Genova – “La colpa” è il tema dei “Dialoghi sulla rappresentazione”, arrivati alla diciannovesima edizione. Il progetto ideato da Sergio Maifredi e prodotto da Teatro Pubblico Ligure con il sostegno del Comune di Genova, si svolge a Genova dal 22 settembre al 13 ottobre 2026, diviso in cinque incontri tutti a Palazzo Tursi (via Garibaldi 9) eccetto uno a Palazzo Spinola di Pellicceria (piazza di Pellicceria 1). Il sottotitolo della rassegna evidenzia i temi intorno a cui ruoteranno gli incontri, “Kafka, Pinocchio, Fellini, Dostoevskij, Eschilo, Omero e Pierino Porcospino”. Ad affrontarli saranno scrittori e docenti universitari: Corrado Bologna, Ermanno Cavazzoni, Simone Regazzoni, Giorgio Ieranò, Daria Farafanova e Laura Salmon. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Aggiornamenti su www.teatropubblicoligure.it
Dopo l’amore e l’odio, il denaro e il potere, il coraggio e la paura, dopo la caduta, il vuoto, l’infinito, i “Dialoghi sulla rappresentazione” arrivano alla diciannovesima edizione con un tema che ci riguarda tutti, ogni giorno, spesso senza che ce ne accorgiamo: la colpa. «C’è la colpa che giudica in silenzio – commenta il direttore artistico Sergio Maifredi – prima ancora che qualcuno ci accusi. Quella che si racconta nei tribunali interiori di Kafka, dove il processo non ha bisogno di un’aula per esistere. Quella che lacera i personaggi di Dostoevskij, incapaci di trovare pace anche quando la pena è stata scontata. Quella che attraversa i miti greci — Elena che si autoaccusa e poi si assolve, Oreste celebrato come eroe e insieme schiacciato dal peso del matricidio — perché già gli antichi sapevano che la colpa non ha mai una sola voce. E poi c’è la colpa che si dissolve: quando la memoria cede, quando la demenza cancella il confine tra bene e male, e resta solo il vivere — senza più accuse, senza più assoluzioni, senza nemmeno la possibilità di ricordare cosa si sarebbe dovuto scontare. Filosofia, letteratura, mito: tre strade diverse per avvicinarsi allo stesso nodo. Ancora una volta scrittori, filosofi e letterati si mettono in cammino insieme al pubblico, non per spiegare ma per pensare a voce alta, senza cattedra e senza soluzioni preconfezionate; tra la fine dell’estate e l’inizio di una nuova stagione, “Dialoghi sulla rappresentazione”, da diciannove anni, è un appuntamento per interrogarsi insieme sui grandi temi della vita».
“Dialoghi sulla rappresentazione/La colpa” prende il via martedì 22 settembre 2026, ore 21, a Palazzo Tursi (via Garibaldi 9), con il filologo e consulente artistico di Teatro Pubblico Ligure Corrado Bologna, già docente alla Scuola Normale Superiore di Pisa di Letterature romanze medioevali e moderne e Letterature comparate. Nella sua lectio “La colpa. Franz Kafka”, evidenzia come la colpa sia il centro occulto intorno a cui ruota l’intero universo di Kafka. Una colpa irrimediabile, senza riscatto, comminata da sempre, senza neppure una causa che la giustifichi e le dia senso. In Kafka la colpa è data a priori, è la natura stessa dell’esistenza.
Martedì 29 settembre, alle ore 21, sempre a Palazzo Tursi, sarà lo scrittore e sceneggiatore Ermanno Cavazzoni a descrivere un confine delicato, “La colpa che evapora nella demenza. Da Pierino Porcospino a Pinocchio, da Raffaello Baldini a Federico Fellini”. Dalla colpa e punizione come fatto di natura nel libro tedesco Pierino Porcospino, alla assoluzione garantita in Pinocchio, e alla colpa metafisica con processo interiore in Kafka; fino alla dissoluzione di un aldilà punitivo, che nelle immaginazioni letterarie del ‘900 si sposta nell’aldiquà, in forme che somigliano alla demenza senile o all’Alzheimer, dove non c’è più colpa ma solo punizione per avere vissuto.
Terzo appuntamento martedì 6 ottobre, ore 17.30, a Palazzo Tursi: il filosofo Simone Regazzoni esplora il territorio “Al di là della colpa. Filosofia del desiderio”. La colpa è al cuore della nostra idea di morale: colpevole è chi non si attiene alle regole del vivere comune. Almeno a partire da Nietzsche questa idea di morale fondata sulla colpa va in crisi perché opprime la vita. Ma è con la psicoanalisi di Lacan che arriva la vera rivoluzione. Al di là della morale della colpa occorre scoprire un’etica del desiderio come movente dei nostri atti. Perché ora “l’unica cosa di cui si possa essere colpevoli è di aver ceduto sul proprio desiderio”.
