Faccioli a Cologna Veneta è un cognome che tutti conoscono.
È una sorta di icona, di simbolo: ad esso sono legati i ricordi più dolci di un tempo in cui il calcio a Cologna inondava di passione l’intero paese.
Anni in cui i «gialloblù del mandorlato», con le glorie colte sul rettangolo verde, rendevano onore allo stendardo di quel piccolo paese adagiato ai confini della provincia veronese. Erano gli anni della Serie D, di Loris Boni e di Claudio Ottoni in panchina, dei Dal Degan, oggi all’Oppeano, dei Margherita, dei Gasparello.
Un’epoca che, a definirla ruggente, non si fa certo peccato.
E tra gli artefici e i pionieri di quel miracolo c’era Maurizio Faccioli, padre di Lisa, centrocampista ventiduenne della Fortitudo Mozzecane, già transitata anche dalla Nazionale.
I due rappresentano il passato e il presente di una delle famiglie più conosciute a livello dilettantistico. Il calcio a casa loro è un po’ come l’aria: non può mancare.
«Mio papà è sempre stato un esempio e un riferimento per me», spiega Lisa. «Mi dà spesso consigli, che io ascolto sempre, ma non è mai stato oppressivo, motivo per cui lo ringrazierò sempre. Mi ha lasciato crescere tranquilla, mi ha fatto divertire seguendo il mio sport preferito».
Quando Lisa era piccola, Maurizio la portava al campo ad assistere agli allenamenti. Piano piano, quasi inconsciamente, Lisa si innamorò di quel pallone che rotolava.
L’allora responsabile del vivaio, Maurizio Marchetto, la invitò a giocare con la squadra del paese. Iniziò coi maschi, sotto la guida di Salvatore Di Paola, colui che negli ultimi due anni ha portato l’Aurora Cavalponica dalla Terza alla Prima.
Fu amore improvviso e coinvolgente, non smise più.
«Dico sempre a mia figlia di seguire quei valori che le ho insegnato», prosegue Maurizio, «e che, con piacere, vedo che segue. È arrivata in alto con la sua squadra, si è tolta delle grandi soddisfazioni con le sue compagne negli ultimi anni ma non ha mollato la scuola, che ha concluso perfettamente. Il calcio l’ha aiutata a crescere, l’ha fatta diventare una donna».
Sguardi che si incrociano, poche parole, qualche cenno. Tra Lisa e Maurizio Faccioli non servono troppi discorsi: si capiscono al volo, tant’è grande l’empatia che li unisce.
Lisa sogna il ritorno in Serie A, ma, racconterà, non è tipa da voli pindarici.
«Io non ho grossi rimpianti», racconta Lisa, «anche se vorrei giocare un altro anno in Serie A. Sono giovane ma sono maturata molto rispetto al passato e penso di potermi confontare con la massima serie. Ho ancora sogni nel calcio, ma non vivo di illusioni. Da tre anni ho un lavoro che mi dà grandi soddisfazioni e punto molto anche su quello», spiega ancora. «Mi impegno, dò sempre il massimo e aspetto la telefonata giusta».






