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RALLY DI FINLANDIA: SARA’ ANCORA TERRA DI CONQUISTA PER I PILOTI DEL NORD?

1meeke 02

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Una volta si chiamava “Jyväskylän Suurajot” che altro non voleva dire che la “Grande Corsa di Jyväskylä” ma per tutti coloro che avevano problemi con il finlandese, una lingua quasi impronunciabile ed incomprensibile, era semplicemente il “Rally dei 1000 Laghi”.

Poi, diversi anni fa, fu ribattezzato in “Rally di Finlandia” ma nei cuori degli appassionati è rimasto il “Rally dei 1000 Dossi”.
I finlandesi potrebbero sembrare un popolo freddo e distaccato ma al più tardi quando c’è in ballo lo sport – in primis lo sci di fondo ed il disco su ghiaccio – sembrano tramutarsi in latini tanta è la passione che ci mettono.
Ma dove si lasciano andare completamente è quando si tratta di seguire gli sport motoristici. E vi possiamo garantire che in questo ambito non sono solo i rallies che li appassiona ma anche la Formula 1 visto che anche loro hanno avuto i loro campioni del mondo come Keke Rosberg nel 1982 e Mika Häkkinen nel 1998 e nel 1999.
Persino per l’ITC – che era una… costola della DTM – i finlandesi sono andati pazzi tanto che nelle due volte che le gare si sono svolte su di un percorso cittadino nel centro di Helsinki, nel 1995 e nel 1996, i 100’000 biglietti a disposizioni era già stati venduti settimane prima dell’evento.
Forse anche perché tra i piloti al via, al volante di un’Alfa Romeo 156, c’era anche tale Markku Alen che non se la cavava bene solo sulle prove speciali ma anche in circuito.
Ma è indubbio che il cuore della maggior parte dei finlandesi ha sempre battuto e batte sempre ancora per il rallismo anche se oggigiorno non ci sono più gli idolatrati Ari Vatanen, Hannu Mikkola, Timo Salonen, Juha Kankkunen, Tommi Mäkinen e Marcus Grönholm che assieme hanno vinto qualcosa come dodici titoli iridati della specialità.
Per non parlare di Markku Alen che, con il fido Ilkka Kiwimaki, divenne un vero e proprio idolo paragonabile dai noi a un calciatore di primo piano tanto che il suo profilo fu coniato sulla moneta locale di “1 Marco”.
Forse è proprio perché in Finlandia non esiste un vero e proprio circuito che potrebbe ospitare al momento una gara di F1che i finnici tendono a definire il Rally di Finlandia il loro “Gran Premio su sterrato”.
Beh, non sarà proprio un GP ma le velocità raggiunte in prova passando sugli sterrati nei boschi e volando sopra gli innumerevoli dossi da far sembrare il tutto ad un infinito toboga sono da brivido tanto che non pochi piloti hanno dichiarato che se Silverstone è il tempio della velocità, Jyväskylä è per così dire l’università del rallismo.
Inutile dire che la speciale più famosa, paragonabile un pò al Col du Turini del “Monte-Carlo” in fatto di popolarità, è la “Ouninpohja” dove nel 2003 Markko Märtin con la sua Ford Focus WRC stabilì una specie di record volando per 57 metri dopo il famoso dosso ad una velocità di 171 Km/h.
Anche se questi quasi 60 metri sembrano un‘infinità, il record assoluto di un volo dopo un dosso spetta però all’ex pilota di rallycross Jussi Kynsilehto che nel 1975 volle cimentarsi nel rally di casa. Navigato dalla “bibbia vivente del rallismo” Martin Holmes, sulla speciale di “Raikuu”, Kynsilehto volò con la sua Ford Escort RS1600 per ben 72 metri prima di infilare, dopo il duro atterraggio in contropendenza, una fila impressionante di cappottoni.
Sia il finlandese che Holmes se la cavarono senza troppi problemi e solo più tardi si venne a sapere che il giornalista inglese si era sbagliato nelle note e che aveva annunciato il “dosso pieno” con trecento metri di anticipo…

