 (Yamaha) – 13″205
8. Jorge Lorenzo – Ducati (Ducati) – 14″393
9. Michele Pirro – Ducati (Ducati) – 14″880
10. Andrea Iannone – Suzuki (Suzuki) – 15″502
11. Tito Rabat – Marc VDS (Honda) – 22″004
12. Scott Redding – Pramac (Ducati) – 24″952
13. Jonas Folger – Tech 3 (Yamaha) – 28″160
14. Hector Barbera – Marc VDS (Ducati) – 30″676
15. Jack Miller – Marc VDS (Honda) – 30″779
16. Karel Abraham – Aspar (Ducati) – 42″306
17. Sylvain Guintoli – Suzuki (Suzuki) – 46″294
18. Loris Baz – Avintia (Ducati) – 50″731
19. Sam Lowes – Gresini (Aprilia) – 50″740
20. Bradley Smith – KTM (KTM) – 50″897
Classifica campionato
1.Viñales 105 punti; 2.Dovizioso 79; 3.Rossi 75; 4.Marquez 68; 5.Pedrosa 68; 6.Zarco 64; 7.Lorenzo 46; 8.Petrucci 42; 9.Folger 41; 10.Crutchlow 40
LA QUALIFICA:
1.Maverick Viñales – Yamaha (Yamaha) – 1’46″575
2. Valentino Rossi – Yamaha (Yamaha) – 1’46″814
3. Andrea Dovizioso – Ducati (Ducati) – 1’46″835
4. Michele Pirro – Ducati (Ducati) – 1’46″878
5. Dani Pedrosa – Honda (Honda) – 1’46″999
6. Marc Marquez – Honda (Honda) – 1’47″050
7. Jorge Lorenzo – Ducati (Ducati) – 1’47″152
8. Alvaro Bautista – Ducati (Ducati) – 1’47″167
9. Danilo Petrucci – Pramac (Ducati) – 1’47″266
10. Tito Rabat – Marc VDS (Honda) – 1’47″282
11. Johann Zarco – Tech 3 (Yamaha) – 1’47″319
12. Aleix Espargaro – Gresini (Aprilia) – 1’47″475
13. Cal Crutchlow – LCR (Honda) – 1’47″220
14. Hector Barbera – Avintia (Ducati) – 1’47″272
15. Jonas Folger – Tech 3 (Yamaha) – 1’47″305
16. Andrea Iannone – Suzuki (Suzuki) – 1’47″625
17. Loris Baz – Avintia (Ducati) – 1’47″809
18. Pol Espargaro – KTM (KTM) – 1’47″940
19. Jack Miller – Marc VDS (Honda) – 1’47″961
20. Scott Redding – Pramac (Ducati) – 1’47″975
21. Karel Abraham – Aspar (Ducati) – 1’48″361
22. Sam Lowes – Gresini (Aprilia) – 1’48″416
23. Bradley Smith – KTM (KTM) – 1’48″594
24. Sylvain Guintoli – Suzuki (Suzuki) – 1’48″892
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