
Giovedì sera, con una corta prova spettacolo, partirà da Merlo-San Luis la seconda gara stagionale oltre Oceano che si disputerà tutta sugli sterrati attorno a Villa Carlos Paz. Ma rispetto all’anno scorso il percorso della gara argentina è stato parzialmente cambiato visto che il chilometraggio di prove cronometrate si è ridotto di ben 60 chilometri.
Non pochi se si considera che gli organizzatori si erano vantati più volte negli anni passati non solo di aver la gara dal chilometraggio più elevato ma anche di avere in assoluto le speciali più lunghe di tutto il mondiale.
470 Km di trasferimento per 3 Km di PS…
Ora la gara argentina, da questo punto di vista, è rientrata nella normalità anche se un ‘piccolo’ record lo può comunque far segnare. Infatti giovedì nel primo pomeriggio ci sarà da fare la trasferta di 237.950 Km da Villa Carlos Paz a Merlo-San Luis per la disputa, in serata, della prova spettacolo. Una volta disputati i 2.68 Km della Superspeciale, i concorrenti potranno riassorbirsi altri 237.950 Km per far rientro a Villa Carlos Paz. Il che vuol dire che per disputare poco meno di 3 Km di PS questi poveri disgraziati avranno percorso la bellezza di 472.500 Km di trasferimento. Ma vi pare normale?
Certo, quando la superspeciale si disputava a Buenos Aires e poi le vetture dovevano affrontare 700 Km di trasferimento per raggiungere Cordoba era anche peggio. Ma quelli erano altri tempi ed altre gare e a quei tempi nessuno avrebbe osato paragonare una gara del mondiale ad un ‘Rally Sprint’ come è invece il caso oggigiorno. Non sarebbe forse stato meglio rinunciare a questa di per se inutile ‘passeggiata’ e mantenere invece nell’itinerario della gara il chilometraggio delle speciali dell’anno scorso?
Il regolamento sfruttato fino all’ultimo…
Meno male che gli organizzatori hanno deciso di non stravolgere troppo il resto della gara mantenendo per le tappe di venerdì e sabato due PS veramente degne di questo nome. Infatti le “pièces de résistence” in quei due giorni saranno i passaggi, da percorrersi due volte, della “Agua de Oro-Ascochinga” di 52 chilometri e della San Marcos-Characato che sfiorerà i 57 chilometri.
Gli organizzatori hanno sfruttato fino all’ultimo il regolamento: infatti tre delle le quattro ‘ronde’ di due PS ciascuna che si svolgeranno nella prima e nella seconda tappa avranno un chilometraggio tra parco assistenza e parco assistenza di 78,34, rispettivamente di 79,87 Km, ossia solamente poco meno di 200 metri meno di quegli 80 Km massimi concessi per regolamento sui quali può essere usato un treno di gomme. Una bella sfida per i concorrenti che dovranno in qualche modo anche amministrare le coperture…
Per finire la ‘solita tappetta’ solo per esigenze televisive…
Nella giornata di domenica ci saranno per contro solo due speciali da disputare: anzi, una sola da percorrere due volte – la classica El Condor-Copina di 16.32 Km. Ed anche qui il chilometraggio del trasferimento rispetto a quello delle PS non sta in nessuna relazione: infatti i 32.64 Km di PS sono solo il 17,07% rispetto ai chilometri di trasferimento. La FIA, stando al regolamento introdotto per il 1. gennaio 2014, pretende che il rapporto minimo tra PS e trasferimenti sia del 25%. In Argentina quest’anno si arriva solo al 21,06% mentre addirittura ridicolo è il rapporto percentuale della giornata di giovedì: 0,56%. (?!) A questo punto una domanda potrebbe anche essere lecita: ma i regolamenti vengono fatti per essere rispettati o per essere ignorati? Boh…
Le strategie la faranno da padrone?
Come sempre in Argentina, gara dura dove la météo può giocare brutti scherzi rendendo i fondi delle speciali pari a dei toboga scivolosi, è difficile dire come si presenterà la strategia delle varie squadre perché tutto dipenderà da come saranno state gestite le coperture nelle tappe precedenti. Probabilmente l’unica certezza è quella che la gara si deciderà sul finire della seconda tappa dopo che si saranno disputate tutte e quattro le speciali ‘lunghe’, speciali che saranno una vera e propria sfida per materiali ed equipaggi. Negli ultimi anni non c’è quasi nessuno che è passato indenne sulle tre tappe: tutti, chi più, chi meno hanno riscontrato i loro problemi. E quest’anno, con ancor meno coperture a disposizione, le strategie non si conteranno per arrivare alla Power Stage con almeno ancora un treno di gomme decenti.