Giovedì 8 ottobre i “Dialoghi sulla rappresentazione” si trasferiscono a Palazzo Spinola di Pellicceria (piazza di Pellicceria 1), dove alle ore 17.30 anche qui a ingresso libero, il professore ordinario di Letteratura greca all’Università di Trento e consulente artistico di Teatro Pubblico Ligure Giorgio Ieranò descrive le differenze tra “La colpa di Elena, la colpa di Oreste”. I dibattiti sulla colpa di Elena e sulla colpa di Oreste sono temi ricorrenti della letteratura greca. Nell’Iliade Elena si autoaccusa per avere provocato la guerra di Troia, nelle Troiane di Euripide si autoassolve proclamando che fu tutta colpa degli dèi. Nell’Odissea Oreste è celebrato come figlio modello per avere vendicato il padre, nella tragedia greca la colpa del matricidio lo schiaccia come un macigno. Tra Omero e i tragici, attraverso due miti chiave, una riflessione sul tema della colpa nella poesia e nella cultura greca.
L’ultimo “Dialogo sulla rappresentazione” del 2026, martedì 13 ottobre, ore 21, a Palazzo Tursi vede protagoniste Daria Farafonova e Laura Salmon, rispettivamente docente a contratto di Lingua e Traduzione Russa e professore ordinario di Lingua e Letteratura Russa all’Università di Genova. Si confrontano su “Tra colpa e pena: dialogo su Dostoevskij”. L’opera di Dostoevskij conferisce alle grandi questioni metafisiche e etiche un’espressività artistica viva e drammatica. Le contraddizioni morali legate alle categorie della coscienza, della responsabilità, e in particolare a quella della colpa, vengono personificate e incarnate in caratteri concreti. Tali figure lottano tra loro, ma soprattutto lottano contro se stesse: e questa lotta non raggiunge mai una soluzione definitiva.
BIOGRAFIE
SERGIO MAIFREDI
Ideatore di teatro nei luoghi della storia e del paesaggio Mediterraneo. Regista, presidente e direttore artistico di Teatro Pubblico Ligure, centro di produzione teatrale da lui fondato nel 2007. È stato regista residente al Teatr Nowy di Poznań in Polonia dal 2005 al 2014. Nel 2012 è stato insignito della medaglia di “Bene Merito” dal Ministero degli Esteri della Repubblica Polacca.
È ideatore di festival, progetti di audience engagement e community development per Amministrazioni Pubbliche e Comuni, Fondazioni, Istituti Italiani di Cultura e Istituzioni internazionali. Direttore artistico di “Cinque Terre Art Festival”, “PortusLunae Art Festival” di Luni e “Albintimilium Theatrum fEst” di Ventimiglia. Ideatore del progetto di rete STAR sistema teatri antichi romani. Curatore delle mostre d’arte “Yves Klein, judo e teatro, corpo e visioni” (2012) con Bruno Corà e “Tutto il Teatro in un manifesto, il manifesto d’arte in Polonia a vent’anni dalla caduta del Muro” (2009) a Palazzo Ducale di Genova. “Wisława Szymborska. La gioia di scrivere” (2023) al Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova. Ha diretto oltre cinquanta spettacoli, fra cui i recenti Aiace e Filottete di Sofocle, Ecuba di Euripide. Ha diretto tre docufilm: Vite non calcolate (2023) con Ermanno Cavazzoni, presentato in concorso al Biografilm Festival di Bologna, Strade maestre (2024) e Papaveri rossi (2026). Tutti e tre i film sono stati proiettati per Cinema & Arts in occasione delle Biennali di Venezia 80, 81 e 83.
CORRADO BOLOGNA
Corrado Bologna (Torino 1950) è un filologo italiano, interessato a filologia romanza, latino medievale, francese medievale, letteratura italiana, letteratura francese, linguistica storica. Già professore alla Scuola Normale di Pisa. Si è occupato di teratologia medio-latina e romanza, dei primi trovatori provenzali, di Dante, di storia della tradizione manoscritta fra Origini ed età moderna, dell’attività filologica intorno ai testi romanzi nel XVI secolo, del Romanzo di Alessandro, di C. E. Gadda e R. Longhi. Ha collaborato alla Letteratura italiana Einaudi e pubblicato, fra l’altro, un’edizione commentata del Liber monstrorum de diversis generibus (Milano 1977), Tradizione e fortuna dei classici italiani (Torino 1994), Flatus vocis. Antropologia e metafisica della voce (Bologna 1992); La macchina del “Furioso” (Torino 1998); inoltre ha scritto sulle «figure» della Fortuna e degli Alberi della Vita e della Luce. Ha curato volumi di saggi di K. Kerényi, J. Starobinski, G. R. Cardona. Con Teatro Pubblico Ligure ha partecipato a molti progetti, fra cui “L’Orlando furioso” con Tullio Solenghi e la rassegna “Le parole volano” al Teatro Cavour di Imperia. Consulente artistico di Teatro Pubblico Ligure.
