Gli uffici comunali del settore urbanistica e del commercio lavorano e consultano regolarmente avvocati e amministrativisti per interpretare nel modo corretto la legge vigente in materia.
Per quel che riguarda la normativa sulle strutture medie di vendita al dettaglio, predisposta dalla Regione Liguria (che recepisce tra l’altro una direttiva europea), essa favorisce proprio l’inserimento di medie strutture all’interno dei centri urbani. Leggendo tale normativa si evince che, sotto il profilo urbanistico, la dichiarazione di inizio attività è totalmente regolare.
“Chiunque voglia approfondire la questione e desideri presentare degli esposti è naturalmente libero di farlo” – dichiara il Sindaco Roberto Levaggi – “ci sorprende però che un partito che vuol rappresentare la sinistra, ed anche i consumatori, abbia ascoltato solo gli alimentaristi – che naturalmente hanno i loro legittimi interessi di concorrenzialità – in merito all’apertura di un nuovo locale di medie dimensioni nel centro storico. Mi domando se abbiano sentito anche le Associazioni di Consumatori e di altri soggetti che chiedono ci sia invece una sana concorrenzialità di spirito liberaldemocratico”.
Il Consigliere e Capogruppo “Noi di Chiavari” Alex Molinari aggiunge: “L’alleanza del PD e della sinistra con gli alimentaristi ci sembra un po’ strana, se pensiamo che gli alimentaristi sono “andati a casa” di chi in passato ha difeso l’Ipercoop e che, in ogni luogo della Liguria, ha sempre intrapreso azioni a favore delle cooperative (le cosiddette “cooperative rosse”), che in gran parte hanno smembrato e danneggiato il comparto del commercio al dettaglio: credo infatti che, se non ci fossero la Coop di Carasco o la Coop della Franca oggi non saremmo qui a parlare di una crisi delle attività del centro storico legate al settore alimentare. Forse questa curiosa “alleanza” è avvenuta poiché l’apertura del nuovo supermercato, peraltro di medie dimensioni, avviene con marchio diverso rispetto a quello Coop”.
“Come Amministrazione” – continua il Sindaco Levaggi – “noi chiediamo naturalmente agli uffici che le pratiche vengano analizzate e seguite nel migliore dei modi, rispettando leggi e procedure. Se parliamo di scelta liberale, penso che chi investa il proprio denaro (e non quello dello Stato o del Comune, N.B.) in una struttura privata abbia il diritto e il dovere di aprire e di dare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità di acquisto ai cittadini. Posso comprendere gli alimentaristi, da un punto di vista concorrenziale, ma non un partito di sinistra che da sempre si dice vicino ai consumatori e che invece in passato ha sempre favorito, con l’etichetta “Coop”, l’insediamento di grandi strutture che spesso hanno danneggiato il mercato al dettaglio. Non dimentichiamo che in passato l’ASCOM e il CIV hanno fatto grandi battaglie per difendere la loro attività dall’insediamento dei grandi supermercati sopra menzionati e mai la sinistra è stata al loro fianco. Adesso è curioso che , per un negozio di poco più di 200 metri quadrati (le dimensioni di un appartamento chiavarese, non certo di migliaia di metri quadrati) ci sia un’alleanza tra alimentaristi, tra i quali molti liberaldemocratici, e chi in passato ha fatto battaglie per la grande distribuzione che, in gran parte, ha danneggiato irrimediabilmente i piccoli negozi del centro storico”.
Valeria Ravella






