Marco Colla traccia il profilo di Gigi Simoni, l’allenatore che verrà raggiunto domenica da Gasperini al secondo posto dei mister più longevi del Genoa.Gigi Simoni, segni particolari 265 panchine rossoblu in campionato, a tutt’oggi secondo tecnico genoano in 123 anni di storia.
Questo record sta per essere eguagliato domenica prossima dal suo più giovane collega Gian Piero Gasperini, ma il suo meraviglioso curriculum rossoblu non potrà mai venire scalfito, lui rappresenterà sempre una pagina indelebile nella storia del Genoa. Vediamo di analizzare in sintesi questo suo prestigioso stato di servizio.
IL PRIMO GENOA DI SIMONI
Ottima mezzala terminò la sua carriera di calciatore con la maglia del grifone in cui militò per tre stagioni; era l’estate del 1974. Iniziò una seconda carriera nelle giovanili rossoblu ma al termine della 18° giornata del campionato cadetto dopo una brutta sconfitta a Brescia fu chiamato dal presidente Fossati a sostituire lo sfortunato Guido Vincenzi. Il campionato era decisamente compromesso, ma Simoni fece talmente bene che la squadra riuscì nel finale persino ad intravvedere le prime posizioni. Pruzzo “o Rey” era l’asso nella manica. Confermato l’anno successivo riuscì nell’impresa della promozione in serie A. Ora Pruzzo aveva come supporto Bruno Conti il futuro Mundial Spagna 82. Di lui Simoni dirà “vederlo partire mi toglie cinque anni di vita”. Terza punta nel 4-3-3 impostato dal tecnico era l’onesto Fabio Bonci, cannoniere di categoria.
Insomma un trio delle meraviglie che portò il Genoa in serie A sia pure con qualche patema. Due stagioni consecutive nella massima serie. Conti era ormai perduto, ma Damiani il nuovo acquisto non lo fece rimpiangere; in difesa Claudio Onofri iniziava il suo rapporto, mai interrotto, con il capoluogo ligure. Stagione 1976-77 con 31 reti della coppia Pruzzo-Damiani il Genoa sfiorò l’inserimento in zona UEFA. In quella successiva torneo altamente contradditorio. Alla quarta giornata il Genoa era primo solitario in graduatoria (non sarebbe mai più accaduto sino ad oggi), ma a causa di una grave involuzione tecnica e ma soprattutto atletica la squadra sarebbe precipitata in serie B. I gemelli del gol Damiani e Pruzzo calarono di molto rendimento e marcature, ma il penalty fallito da quest’ultimo contro l’Inter grida ancora oggi vendetta; il gol avrebbe probabilmente scongiurato la caduta. Qui finisce il primo atto fra il Genoa e il tecnico di Crevalcore, che passa alla guida del Brescia in serie B e nel giro di due stagioni le rondinelle ottengono la promozione.
ANNI 80: IL RITORNO DI SIMONI IN PANCHINA
Nell’annata 80-81 lo stesso Presidente Fossati, stanco di un biennio di cadetteria, richiama alla guida Gigi Simoni in vista di un difficile campionato ove militano squadre come Milan, Lazio e la Sampdoria di Paolo Mantovani. Il tecnico ritrova il solo Onofri dei suoi vecchi atleti. I nuovi si chiamano Russo, Boito, Martina e l’anziano Claudio Sala. E qui il trainer bolognese dimostrerà di essere un vincente. Il torneo sembra quasi una corsa ciclistica con il Genoa a ridosso delle prime posizioni. Un deciso scatto finale lo porterà fra le elette assieme allo stesso Milan e al Cesena. Simoni, divenuto ormai intoccabile guiderà la squadra in serie A per ben tre campionati consecutivi. Il primo (stagione 1981-82) è quello della drammatica salvezza all’ultima giornata al San Paolo con la rete del 2-2 di Faccenda nel finale. Nel secondo la squadra falcidiata da infortuni da ben 9 autoreti, riesce comunque a conseguire una non difficile salvezza. Rotti i due stranieri Peters e Vandereicken (autentici campioni) gli eroi si chiamano Martina, Antonelli, Iachini e Briaschi. Il terzo anno lo sfacelo, condito peraltro da parecchia sfortuna. Totale insufficienza per il brasiliano Eloi, acquistato per sostituire il belga, quasi sempre ai box l’olandese Peters, a nulla servono i miracoli degli stessi Antonelli, Briaschi , Onofri. La squadra finirà terzultima a pari punto con la Lazio, ma condannata per la classifica avulsa nei confronti dei romani (che in campionato avevano beneficiato di ben 10 rigori….).
Fine secondo atto per Simoni con la prospettiva che il rapporto sia chiuso per sempre. Non sarà così anche se sarebbe stato meglio il contrario. Col Genoa in serie B in grave crisi dirigenziale (da lì a poco subentrerà Aldo Spinelli), Gigi Simoni troverà spazio in panchina nel Pisa di Romeo Anconetani e con i nerazzurri conquisterà la serie A al termine della stagione 1986-87 proprio ai danni del Genoa sopravanzato di soli due punti.
GENOA-SIMONI: L’ULTIMO ATTO
E siamo al Simoni ultimo atto. Spinelli, forse memore dei precedenti, lo assume per la terza volta alla guida rossoblu, ma stavolta la tradizione funzionerà al contrario. Dopo 19 partite con una posizione di classifica a ridosso delle ultime, Simoni chiuderà per sempre il suo rapporto col Genoa con l’umiliazione di un esonero al termine di un pareggio interno col Modena. Siamo nel gennaio del 1987. Il suo definitivo biglietto da visita parlerà di 265 panchine rossoblu, 5 campionati in serie A e due promozioni cadette. Fino ad oggi è il secondo nella storia dopo il mitico e irraggiungibile William Garbutt.
Marco Colla
Liguria Sport






