Le squadre. All’andata terminò 3-2 per i capitolini e la partita mostrò le due facce del Milan di questa stagione, bruttissimo ed inconcludente, all’inizio, tanto da andar sotto addirittura per 3-0, orgoglioso e combattivo, trascinato da un El Shaarawy, che iniziava a prendersi sulle spalle la squadra, nella fase finale del match. E’ passato un girone da allora e tutto, o quasi, è cambiato, la Lazio continua ad occupare il terzo posto solitario, anche se negli ultimi tempi è parsa in flessione, soprattutto in trasferta, i rossoneri hanno invece ingranato le marce alte e, con una rimonta spettacolare, si sono attestati a due sole lunghezze dagli avversari di questa sera. Partita che si preannuncia dunque di fondamentale importanza per entrambe le compagini, ma che, mancando ancora 11 turni alla fine, probabilmente non deciderà nulla, a meno che non fossero gli ospiti a far propria l’intera posta…
I due mister devono far fronte a qualche problema di formazione, se Petkovic, permanendo le assenze di Klose, Mauri e Konko, è riuscito a recuperare in extremis Floccari, e si affiderà dunque ad un munitissimo 4-5-1, Allegri deve invece rinunciare a Balotelli, alle prese con i postumi della botta rimediata nel derby, ed in attacco propone il tridente visto all’opera contro il Barcellona: Boateng-El Shaarawy- Pazzini (quest’ultimo alla caccia del centesimo gol personale), a centrocampo Ambrosini vince il ballottaggio con Muntari, mentre in difesa sarà Yepes il sostituto dello squalificato Mexes.
I tempo. Accorrono in 50.000 a San Siro per regalare l’atmosfera da serata speciale a questo scontro importante per il futuro dei rossoneri, ma è la Lazio a partire meglio, pressando alto e attaccando a pieno organico. Il Milan però non si lascia certo spaventare e, già al 2°, sfiora il gol, El Shaarawy si presenta da solo davanti a Marchetti che riesce a salvare in uscita bassa, passa un minuto e ancora il Faraone si avventa in area su un passaggio filtrante, l’attaccante supera Marchetti che con una francesina lo manda per le terre, sulla palla vagante si avventa Pazzini che calcia rasoterra, salva quasi sulla linea Biava.
La Lazio reagisce subito con una controgiocata che porta Floccari a calciare una sorta di rigore in movimento, la conclusione è però debole e centrale, para Abbiati senza problemi.
C’è solo la squadra di casa però a disegnare trame piacevoli, frutto di gioco veloce e di prima, i giocatori si muovono senza palla e affondano sulle fasce con De Sciglio devastante e Abate sempre propositivo, la Lazio si chiude a protezione dei propri 16 metri.
All’11° Pazzini lavora una gran palla e dal fondo centra per la testa di El Shaarawy che impatta bene ma la spedisce alta, al 15′ episodio chiave del match, De Sciglio lancia sulla profondità El Shaarawy che si libera di un difensore, si accentra e viene contrato da dietro da Candreva, ne nasce un conciliabolo di un paio di minuti, fallo dentro o fuori dall’area? Rizzoli decide per il fuori ma espelle Candreva per fallo da ultimo uomo.
La Lazio si chiude ulteriormente e si mette a difendere bassa, i rossoneri faticano un po’ a prendere le misure a questa nuovo modulo che bada solo a difendere, rinunciando quasi del tutto alla fase offensiva.
Ci prova Boateng di testa, ma la sfera termina alta, poi, al 37°, è Pazzini a controllare e girarsi in area, la sfera è ancora alta.
Poi, inevitabile, al 40°, arriva il meritato vantaggio, un’azione in percussione sulla destra del fronte d’attacco, permette ad Abate di penetrare in area e calciare, Marchetti si distende in tuffo e respinge sui piedi del Faraone che va a contrasto con Pererinha, la sfera schizza verso Pazzini che non ha problemi a depositare nella porta sguarnita.
Passano 4 minuti e, sull’ennesima percussione dei rossoneri, scaturisce un corner su cui Pazzini va magnificamente ad impattare di testa, Marchetti si supera respingendo, ma proprio sui piedi di Boateng che da 7 metri deve solo appoggiare in rete 2-0 e delirio a San Siro.
