La prima gara, quella del sabato, ha incoronato campione 2014 delle World Series Renault Carlos Sainz il figlio del ben più famoso “matador” che ha coronato così una stagione esaltante in certi momenti ma che non ha certo risolto le nuvole sul suo futuro.
Quello di Sainz é anche il primo successo in assoluto della Red Bull che ha in mano i destini del giovane spagnolo. A metà stagione sembrava che il futuro agonistico professionale di Carlitos fosse già scritto ovvero approdo in F.1 con la Toro Rosso. Poi….. poi la squadra di Faenza ha ufficializzato la consegna di un volante a Verstappen jr., un altro figlio d’arte, e per il secondo posto si sta tentennando anche perchè le ultime prestazioni di Vergne hanno fermato un pò tutti e posto qualche dubbio sui primi giudizi negativi.
Ora a Sainz non resta che attendere e godersi la soddisfazione di aver dominato il campionato un pò di casa sua vista che dietro l’etichetta Renault c’è la RPM di Barcellona che fa capo a Jaime Alguersuari.
Era un successo quasi segnato visto che a Sainz bastava arrivare e stare attento alla posizione finale di Merhi che avrebbe potuto rimandare il verdetto finale all’ultima gara. Invece Merhi ha evitato l’ultimo punto interrogativo essendo rimasto vittima del match tra Marlon Stockinger e William Buller già subito dopo il via.
Così Sainz ha potuto correre con assoluta tranquillità chiudendo in nona posizione per poi essere retrocesso in quindicesima per via di 25 secondi di penalità per via del contatto con Oscar Tunjo. Se per Roberto Merhi é stata una giornata da dimenticare non é stata una giornata esaltante, sportivamente parlando, neppure per Carlos Sainz vista la sua pessima qualifica e l’approccio alla gara per via di una nottata passata insonne e travagliata da conati di vomito.
La gara é stata vinta da Will Stevens , autore della pole, e Oliver e Rowland , Un testa a testa che all’ultima curva vedeva il pilota della Fortec al comando ma che sul rettilineo finale ha dovuto cedere a Stevens per soli 78 millesimi come dire che é stato un finale al fotofinish degno coronamento di una gara che non ha avuto un attimo di relax. Medaglia di merito per l’olandesina volante, Beitske Visser, che ha chiuso al quinto posto dopo tante gare chiuse in malo modo soprattutto per via di una carenza fisica. Questa volta la Visser ha colto il frutto di un grande lavoro di sacrificio e impegno.
La gara 2, come spesso avviene in questi casi a titolo oramai assegnato, é stata una formalità e quindi spazio alle seconde linee. La vittoria é andata all’inglese Rowland della Fortec che grazie alla partenza in pole ha potuto disporre a suo piacimento della pista e imporre il suo ritmo cui ha tenuto botta, all’inizio, il solo Pierre Gasly che però ha poi dovuto cedere la posizione per via di un pit stop disastroso. E ne ha approfittato, oltre a Latifi, anche William Buller. In ogni caso Gasly per via dei problemi al cambio di Merhi ha agguantato un insperato secondo posto nella classifica del campionato confermandosi anche tra le migliori sorprese dell’annata.
Se per Merhi é stato un week end da dimenticare non da meno é stato quello di Sainz. Lo spagnolo ha vinto il campionato con estrema tranquillità ma certo nel fine settimana non ha onorato di certo il titolo di campione dopo il nono posto in gara 1 , Carlitos ha chiuso la stagione con un ancor piu’ modesto undicesimo piazzamento.
Con il successo di Rowland va in archivio il campionato che ha portato, come al solito, alla ribalta alcuni non molti per la verità, nomi nuovi cui spetterà il compito di raccogliere il testimone di Carlos Sainz ma che n passato é stato nelle mani di nomi ben più pesanti…..Alonso, Kubica, Zonta, Alguersuari, Montagny, Vergne, Pic, tanto per citarne alcuni e che in ogni caso hanno scritto di questa serie che da tanti anni é la porta migliore per tentare di essere protagonisti nel grande Circus della F.1 (Jorge Caceres)
ORDINE DI ARRIVO GARA 2 – 26 GIRI:
1 – Oliver Rowland – Fortec – in 42’09″126
2 – Nicholas Latifi – Tech 1 – 7″703
3 – William Buller – Arden – 15″879
4 – Pierre Gasly – Arden – 16″608
5 – Sergey Sirotkin – Fortec – 18″752
6 – Pietro Fantin – Draco – 21″269
7 – Oscar Tunjo – Pons – 21″730
8 – Matthieu Vaxiviere – Lotus Charouz – 22″349
9 – Marlon Stockinger – Lotus Charouz – 22″751
10 – Norman Nato – Dams – 24″573
11 – Carlos Sainz – Dams – 25″243
12 – Beitske Visser – AVF – 28″250
13 – Will Stevens – Strakka – 29″809
14 – Zoel Amberg – AVF – 30″363
15 – Meindert Van Buuren – Pons – 31″146
CLASSIFICA FINALE:
1.Sainz 227; 2.Gasly 192; 3.Merhi 183; 4.Rowland 181; 5.Sirotkin 132; 6.Stevens 122; 7.Nato 89; 8.Vaxiviere 89; 9.Stockinger, Jaafar 73; 11.Amberg 66; 12.Sorensen 44; 13.Laine 40; 14.Martsenko 36; 15.Fantin 34; 16.Buller 30; 17.Ghiotto 26; 18.Van Buuren, Stanaway 21; 20.Latifi 20; 21.Tunjo, Viso 11; 23.Ocon 2.
ORDINE DI ARRIVO GARA 1 – 27 GIRI:
1- Will Stevens – Strakka – in 42’03″815
2 – Oliver Rowland – Fortec – 0″078
3 – Sergey Sirotkin – Fortec – 0″493
4 – Matthieu Vaxiviere – Lotus Charouz – 9″079
5 – Beitske Visser – AVF – 21″877
6 – Pierre Gasly – Arden – 22″165
7 – Meindert Van Buuren – Pons – 27″034
8 – Norman Nato – Dams – 33″933
9 – Marco Sorensen – Tech 1 – 37″496
10 – Matias Laine – Strakka – 38″600
11 – Roman Mavlanov – Zeta – 46″856
12 – Zoel Amberg – AVF – 47″403
13 – Luca Ghiotto – Draco – 48″897
14 – Jazeman Jaafar – ISR – 55″844
15 – Carlos Sainz – Dams – 59″692 **
16 – Nicholas Latifi – Tech 1 – 2 giri
** Penalizzato di 25″