„Ouninpohja“ e „Raikku“ quest’anno non si disputeranno ma anche se il percorso nel corso degli anni ha subito un‘infinità di modifiche e anche se dalla 45/50 speciali degli anni 80 si è ora passati alle 26 di oggi, il percorso è comunque sempre ancora tipico di quello del 1000 Laghi.
Quello che sostanzialmente è cambiato nel “timing” della gara è il fatto che quest’anno si ritorna a disputare l’ultima tappa di domenica. Infatti negli ultimi anni, anche perché i rappresentanti del clero avevano fatto pressione sugli organizzatori per sopprimere la tappa domenicale, la gara finiva il sabato nel tardo pomeriggio.
Il nuovo Promoter, che pare sia anche più potente del clero, ha imposto agli organizzatori di ritornare a gareggiare la domenica e così, per tagliare la testa al toro, gli organizzatori hanno inserito per il giorno festivo una ridicola tappetta dalla lunghezza di soli 36 Km suddivisi in tre speciali, Power Stage compresa.
Così, domenica mattina, la massa degli appassionati finlandesi invece di recarsi in chiesa si darà nuovamente appuntamento sulle speciali sperando ovviamente che non tutto sia già deciso e che al comando della gara ci sia un pilota finnico.
La legge dei numeri parla chiaramente a favore dei piloti nordici visto che dal 1973 ad oggi solo cinque piloti non nordici si sono imposti in Finlandia: Carlos Sainz, Markko Märtin, Didier Auriol, Sébastien Loeb (3 volte) e Sébastien Ogier l’anno scorso.
Purtroppo l’altra legge dei numeri – quella dei mondiali dal 2011 al 2013 – parla tutta un’altra lingua visto che le ultime tre gare in Finlandia sono state vinte da Loeb (2011/2012) e da Ogier (2013) mentre l’ultimo successo casalingo di un finlandese risale al 2010 quando ad imporsi fu Jari-Matti Latvala su una Ford con soli 10 secondi di vantaggio su Ogier.
Che Latvala abbia tutte le carte in regola per aggiudicarsi l’edizione di quest’anno non lo mette in dubbio nessuno. Il fatto è che Ogier ha quasi sempre in mano delle carte migliori e quindi… Uno da non perdere di vista, anche se non è finlandese ma norvegese, è poi la terza guida della VW Andreas Mikkelsen che ultimamente sta facendo passi da gigante e che si avvicina sempre più, se non proprio ad Ogier, almeno a Latvala.
Le speranze di vittoria dei rimanenti finlandesi – Juho Hänninen (Hyundai) e Mikko Hirvonen (Ford) – sono a nostro avviso ridotte all’osso e solo se il “tridente VW” combinerà qualche guaio i due potrebbero far meglio del quarto posto. E lo stesso vale per Mads Oestberg (Citroen).
Ma la gara finlandese è imprevedibile: basta infatti stringere un po’ di più in una delle innumerevoli curve ed ecco che il solito “pietrone” nascosto nell’erba alta ti combina il guaio irreparabile. Che è poi proprio quello che diversi “outsiders” sperano capiti ai migliori per poter guadagnare qualche posizione… gratuita.
Ma, siamo sinceri, il “tridente” Volkswagen al momento è talmente forte che tutti gli altri piloti dovranno accontentarsi di battersi al massimo per la quarta posizione. E quello che arriverà in più sarà probabilmente solo per… grazia ricevuta.
Tutt’altra musica invece nel WRC2 dove i pretendenti alla vittoria sono almeno mezza dozzina a cominciare da Jari Ketomaa ed Ott Tänak per non dimenticare Karl Kruuda, Eyvind Brynildsen e Yazeed Al Rajhi. A tutti questi piloti Ford cercheranno di opporre una ferrea resistenza il portacolori della Citroen Sébastien Chardonnet così come Valery Gorban su una Mini.
Al via ci saranno anche Lorenzo Bertelli-Mitia Dotta (Ford) ed il loro più temibile avversario per la lotta alla conquista del titolo iridato WRC2 Yuriy Protasov ma loro, a differenza degli altri che abbiamo citato gareggeranno, per così dire, solo per la gloria visto che non potranno incamerare punti, cosa questa che cercheranno di fare in gare più adatte alle loro capacità.
Nella Production Cup invece i favori del pronostico sono tutti per i leaders del Gruppo N Max Rendina-Mario Pizzuti (Mitsubishi) anche perché il loro unici avversari saranno i colleghi di marca Marco Vallario-Antonio Pascale. Gli altri piloti, al pari di Bertelli e Protasov, hanno preferito “saltare” questa gara ed andare a caccia di punti nelle restanti prove del mondiale.

Nel Junior WRC, dove dopo due gare Stéphane Lefebvre sembra abbia preso il volo, non ci sono dei veri e propri favoriti a parte forse il leader del campionato.
Ma è fuor di dubbio che i vari Christian Riedemann, Martin Koci ed Alastair Fisher sono una spanna sopra gli altri e Federico Della Casa-Domenico Pozzi e Simone Tempestini-Dorin Pulpea dovranno dare il meglio per cercar di star davanti a questi piloti che hanno già acquisito una discreta esperienza. Dall’altra parte tutti partono con vetture praticamente uguali, le Citroen DS3 R3T e quindi può bastare una piccolezza per rivoluzionare una classifica comunque sempre molto incerta.
Nel Trofeo DMACK riservato ai giovanissimi e che si disputa con delle Ford Fiesta R2 i vari Quentin Gilbert, Mario Aasen, Max Vatanen, Tom Cave e José-Antonio Suarez avranno invece il compito di arrestare la marcia in solitario di Sander Pärn che fino ad ora si è imposto in tutte e tre le prove valide per questa serie. Compito sicuramente non facile ma certo non impossibile (Rolando Sargenti)

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