Dieci anni di musica, ricerca e sperimentazione, con la voce al centro di percorsi artistici capaci di attraversare epoche e linguaggi. La Voce e il Tempo, storica stagione musicale genovese diretta da Vera Marenco, chiude il decimo anniversario con due appuntamenti di particolare rilievo. Fondazione Pietà de’ Turchini e Simone Rubino saranno infatti i protagonisti dei due concerti in programma domenica 25 e venerdì 30 ottobre alle ore 20.45, al Monastero di Santa Chiara (via Lagustena 58g).
Una sede che è molto più di una cornice suggestiva: il Monastero rappresenta un luogo di grande valore storico e identitario, che attraverso iniziative culturali di qualità, tra cui La Voce e il Tempo, rafforza il proprio ruolo di presidio culturale vivo, aperto al quartiere e alla città, capace di generare occasioni di incontro, conoscenza e partecipazione. La scelta di ospitare qui gli appuntamenti conclusivi della stagione si inserisce in una prospettiva di valorizzazione che intreccia patrimonio e contemporaneità, riconoscendo nella cultura uno strumento fondamentale per restituire centralità e vitalità ai luoghi storici. Un dialogo tra passato e presente che rispecchia pienamente la vocazione della rassegna, da dieci anni impegnata a esplorare le molteplici possibilità espressive della voce attraverso progetti originali, interpreti di alto profilo e repertori che mettono in relazione tradizione e sperimentazione.
«Per questa decima edizione ho voluto onorare l’idea originale del progetto, ossia la centralità della voce in ogni programma, coinvolgendo artisti di straordinaria qualità, e il pubblico ha dimostrato di gradire tutte le proposte. Ma gli ultimi appuntamenti riservano ancora grandi sorprese», le parole della direttrice artistica Vera Marenco.
Domenica 25 ottobre, ore 20.45
Giulia, principessa di Napoli – Ritratto di una stratega del XVII secolo
La prima proposta è una nuova produzione della Fondazione Pietà de’ Turchini, che porta in scena la storia sorprendente di Giulia De Caro, figura anticonformista e controversa della Napoli del Seicento. Soprannominata «Ciulla della Pignasecca», fu cantante celebre, impresaria d’opera e prostituta d’alto rango, protagonista di una straordinaria ascesa sociale, fino a conquistare il favore del viceré e a diventare, simbolicamente, una vera principessa della città.
I Talenti Vulcanici — Hermine Horiot al violoncello, Giovanni Bellini al liuto, Federico Bagnasco al contrabbasso e Stefano Demicheli al clavicembalo e alla direzione — accompagneranno il soprano Fabiana Visentin in una pièce teatrale e musicale che intreccia ricerca storica, narrazione e musica antica. Con la drammaturgia di Angela Di Maso, la voce narrante di Giuliana Carbone, la consulenza musicologica di Paologiovanni Maione e le trascrizioni di Pier Carmine Garzillo, lo spettacolo restituisce spessore a una donna che seppe trasformare le proprie risorse in strumenti di emancipazione, costruendo con determinazione un percorso personale e professionale in una società dominata da rigide convenzioni.
A scandire il racconto saranno le cantate di Giovanni Cicinelli, principe di Cursi e tra gli amanti più illustri della protagonista, conservate nei manoscritti della Biblioteca del Conservatorio di Napoli. Un progetto che unisce musica e teatro per riportare alla luce una vicenda emblematica, nella quale il talento artistico si intreccia con l’ambizione, l’identità e la conquista di uno spazio autonomo nella società.
Venerdì 30 ottobre, ore 20.45
L’oblio – Simone Rubino, voce e marimba tra tradizione e contemporaneità
A chiudere la decima edizione sarà Simone Rubino, percussionista e cantante tra gli interpreti più originali della scena musicale internazionale, protagonista di un concerto che promette di ridefinire i confini dell’ascolto.
Con L’oblio, voce e marimba diventano protagoniste di un dialogo sonoro inedito, capace di attraversare epoche e sensibilità: da Monteverdi a Bach e Vivaldi, fino alle composizioni di Lamberto Curtoni su testi di Mariangela Gualtieri. Un itinerario musicale in cui la tradizione incontra la ricerca contemporanea, dando vita a una trama espressiva intensa e sorprendente.
Conosciuto a livello internazionale per il suo virtuosismo e per la capacità di trasformare le percussioni in strumenti narrativi, Rubino ha sviluppato un linguaggio personale nel quale energia ritmica, ricerca timbrica e presenza scenica si fondono in un’esperienza musicale coinvolgente. Accanto alla straordinaria sensibilità strumentale emerge il suo raffinato talento vocale: il canto non è un semplice elemento aggiuntivo, ma una componente essenziale della costruzione sonora, in costante dialogo con il gesto e il ritmo.
La sua doppia identità di cantante e percussionista gli consente di attraversare repertori diversi, dalla musica antica alla contemporanea, fino alla sperimentazione, offrendo nuove prospettive su opere e linguaggi apparentemente lontani. Un concerto che invita il pubblico a lasciarsi guidare oltre le consuetudini dell’ascolto, in un’esperienza dove memoria, suono e parola si incontrano.
La Voce e il Tempo 2026 – X edizione
• Domenica 25 ottobre, ore 20.45: Giulia, principessa di Napoli. Ritratto di una stratega del XVII secolo – Fondazione Pietà de’ Turchini, Talenti Vulcanici e Fabiana Visentin.
• Venerdì 30 ottobre, ore 20.45: L’oblio – Simone Rubino, voce e marimba.
Sede: Monastero di Santa Chiara, via Lagustena, Genova.
Biglietti: intero € 15; ridotto € 12 (under 20, over 65, soci Musicaround); studenti € 5.
Prevendite su www.vivaticket.it
Tutte le informazioni sui concerti in programma su www.lavoceiltempo.com
Il programma del decennale
Per onorare dieci anni di concerti, il programma 2026 ha incluso alcuni ospiti delle passate edizioni particolarmente apprezzati dalla direzione artistica e dal pubblico. La Voce e il Tempo ha messo al centro il confronto: tra passato e presente, tra musica colta e popolare, tra culture, linguaggi e arti, tra interpreti maturi e giovani debuttanti, tra professionisti e amatori, per dimostrare le molteplici possibilità di incontro anche quando i poli sembrano lontani. «Dopo 160 concerti in dieci anni perseveriamo nella nostra missione culturale perché il nostro pubblico ci chiede di preservare spazi di ascolto intimo e comunitario, di riflessione, piacere, sacralità e divertimento condivisi, opportunità di dialogo con testimoni di culture diverse – così ancora Vera Marenco. Iniziative come la nostra, in modo sottile e profondo contribuiscono all’evoluzione personale, e quindi sociale, di una comunità».
Prevendite su www.vivaticket.it
Informazioni e prenotazioni al 351 – 3933733
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