
A 78 anni, all’alba di venerdì 18, Giorgio Pianta ci ha lasciati.
All’ultimo saluto, lunedì mattina, sono accorsi in tanti: piloti, tecnici e meccanici della Fiat, Lancia, Alfa Romeo e di Conrero, manager che nel tempo sono passati nell’ufficio che fu di Carlo Abarth per gestire i team Fiat e Lancia che, con i loro trionfi, hanno fatto sognare giovani e meno giovani.
Gente che non si incontrava da anni si è ritrovata per testimoniare a Ludovica e ad Alberto l’amicizia e la stima per Giorgio che se la era conquistata ;in tanti anni, prima a Milano poi a Torino giorno dopo giorno.
Giorgio Pianta era un pilota eclettico, in grado di primeggiare sia su strada che su pista gareggiando con le vetture più diverse debuttando prima con la Scuderia Sant Ambroeus e poi con il Jolly Club di Angiolini. Tutto era buono per correre purchè avesse quattro ruote…Opel, Alfa, Ferrari ma anche Autobianchi.
La rivoluzione nella sua vita, professionale e privata, avvenne nel 1973 quando Renzo Avidano, direttore generale Abarth, lo chiamò a Torino. Ufficialmente con l’incarico di capo collaudatore e dello sviluppo dei prototipi.
In quegli anni capitava spesso di vedere strane vetture che andavano avanti indietro sulla Torino – Milano…c’era Giorgio Pianta al volante ed ogni mattina era una caccia al record da casello a casello perché Giorgio a lasciare la casa milanese, all’inizio, proprio non ci pensava.
Da recordman della Torino Milano dopo qualche anno divenne recordman della pista de La Mandria sui cui sterrati venivano preparate, collaudate e deliberate le vetture che, eravamo a metà degli anni settanta, i vari Alen, Rohrl, Bettega, Cerrato, e compagnia bella avrebbero poi portato in gara.
A ogni record Giorgio sorrideva, La Mandria era la sua vera casa e il suo regno, ben sapendo che il suo “tempo” era destinato ad essere ben presto battuto.
I suoi rapporti con i meccanici erano di una semplicità disarmante e i piloti subivano il suo carisma, spesso una modifica non li convinceva ma Giorgio, sempre convinto delle sue scelte, con certosina pazienza la spiegava con un sorriso e sopratutto con un entusiasmo di fronte al quale non si poteva dire di no…..
Pianta negli anni ’80 è stato a fianco di tutti i meccanici su tutti i campi di gara e una parte dei tanti successi porta indubbiamente la sua firma.
Quando “qualcuno” decretò la fine dell’era Lancia con una lungimiranza che davvero non ha eguali (ed ancora oggi se ne pagano le conseguenze) Giorgio riuscì a rilanciare l’Alfa lanciando la sfida ai tedeschi e in casa loro, nel campionato DTM, il campionato piu’ popolare in Germania.…. Era invero la sua grande fissazione. Una fissazione vincente, una vittoria storica di cui Giorgio era particolarmente orgoglioso e non nascondeva la grande soddisfazione.
Un giorno al Mugello mi disse…”Lo vedi questo orologio? E’ il regalo del Capo Mercedes…ma l’ora è suonata per loro”
Sempre un “qualcuno” pensò bene di togliergli anche le chiavi dell’Alfa e quello fu il segno del suo addio al mondo della sua vita, l’altra vita era a San Maurizio Canavese con Ludovica e Alberto che spesso seguiva scalpitante il papà sui circuiti a scapito degli studi cui invece Ludovica teneva……
All’ultimo saluto eravamo in tanti, tanti non hanno potuto arrivare ma di sicuro con il cuore erano presenti per l’ultimo abbraccio a un grande amico oltre che a un protagonista dell’automobilismo sportivo italiano. (Franco Liistro)