Latvala, l’unico presente che abbia già vinto in Argentina
A livello di favoriti non c’è più uno che ti vince otto volte di fila una gara argentina come fu il caso di Sébastien Loeb che dal 2005 al 2013 riuscì sempre a salire sul gradino più alto del podio. Addirittura, dei piloti che prenderanno il via da Villa Carlos Paz giovedì pomeriggio, solo Jari-Matti Latvala è riuscito ad imporsi in questa gara.
Fu l’anno scorso quando riuscì a precedere all’arrivo quel Sébastien Ogier che fino alla quarta PS aveva comandato la gara ma poi, per problemi al retrotreno e ad un ammortizzatore rotto per un durissimo atterraggio dopo un dosso, aveva dovuto cedere la leadership a Jari-Matti. Per qualche speciale Ogier è comunque riuscito a rimaner agganciato al ‘treno Latvala’ malgrado dopo il sesto tratto cronometrato avesse dichiarato che “non sono pazzo a rischiare capo e collo – devo pensare al titolo”. Ma poi, principalmente per problemi con le coperture su qualche speciale, specialmente la ‘Mina Clavero’ che ha definito la peggior PS del mondiale, il suo distacco si è fatto sempre più pesante.
Un abisso separa Ogier dagli inseguitori…
Quest’anno, con Ogier che ha già vinto le prime tre gare stagionali, saranno probabilmente in diversi che dovranno loro malgrado rischiare ‘capo e collo’ se vorranno cercare di non farsele suonare nuovamente dal campione del mondo in carica. In primo luogo Andreas Mikkelsen che, secondo in classifica, lamenta nei confronti del suo compagno di squadra già un distacco di 34 punti ma che solo nel prossimo appuntamento europeo in Portogallo potrà disporre della Polo R WRC in specifica 2015.
Ancor peggio son messi Thierry Neuville (Hyundai) e Mads Oestberg (Citroën) che di punti di distacco dal leader ne lamentano già 46, rispettivamente 49. Un abisso! Catastrofico poi l’inizio di stagione di Latvala che con i suoi 19 punti incamerati fino ad oggi si trova a 62 punti da Ogier. Oseremmo dire che il Mondiale Piloti è oramai terminato perché non vediamo come questi piloti possano recuperare simili distacchi. A meno che Ogier non si prenda qualche mese di vacanza!
Tutti partono per vincere ma poi…
A questo punto diventa difficile fare pronostici fermo restando che Ogier partirà come suo solito da grande favorito. Ma come si comporteranno gli altri? Certo, prima di una gara tutti dichiarano che partono per… vincere. Ci mancherebbe…
Ma poi a decidere, alla prova dei fatti, sono la competitività e l’affidabilità della vettura, il passo gara, la scelta delle coperture, gli assetti e tante altre cose. E fino ad ora, almeno quest’anno, si è visto che ben pochi riescono a fare un mix ottimale tra queste cose. E poi ci sono gli errori di guida: quest’anno, ancor più dell’anno scorso, alcuni piloti si mettono in evidenza per la loro ‘fallosità’.
Sarà la mancanza di esperienza, come per Lorenzo Bertelli che in tre gare non ha ancora racimolato un punto, sarà la pressione che certi piloti sentono nei confronti del team. Fatto sta che malgrado qualcuno abbia avuto la possibilità di imporsi – ad esempio Mikkelsen in Svezia – alla fine ha vinto Ogier. Come dire: il rally è quello sport dove in molti prendono il via ma alla fine a vincere è sempre Ogier!
