
Cultura e gastronomia. Tutti i Lunedì presso i locali della Bottega Robbiano (Via Don Orione, 17. cell. 329-6213927), dalle 20, si tengono corsi professionali di pasticceria, cioccolato e gastronomia ligure.
I docenti sono Umberto Solferino e Ferruccio Robbiano. Gli appuntamenti hanno richiamato un gran numero di persone, tutte molto eterogenee. Si passa dal libero professionista al dipendente comunale, dalla segretaria alla casalinga fino ad arrivare a stranieri che, per integrarsi maggiormente e aprirsi nuovi spiragli lavorativi, decidono di cimentarsi con la cucina italiana. «È davvero significativo veder partecipare “alunni†con storie così diverse fra loro – ha spiegato Solferino – gli argomenti sono fra i più svariati, ma con al centro sempre la tradizione della gastronomia ligure. Pasta frolla, bignè, stoccafisso, pesto, torte di verdura e tanti altri sono gli argomenti affrontati durante le lezioni. La cucina, ancora una volta, riesce ad unire tante persone diverse, diventando anche un modo per recuperare la nostra cultura che, con la tavola, ha conquistato il mondo».
Fra i partecipanti David e Evelin Rigacci, di origini peruviane, da sette anni in Italia, vogliono specializzarsi nel campo della preparazione dei dolci. «I dolci sono sempre stati una mia grande passione – confessa David – lavoro in un panificio, il mio sogno è quello di farmi una solida preparazione culinaria e tornare nel mio paese, con la mia compagna, per aprire un’attività tutta mia. Sto puntando molto sulla gastronomia perché credo possa essere una delle chiavi per uscire dalla crisi economica». Lucy Ordonez è in Italia da otto anni, fa la segretaria e vuole imparare a cucinare perché le piacerebbe tornare in Ecuador, sua terra natia, per trasmettere un po’ della cultura gastronomica genovese. «In Italia abbiamo una cucina più semplice – racconta Lucy – in Sudamerica ci sono troppi condimenti e tempi di cottura molto lunghi. Vorrei imparare a cucinare bene il pesce per poi, quando andrò a trovare amici e parenti in Ecuador, trasmettere un po’ di quello che ho appreso». Raffaele Locci, dipendente Amt, non ha dubbi: «Mi sono iscritto al corso perché al giorno d’oggi più attività si sanno fare, meglio è. La crisi, da un giorno all’altro, può toglierci le certezze, meglio stare in guardia e aprirsi anche a nuovi lavori». C’è chi, invece, il futuro lo vede più roseo e partecipa al corso per puro diletto. «Voglio preparare dei dolci e dei piatti speciali per amici e parenti – racconta Paola Giordano, dipendente pubblico – fantasia, divertimento e buona cucina: cosa c’è di meglio?». Eleonora Maria Guida, giovane avvocatessa, si è dovuta avvicinare ai fornelli quasi “obbligatoriamenteâ€. «Se non imparo a cucinare mio marito mi lascia – scherza Eleonora – sono un mezzo disastro in cucina, meglio rimediare il prima possibile».
Prossimo appuntamento: Lunedi’ 11 Febbraio. Temi trattati: Il coniglio alla ligure – Il pollo in fracssà (fricassea) – Abbinamenti col vino; Il pan di Spagna – La copertura Profiterol.







