In continuità con le scorse edizioni e in un percorso di esplorazione culturale in zone ai margini della città, torna per questo autunno l’appuntamento con la rassegna Marginalia, ideata dall’associazione Musicaround, realtà molto attiva sul territorio genovese e ligure. Dopo il concerto del 4 ottobre, dedicato alla figura di San Francesco, giovedì 15 ottobre alle 21 sarà il Monastero di Santa Chiara (Via Lagustena, 58) a ospitare le “Polifonie Còrse”, canti tradizionali della Corsica, con l’ensemble vocale E clandestine diretto da Letizia Giuntini.
Una serata dedicata alla tradizione popolare del canto polifonico còrso dove, nello spirito di una festa condivisa le cantanti coinvolgeranno il pubblico nell’esecuzione di canti di tradizione còrsa alternati a brani inediti di Letizia Giuntini, ispirati alla tradizione isolana.
Letizia Giuntini è una pastora e cantautrice còrsa, con una personalità viscerale, di forte impronta identitaria, legata alla natura e alle tradizioni della sua regione. Autrice, compositrice e interprete, cantautrice indipendente, ha sviluppato uno stile in cui le radici ancestrali isolane si intrecciano a stilemi moderni e contemporanei. Nella sua carriera trentennale ha pubblicato due album con composizioni originali: “Surgente d’amore” e “Anima Terrania”.
La corale femminile “E Clandestine” è nata nel 2010 in seno all’Associazione Musi’Cal, nella regione corsa della Balagne, e da allora si dedica all’esecuzione di canti polifonici corsi e di altre tradizioni popolari.
L’evento è a offerta libera. Prima del concerto, alle 20.30, è in programma una visita guidata al Monastero. Il complesso fu fondato nel 1299, con la denominazione di San Nicolò de Hirchis, a seguito di una disposizione testamentaria del 24 giugno 1295, con la quale Tedisio Camilla, alto prelato della Curia romana e cappellano di papa Innocenzo IV, dispose la costruzione di un monastero in una sua proprietà che si trovava nei pressi della chiesa di San Martino. Fino alla fine del XV secolo nel monastero risiedettero le monache cistercensi, alle quali seguirono le clarisse, che vi rimasero quasi ininterrottamente fino al 1999, salvo alcuni periodi di assenza per vicende belliche o per i decreti di soppressione degli ordini religiosi emanati nell’Ottocento. Il monastero fu ampliato nel 1525, arrivando a ospitare fino a cento religiose, ridotte a quaranta alla metà dell’Ottocento e solo cinque al momento della chiusura nel 1999. L’attigua chiesa conserva affreschi Domenico Fiasella, nonché dipinti cinquecenteschi di Luca Cambiaso.
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