Hyundai i20 WRC 2015? Non prima del ‘Monte’ 2016…
Da ultimo ancora una notizia che concerne la Hyundai: verso la fine dell’anno scorso era trapelata la notizia che la nuova i20 WRC, che si basa sul nuovo modello stradale, avrebbe visto il suo debutto in gara verso fine primavera o al più tardi in estate. Ebbene, di questo esordio non se ne farà nulla in quanto sembra che i risultati ottenuti nei molti test effettuati non siano pari alle aspettative che i responsabili della Hyundai Motorsport si erano prefissati. Ad Alzenau volevano impiegare la i20 WRC 2015 quando questa sarebbe stata competitiva almeno quanto la VW Polo R WRC: visto che il debutto è stato addirittura rinviato al Monte-Carlo 2016 si può pensare che la vettura coreana sia lontana ancora anni luce dalle ‘performance’ della Polo. Ovviamente delusi i piloti, Neuville in primis. “Questa decisione – ha affermato il belga – cambia ovviamente molto gli obiettivi che ci eravamo prefissati per quest’anno. Ma al momento questa è la situazione e non possiamo far altro che prenderne atto”. Peccato…
WRC2: Ketomaa e Lefebvre per l’assoluto, Tempestini e Linari per il ‘Produzione’
Dei primi tre della classifica provvisoria del campionato manca solo Nasser Al-Attiyah così che c’è da attendersi una bella lotta tra il leader Jari Ketomaa ed il suo primo inseguitore Stéphane Lefebvre. Il che vuol dire anche lotta tra marchi visto che il finlandese difende i colori della Ford mentre il transalpino sarà al via con una Citroën. Ma in questa gara dura, dove il risultato rimane di solito incerto fino alla fine, ci sono altri, tutti ‘fordisti’, che potrebbero aspirare alle posizioni alte del podio come Abdulaziz Al-Kuwari, Yriy Protasov, Nicolas Fuchs o ancora il ‘locale’ Diego Dominguez. Nel ‘Mundialito’ Produzione del WRC2 sarà invece tutta lotta italiana visto il duello per la vittoria sarà ristretto alle due Subaru di Gianluca Linari-Nicola Arena e Simone Tempestini-Matteo Chiarcossi. Avendo rinunciato a questa trasferta, il leader del campionato Produzione Max Rendina rischia seriamente di vedersi superato domenica sera in classifica da Tempestini che lamenta nei confronti del pilota romano solo 12 punti di distacco. Anche Linari potrebbe impossessarsi della leadership ma dovrebbe vincere il Gruppo N e sperare che Tempestini non conquisti più di 12 punti. (Rolando Sargenti)
I principali equipaggi iscritti:
1.
Ogier-Ingrassia (Fra, VW Polo R WRC)
RC1
2.
Latvala-Anttila (Fin, VW Polo R WRC)
RC1
3.
Meeke-Nagle (Gbr, Citroen DS 3 WRC)
RC1
4.
Oestberg-Andersson (Nor/Sve, Citroen DS 3 WRC)
RC1
5.
Evans-Barritt (Gbr, Ford Fiesta RS WRC)
RC1
6.
Tänak-Mölder (Est, Ford Fiesta RS WRC)
RC1
7.
Neuville-Gilsoul (Bel, Hyundai i20 WRC)
RC1
8.
Sordo-Marti (Esp, Hyundai i20 WRC)
RC1
9.
Mikkelsen-Floene (Nor, VW Polo R WRC)
RC1
12.
Al Qassimi-Patterson (Are/Irl, Citroen DS 3 WRC)
RC1
20.
Paddon-Kennard (Nzl, Hyundai i20 WRC)
RC1
21.
Prokop-Tomanek (Cze, Ford Fiesta RS WRC)
RC1
24.
Kubica-Szczepaniak (Pol, Ford Fiesta RS WRC)
RC1
37.
Bertelli-Bernacchini (Ita, Ford Fiesta RS WRC)
RC1
—
45.
Linari-Arena (Ita, Subaru Impreza STI)
RC2 / N
51.
S.Tempestini-Chiarcossi (Ita, Subaru Impreza STI)
RC2 / N
WRC 2
32.
Lefebvre-Prévot (Fra/Bel, Citroen DS 3 R5)
RC2
36.
Al-Kuwari-Clarke (Qat/Gbr, Ford Fiesta RRC)
RC2
38.
Protasov-Cherepin (Ukr, Ford Fiesta RRC)
RC2
40.
Ketomaa-Lindström (Fin, Ford Fiesta R5)
RC2
41.
Fuchs-Mussano (Per/Arg, Ford Fiesta R5)
RC2
43.
Shaymiev-Tsvetkov (Rus, Ford Fiesta R5)
RC2
45.
Linari-Arena (Ita, Subaru Impreza STI)
RC2 / N
51.
Tempestini-Chiarcossi (Ita, Subaru Impreza STI)
RC2 / N
52.
Dominguez-Galindo (Pry/Arg, Ford Fiesta R5)
RC2
53.
Zaldivar-Mendonca (Pry, Ford Fiesta R5)
RC2
54.
Arias-Nunes (Pry, Ford Fiesta R5)
RC2
Sviluppo della gara:
Partenza giovedì sera 23 aprile (solo Superspeciale) ed arrivo domenica 26 aprile 2012 a Villa Carlos Paz.
Totale 12 speciali: Km 345.700 su sterrato.
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