
Ciao Cristian, bentornato sulle scene.
Anzitutto, come stai?
“Benissimo grazie. Sono molto carico per l’uscita della mia cover ‘Over the Rainbow’ e non mi aspettavo che in poche ore entrasse subito in classifica”.
Chi è Cristian oggi rispetto al ragazzino del 2010 a ‘Io Canto’?
“All’epoca ero inconsapevole di quello che mi stava accadendo. Oggi, il mio approccio alla musica è sicuramente diverso. Fisicamente poi sono molto cambiato, anche se la gestualità e la sensibilità sono pressoché invariate. Lo scorso anno mi sono diplomato in lingue e ho preso la patente. Dalla primavera di quest’anno ho iniziato a collaborare con Christian Merli, mio nuovo produttore artistico, ad un nuovo percorso con al centro le mie emozioni e sensibilità”.
Sono passati anni, ma il ricordo delle tue performance sono indelebili. Hai regalato emozioni e brividi a tutti con la tua voce e le tue interpretazioni. A distanza di anni cosa è cambiato in te, nella tua vita? States, diploma, patente, amore. Dimentico qualcosa?
“Come dicevo prima sono più consapevole. A tredici anni cantavo con dei grandissimi della musica senza nemmeno comprendere fino in fondo il valore di quelle esperienze. Oggi sono tornato a vivere la vita di un normale adolescente di vent’anni, anche se non ho messo da parte la musica. Lo scorso anno stavo lavorando ad un progetto discografico molto importante, ma è tutto slittato a causa di un problema di salute. Un banale errato dosaggio di antibiotici e antidolorifici mi ha causato seri problemi gastrointestinali costringendomi ad un ricovero ospedaliero molto lungo. E’ stato il periodo più brutto della mia vita e soffrivo nel vedere i miei cari preoccupati. Per fortuna oggi tutto è tornato alla normalità e il progetto discografico è tornato in cima ai miei pensieri. Se tutto va bene il mio album di inediti dovrebbe uscire la prossima primavera”.

Stai realizzando tutti i sogni da bambino, cosa manca ancora?
“Da bimbo sognavo altro per il mio futuro, mi piaceva cantare, ma non mi rendevo conto potesse diventare il mio lavoro. Poi, mio fratello mi iscrisse a ‘Io Canto’ e come per gioco è accaduto tutto questo. Fui travolto da un successo incredibile. Negli anni successivi ho ripreso la mia vita da adolescente, mi sono diplomato, le prime cotte, i miei amici. Ed ora ci riprovo. Mi sto impegnando molto, ho un team che mi segue e mi aiuta. Cosa manca? Beh, manca l’approvazione del pubblico. Da pochi giorni è uscito il brano nei maggiori store digitali, incrociamo le dita”.
Da chi vorresti ricevere una proposta lavorativa e per che genere di progetto?
“In realtà in ambito musicale l’ho già ricevuta e la sto vivendo. Stiamo lavorando all’uscita di un album di inediti, per la primavera dovremmo farcela. Ogni tanto penso di voler partecipare ad un programma radiofonico. Non ambisco a condurlo, ma mi piacerebbe fare l’ospite/opinionista. Ascolto molta musica e seguo le evoluzioni del mondo artistico e potrei dare il mio piccolo contributo”.
Ora ‘Over the rainbow’, una canzone dal grande significato sociale più che mai attuale. Come è nata l’idea di interpretare questa canzone, che fa parte della storia della musica?
“Over the rainbow è un brano che mi è piaciuto da sempre. Oltre alla gradevolezza melodica, è un pezzo che porta un grande messaggio di pace e di speranza. Vivo in una terra in cui tutti i giorni arrivano disperati alla ricerca di libertà e di opportunità. Di fronte a queste tragedie non si può rimanere inermi e nel mio piccolo vorrei contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica a non aver paura di chi ha un diverso colore della pelle, una diversa religione o un diverso orientamento sessuale. Sono convinto che la diversità sia una ricchezza, un completamento e non se ne deve avere paura”.

Nel 2017 usciranno degli inediti, puoi già accennarmi qualcosa?
“Per adesso posso solo dire, con molto orgoglio, che sto collaborando con diversi compositori alla preparazione di 10 tracce. Scaramanticamente non aggiungo altro ed incrocio le dita”.
E parte il tour per l’Italia…
“’Per te io canto” è uno spettacolo natalizio con cui sarò in tour fino a marzo 2017. Con i Diesis Ensemble percorriamo un repertorio vario legato alla Natività attraversando diversi generi musicali. Lo spettacolo si chiude con un omaggio a Leonard Cohen (Halleluja), a Lucio Dalla (Caruso) e con Adagio la canzone che più di ogni altra ha caratterizzato la mia esperienza artistico-televisiva”.
Cosa ti hanno lasciato dentro ‘Io Canto’ e Gerry Scotti?
“Sono stati la mia seconda famiglia per tanti anni. Mi rimangono le coccole e le ramanzine di Gerry Scotti e Roberto Cenci, persone a cui mi sento legatissimo e a cui resterò eternamente grato per tutto quello che mi hanno insegnato”.

