Home Eventi

Genova: Simone Regazzoni conclude “Parole antiche per pensieri nuovi” a Palazzo Reale con tre spettacoli

Simone Regazzoni
Simone Regazzoni sul palco (Foto Marco Macchiavelli)

Genova – Gran finale di “Parole antiche per pensieri nuovi” nel Salone da Ballo del Palazzo Reale di Genova (via Balbi 10) con le tre conferenze spettacolo del filosofo e scrittore Simone Regazzoni: martedì 15 settembre 2026 il tema sarà “Eros. L’amore secondo Platone”, martedì 22 settembre “Libertà. La vita secondo Diogene il Cinico”, martedì 29 settembre “Forza. La morale secondo Nietzsche”. L’inizio è sempre alle ore 17. I tre appuntamenti concludono non solo la rassegna a Palazzo Reale, ma l’intero progetto “Parole antiche per pensieri nuovi” che ha percorso l’intera Liguria a partire dallo scorso 27 giugno. Nel corso di tutta l’estate i siti archeologici e monumentali tutelati dalla Direzione regionale Musei Nazionali Liguria sono stati attraversati dall’energia dello spettacolo dal vivo, con storie nuove e immortali interpretate da artisti come Arianna Scommegna, Tullio Solenghi, Giuseppe Cederna, Roberto Alinghieri, Mino Manni, il musicista Edmondo Romano. Dopo la nuova produzione “Il Mediterraneo in barca” tratto dal libro di Georges Simenon, “Odissea un racconto mediterraneo”, “Medusa, Scilla e la Sfinge”, solo per citare tre fra gli spettacoli che hanno riscosso maggiore interesse del pubblico, il lungo percorso teatrale si conclude ora con tre appuntamenti che affrontano altrettanti temi cruciali nella vita di ognuno di noi – eros, libertà e forza – considerati attraverso i ragionamenti di tre pensatori come Platone, Diogene e Nietzsche.

“Parole antiche per pensieri nuovi” è prodotto da Teatro Pubblico Ligure e Musei Nazionali Di Genova – Direzione regionale Musei Nazionali Liguria, con il sostegno di Ministero della Cultura e Regione Liguria, con il contributo di Fondazione Carige.

Biglietti: 10 euro intero, 8 euro ridotto. Con il biglietto dello spettacolo è possibile visitare il Museo, arrivando un’ora prima dell’inizio o quando è finito. Prevendita on line su www.mailticket.it. Informazioni al numero whatsapp 351 4472182 o alla mail [email protected]. Informazioni su Palazzo Reale: tel. 327 0511617, [email protected]

«Parleremo – dichiara Simone Regazzoni – di una filosofia aperta a tutti, che si occupa dei problemi concreti che affrontiamo quotidianamente, e lo faremo a partire dalla vita dei filosofi. L’obiettivo è riportare la filosofia al suo senso originario di fronte alla vita, per renderla più intensa, gioiosa e felice possibile». Si comincia il 15 settembre con “Eros. L’amore secondo Platone”. «Per Platone – continua – l’amore, eros, non è semplicemente desiderio di sapere, ma desiderio di generare nel sapere, secondo il corpo e secondo l’anima. Per Platone noi mortali abbiamo questo di immortale: la generazione e la procreazione. Ne parlerò partendo dal Simposio, in cui Aristodemo racconta il giorno in cui incontrò Socrate per strada e si stupì vedendolo così ben vestito e calzato. Stava recandosi a cena da Agatone per celebrare la sua vittoria nell’agone tragico». È la cena che si concluderà con il dialogo sul tema dell’eros. Tutti gli invitati sono chiamati a fare un discorso su questo tema, procedendo secondo l’ordine in cui sono disposti attorno alla tavola, da sinistra a destra. Fra gli ospiti quella sera c’era anche Aristofane, drammaturgo ancora oggi portato in scena.
Platone (Atene 428/427 a.C. – Atene 348/347 a.C.) è stato un filosofo, scrittore, politico greco antico. È considerato uno dei personaggi più influenti della storia, essendo colui che, insieme al suo maestro Socrate e al suo allievo Aristotele, ha posto le basi del pensiero filosofico occidentale. Di Platone sono pervenute tutte le 36 opere: 34 sono dialoghi; una, l’”Apologia di Socrate”, riporta una ricostruzione letterario-filosofica dell’autodifesa pronunciata da Socrate davanti ai giudici, mentre l’ultima è una raccolta di tredici lettere.

Martedì 22 settembre va in scena “Libertà. La vita secondo Diogene il Cinico”. «Alessandro Magno, l’uomo più potente del suo tempo, voleva conoscere il filosofo Diogene di Sinope. Si recò da lui e gli chiese ‘Dimmi cosa vuoi da me’, pronto a esaudire ogni suo desiderio. Diogene il Cinico rispose ‘Che ti sposti dal sole’». Con queste parole Regazzoni presenta la sua lectio su Diogene. Filosofo greco del sec. 4º a. C., Diogene è stato il rappresentante tipico di quella regola di vita, che era nata da taluni aspetti dell’atteggiamento pratico di Socrate, che insegnava a contentarsi del più misero tono di esistenza. Nella fioritura di notizie intorno alla sua vita, difficile è sceverare quelle create dalla leggenda da quelle che corrispondono alla realtà. il tratto più certo della figura di D. è la sua volontà di mutare la norma sociale vigente e di sovvertire i valori che ne stavano alla base, con l’affermazione della “indifferenza” di fronte a qualsiasi realtà esteriore, e il conseguente affrancamento dello spirito dalla necessità dell’agire. Per l’estrema frugalità della sua condotta venne chiamato “cane”, da cui il termine “cinismo”.

«Nietzsche diceva di stare seduti il meno possibile e di non fidarsi dei pensieri che non sono nati all’aria aperta, in movimento, i pensieri che non siano una gioia anche per i muscoli». Riconducendo la filosofia all’esperienza concreta della vita quotidiana, Simone Regazzoni, filosofo e scrittore, introduce il terzo appuntamento “Forza. La morale secondo Nietzsche”, in programma martedì 29 settembre alle ore 17 nel Salone da Ballo di Palazzo Reale a Genova, ultima data della quarta edizione di “Parole antiche per pensieri nuovi”. Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844 – 1900) è stato un filologo, filosofo e scrittore tedesco. Pensatore originale e innovativo, la sua produzione filosofica ha influenzato il mondo culturale occidentale dal ventesimo secolo. Nella sua opera convivono una violenta critica distruttiva verso il passato (la tradizione filosofica, morale e religiosa dell’Occidente da Socrate in poi) e un appassionato appello al futuro, alla creazione di un uomo nuovo capace di affrontare la tragicità della vita senza bisogno di certezze filosofiche o religiose.