II tempo. Ripresa con Zaccardo, al suo esordio in rossonero, al posto di Zapata, e Cana per Pereirinha. Proprio il difensore ex-Parma arriva alla conclusione all’8° spedendo la sfera non lontana dal palo. Calano un po’ i ritmi, gli ospiti provano ad alzare il baricentro per affacciarsi nella metacampo avversaria, i rossoneri rifiatano un po’ cercando le giocate individuali anzichè il gioco corale. All’11° ci prova su punizione dal limite Hernanes, Abbiati non corre rischi e alza in corner. Ma la musica stasera la suona solo l’orchestra rossonera, al 14° un rinvio sbagliato di Radu si trasforma in un assist perfetto per Pazzini che controlla e lascia partire un tiro violento e preciso che si insacca alla sinistra di Marchetti, 3-0 e dodicesimo sigillo in campionato per il Pazzo.
Il Milan ora si diverte, negli ampi spazi lasciati da una Lazio demoralizzata, e, sulle ali di un crescente entusiasmo, al 20° disegna un’azione da manuale con El Shaarawy che regala a Pazzini la palla del tris, il centravanti sbaglia però l’impatto al volo. Esce al 22° il Pazzo che riceve una meritatissima Standing Ovation, al suo posto a Niang.
Negli spazi invitanti si lancia al 25° El Shaarawy, che, arrivato a contatto con Marchetti, sbaglia clamorosamente il tiro a giro spedendo la sfera lontana dai pali.
C’è spazio anche per Robinho, che entra in campo alla mezz’ora al posto del ritrovato Boateng, e per Saha che sostituisce Floccari.
Un’altra ripartenza manovrata dei rossoneri regala l’ultima emozione del match, al 41°, quando El Shaarawy serve Niang al limite dell’area, il francese calcia ma la sfera va a baciare solo la parte superiore della traversa.
La sintesi. L’operazione rimonta, iniziata un girone fa, quando il Milan boccheggiava al terz’ultimo posto della classifica, è arrivata al momento chiave: il sorpasso, da stasera infatti i rossoneri sono terzi in classifica da soli! I rossoneri regalano ai propri sostenitori un match intenso, a tratti spettacolare, ma mai lezioso e supponente, la squadra è in un momento di grande esaltazione fisica e mentale, gli schemi funzionano alla perfezione, i singoli sono tutti in condizioni di forma ottimali. Anche stasera lo strapotere fisico degli uomini di Allegri è stato evidente, anche se, per onestà critica, si deve sottolineare che la Lazio ha giocato in inferiorità numerica per 75 minuti.
Gli uomini di Petkovic dopo un buon approccio sono calati vistosamente rischiando di passare in svantaggio già prima dell’espulsione, poi le cose hanno preso una brutta piega, la Lazio ha badato solo a difendere e, subita la prima rete, è poi naufragata sotto i colpi spietati di un Milan mai domo e sempre alla ricerca del gol.
Il sorpasso è il primo passo di un cammino che la prossima settimana propone il ritorno contro il Barcellona e poi 11 turni per conquistare un posto in Champions che due mesi fa sembrava una chimera….
Le pagelle.
MILAN-LAZIO 3-0
Milan (4-3-3): Abbiati 6; Abate 7, Zapata 6 (1′ st Zaccardo 6), Yepes 6, De Sciglio 7,5; Flamini 6,5, Ambrosini 6,5, Montolivo 7; Boateng 7 (31′ st Robinho s.v.), Pazzini 8(22′ st Niang 6,5), El Shaarawy 7.
A disp.: Amelia, Gabriel, Antonini, Salamon, Muntari, Traorè, Nocerino. All. Allegri 7,5
Lazio (4-1-4-1): Marchetti 6,5; Pereirinha 5 (1′ st Cana 5,5), Biava 6, Dias 5,5, Radu 5,5; Ledesma 5; Candreva s.v., Gonzalez 6, Hernanes 5 (25′ st Ederson 5), Lulic 6; Floccari 5(33′ st Saha s.v.).
A disp.: Bizzarri, Strakosha, Ciani, Onazi, Kozak. All.: Petkovic 5
Arbitro: Rizzoli
Marcatori: 40′ e 15′ st Pazzini (M), 44′ Boateng (M)
Ammoniti: Pazzini, Boateng, Yepes (M); Biava, Radu (L)
Espulsi: Candreva (L) al 16′ per aver interrotto una chiara occasione da gol
giuseppe floriano bonanno