Hai mantenuto amicizie con i tuoi ‘avversari canori’ di allora?
“Con tanti siamo ancora a stretto contatto. I social aiutano a colmare le distanze fisiche. Ogni tanto con qualcuno ci si incontra e si collabora in eventi e concerti”.
Con chi vorresti duettare?
“Fai prima a chiedermi con chi non vorrei duettare. Ammiro così tanti cantanti italiani ed esteri che l’elenco sarebbe infinito. Ad ‘Io Canto’ ho avuto la fortuna di duettare con tanti grandi artisti, potessi li rifarei tutti. L’altro giorno hanno postato sulla mia pagina l’esibizione con tutti i vincitori di ‘Amici’, ho ancora i brividi addosso”.
Il tuo cantante preferito italiano e straniero e perché?
“Altra domanda da un milione di dollari con un milione di possibili risposte. Posso dire che in questo periodo sto ascoltando molto Giorgia, trovo magica la sua capacità interpretativa. Tra gli internazionali Beyonce. E’ troppo vivo e forte il ricordo del suo ultimo concerto a Milano. Strepitosa!”
Come hai gestito la popolarità, raggiunta in così poco tempo?
“Non l’ho gestita. Ero troppo piccolo e troppo attenzionato. Sono rientrato a Palermo ed ho ripreso i ritmi di cui l’età aveva bisogno. Stavo bruciando le tappe troppo in fretta ed è stato giusto vivere in assoluta normalità”.
“Eri il ‘brutto anatroccolo’, ora ti sei trasformato. Come ti rivedi in quelle immagini?
“Mi vedo come ero. Un 14enne nel pieno dello sviluppo. Catapultato dal caso sotto i riflettori d’Italia con occhialini e apparecchio. Mi divertivo a sognare ad occhi aperti cantando, non mi interessava il look”.

Pregi e difetti del tuo carattere?
“Ho qualche pregio e mille difetti. Fondamentalmente penso che mi caratterizzi una forte sensibilità e l’essere schietto. Sono certamente pregi, ma ahimè spesso si trasformano in difetti”.
Come deve essere la tua ragazza ideale?
“Non esiste. Non ho mai pensato all’anima gemella da scegliere su un catalogo. Ci si deve comprendere e completare”.
La prima cosa che guardi in una donna?
“Il portamento. La donna ha una eleganza innata e quando è fusa alla determinazione diventa il massimo”.
Cosa significa per te amare una persona?
“Sentire le farfalle nello stomaco, fare cose irrazionali e perdermi nei suoi odori”
![]()
Hobby e tempo libero, cosa fai?
“Ascolto molto la musica, vado in palestra e studio danza. A periodi mi piace cucinare ed ogni tanto elaboro qualche ricetta nuova”.
Parlami della tua giornata tipo, dalla sveglia al calare della notte?
“Non sono un mattiniero per abitudine, ma se ho impegni sono puntualissimo. Odio attendere e pertanto evito di fare ritardi e farmi aspettare. La prima cosa che faccio è coccolare il mio cane Divo e poi mi metto in moto. Mi piace tenermi impegnato. Quando ho attacchi di pigrizia me li godo tutti tra snack e telecomando e non ci sono per nessuno”.
Il tuo rapporto con i social network, pro e contro?
“Ottimo direi. Mi hanno consentito di rimanere in contatto con migliaia di persone. Sulla mia pagina di facebook ho oltre 330 mila follower. Non sempre riesco a interagire con tutti, ma faccio del mio meglio. Sono una sorta di grande famiglia che mi stimola e mi incoraggia. A volte mi lascio prendere e comunico troppo e divento facile preda di chi si diverte a stravolgere la verità pur di ottenere qualche like. Ad esempio postai una foto di ricovero in ospedale in seguito ad una intossicazione da farmaco con l’intento di tranquillizzare i preoccupati e dopo qualche ora il web era pieno delle versioni più varie circa il mio stato di salute. Alcuni mi hanno fatto morire più volte ed in circostanze diverse. Contenti loro…”
Ma cosa farai realmente da grande?
“Dedico il mio presente alla musica sperando che potrà essere anche il mio futuro”
Il futuro immediato cosa riserva?
“Per ora mi godo l’uscita di ‘Over the rainbow’ che è già entrata in classifica senza alcuna promozione televisiva. Questo mi appaga e mi lusinga e mi rende grato a chi mi segue. Anno nuovo disco nuovo”.
C’è qualcuno che vuoi ringraziare?
“Ringrazio in primis la mia famiglia cha mi ha sempre supportato, aiutato e sostenuto. Voglio ringraziare Roberto Cenci perché è grazie al suo programma che ad oggi mi ritrovo intorno tante persone che mi vogliono bene. Ringrazio il produttore del mio primo album ‘Cristian Imparato’ Sergio Cordoni che mi ha sopportato tanto. E infine voglio ringraziare Christian Merli, mio attuale manager e produttore, con cui sto lavorando per un mio nuovo futuro”.
Massimo Tagliabue







