«Se i cittadini liguri otterranno finalmente spiegazioni precise sulle responsabilità di un esborso di 4,3 milioni di euro dalle casse della Asl 3 genovese dovranno dire grazie al lavoro della magistratura contabile che farà chiarezza su una vicenda su cui da tre anni provo a chiedere spiegazioni precise alla giunta, che ha sempre opposto un muro di gomma ».
Così dichiara Lorenzo Pellerano, capogruppo e candidato di Liguria Libera, in merito alla notizia delle indagini della Corte dei Conti sull’operazione del nuovo ospedale di Vallata che sarebbe dovuto sorgere sulle aree ex Mira Lanza. «A fronte di una struttura mai realizzata – spiega Pellerano – e per la cui progettazione e realizzazione era stata incaricata nel 2002 la società Progetto Vallata srl, la Asl 3 ha dovuto pagare nel 2012 una penale da 4,3 milioni di euro. Ripeto, 4,3 milioni per un ospedale rimasto sulla carta.
Fin dal primo momento, attraverso un’opposizione politica documentata e puntuale, ho denunciato pubblicamente e con iniziative consiliari in aula l’inaccettabile paradosso: l’Azienda sanitaria genovese costretta a risarcire una società per un progetto stralciato solo ed esclusivamente per responsabilità di una sinistra che, per liti interne e continui dietrofront, non ha mai saputo decidersi, da 15 anni a questa parte, su dove e come realizzare l’ospedale del Ponente. Ho da sempre denunciato questo comportamento assurdo, la totale incapacità politica di dare una progettualità seria e lungimirante alla pianificazione sanitaria, e non solo, della nostra città. Mi domando ora: l’assessore Paita, che oggi riunisce la sua Leopolda in salsa ligure, dov’era quando si prendevano queste assurde decisioni? Dov’era quando la giunta decideva la svendita dell’ex manicomio di Quarto? Cosa ha fatto per opporsi al trasferimento di decine di milioni di euro dalla Regione ad ARTE Genova, azienda strumentale che dovrebbe occuparsi di edilizia residenziale pubblica?
Non ha fatto nulla, e anche su quella vicenda la Corte dei Conti ha sollevato contestazioni pesantissime. Su questi temi, come sull’ospedale del Ponente, la candidata Presidente del PD pensa di fare ulteriori annunci, dopo 10 anni di dissesti contabili e promesse non mantenute?».
Pellerano ripercorre le tappe della non-nascita dell’ospedale di Vallata: «Ricordo che dal 2007 al 2011 abbiamo assistito al lungo braccio di ferro tra il presidente Burlando e il sindaco Vincenzi sull’individuazione dell’area per l’ospedale di Ponente, con la scelta finale che pareva ricaduta su villa Bombrini. Veniva così stralciata in via definitiva l’area ex Mira Lanza, precedentemente individuata dalla giunta, sempre di sinistra ovviamente, Pericu. Un teatrino senza fine, una sequenza di decisioni che non ha tenuto conto delle possibili penali e del risarcimento delle spese sostenute dalla società incaricata per l’avvio della progettazione. La marcia indietro della giunta Burlando è costata alla Asl 3 la condanna a versare una penale da oltre 4 milioni di euro». Pellerano conclude: «Oltre agli evidenti danni alle casse della Asl 3 e quindi al conseguente esborso dalle tasche dei liguri penso che l’aggravante sia rappresentata dal fatto che ancora oggi non si sia mosso un mattone per realizzare la struttura ospedaliera che da anni il Ponente genovese ci chiede. Oggi – dopo 10 anni di gestione Burlando – l’area dove l’ospedale deve essere realizzato non è ancora nota, rispunta l’idea degli Erzelli che presenta evidenti criticità anche sotto il profilo dei collegamenti tra una zona collinare e il resto del tessuto urbano. Un’idea che, magicamente, esce dal cilindro a due mesi dalle elezioni e che assomiglia più alla classica boutade elettorale piuttosto che a un progetto seriamente percorribile. Non solo: non vorremmo che questa sparata da campagna elettorale servisse a mettere una pezza per recuperare qualche finanziamento pubblico a sostegno del progetto Erzelli, ormai evidentemente snaturato rispetto all’originario disegno di Renzo Piano, che nel 2004 prevedeva per tutta l’area una vocazione di collina dell’high tech e dell’innovazione ed un grandissimo polmone verde.
Se in questi 5 anni la giunta Burlando, di cui fa parte anche la candidata alla presidenza Paita, avesse dimostrato capacità strategica l’ospedale del Ponente e il parco tecnologico degli Erzelli oggi sarebbero già realtà e i cittadini del Ponente genovese avrebbero già un nuovo ospedale all’avanguardia. Al contrario – proprio per la manifesta incapacità politica dei registi di queste operazioni – entrambi i progetti da 10 anni non riescono a trovare compimento e, come fantasmi, riappaiono in periodo elettorale. Ora però è la magistratura contabile a indagare su oltre 4 milioni di euro andati in fumo…».