ERMANNO CAVAZZONI
È nato a Reggio Emilia e vive a Bologna dove ha insegnato all’università; è scrittore di romanzi e racconti, da Il poema dei lunatici (1987), Vite brevi di idioti (Feltrinelli 1997), agli ultimi La galassia dei dementi (2018), Storie vere e verissime (2019) e Il gran bugiardo (2022); ideatore con Gianni Celati, Daniele Benati e altri della rivista “Il semplice” (1995-1997); ha scritto di Luigi Pulci, Ludovico Ariosto, Franz Kafka e altri. Nel corso degli anni ha collaborato con musicisti per i testi e per piccoli spettacoli, ha scritto testi teatrali, trasmissioni radio e film: sceneggiatura di La voce della luna di Federico Fellini, e assieme a Gianni Celati del documentario La vita come viaggio aziendale di Paolo Muran (2006); regia di Vacanze al mare (2014); e testi per altre produzioni minori. Con Sergio Maifredi ha diretto il film “Vite non calcolate”.
SIMONE REGAZZONI
Simone Regazzoni (Genova 1975), filosofo, già allievo di Jacques Derrida, ha conseguito un dottorato in filosofia presso le Università di Paris 8 Vincennes-Saint-Denis e Genova. Insegna presso l’IRPA (Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata) di Milano e Ancona diretta da Massimo Recalcati. Pratica l’Arte Marziale coreana del Hwa Rang Do. È cintura nera primo dan di Tae Soo Do. È autore di La decostruzione del politico. Undici tesi su Derrida, il melangolo, 2006; Derrida. Biopolitica e democrazia, il melangolo, 2012; Stato di legittima difesa. Obama e la filosofia della guerra al terrorismo, Ponte alle Grazie, 2013; Jacques Derrida. Il desiderio della scrittura, Feltrinelli, 2019; La palestra di Platone. Filosofia come allenamento, Ponte alle Grazie, 2020; Oceano. Filosofia del pianeta, Ponte alle Grazie, 2022. Ha scritto tre romanzi: Abyss, Longanesi, 2014; Foresta di tenebra, Longanesi, 2017; I segni del male, Rizzoli, 2020.
GIORGIO IERANÒ
Giorgio Ieranò insegna Letteratura greca all’Università di Trento. Saggista e traduttore teatrale, si occupa in particolare di mitologia e dramma antico. Tra i suoi libri, Arianna. Storia di un mito (Carocci 2010), La tragedia greca. Origini, storie, rinascite (Salerno editrice 2010), Il mare d’amore. Eros, tempeste e naufragi nella Grecia antica (Laterza 2019). Per Einaudi ha pubblicato Arcipelago. Isole e miti del Mar Egeo (2018 e 2021), Elena e Penelope. Infedeltà e matrimonio (2021), Atene. Il racconto di una città (2022), Il racconto del Labirinto (2024) e Atene in scena. Mito e attualità nella tragedia greca (2025). È consulente artistico di Teatro Pubblico Ligure, con cui ha realizzato diversi spettacoli, tra cui “Il grande racconto del labirinto” con Arianna Scommegna.
DARIA FARAFANOVA
Daria Farafonova si è laureata in Italianistica presso la Facoltà di Lettere dell’Università di San Pietroburgo. Nel 2013 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Filologia con una tesi sulla filosofia della storia nella narrativa di Luigi Pirandello. Ha insegnato lingua e civiltà italiana presso la stessa Università negli anni 2009-2010 e 2013-2014. Nel 2016 ha conseguito presso l’Istituto di Studi italiani dell’Università della Svizzera Italiana il titolo di Dottore in Lingua, letteratura e civiltà italiana, studiando le radici umanistiche europee di Pirandello. È docente a contratto in Lingua e Traduzione Russa all’Università di Genova.
LAURA SALMON
Laura Salmon è slavista, professore ordinario di Lingua e Letteratura Russa all’Università di Genova, traduttrice letteraria di numerosi capolavori russi e autrice di volumi e saggi accademici in varie lingue. In ambito narrativo, ha pubblicato: Se son rose, sfioriranno. Pensieri paradossali (2020), Tennis batte Cartesio. Sull’arte del diletto e la rivincita esistenziale (2022), C’era una volta l’URSS. Storia di un amore (2024; Premio Puškin 2025 per la Letteratura).







