Home Altro Varie

TON MARIA MARAGLIANO: IL RESTAURO DELLE CASSE PROCESSIONALI DELLA CATTEDRALE DI CHIAVARI

La Compagnia di San Paolo, nell’ambito del bando “La Grande Scuola di Anton Maria Maragliano”, ha deliberato a favore della Parrocchia Cattedrale di N.S. dell’Orto un importante contributo economico a sostegno del restauro di due casse processionali conservate nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto.

La particolare, rara e pregevole occasione per la cittadinanza tutta di seguire da vicino il restauro e la sensibilità dimostrata da questa Amministrazione al progetto ha dato vita a una sede temporanea per lo Studio di restauro incaricato (Martino Oberto studio opere d’arte dal 1950 di C.Campomenosi & M.Levoni snc) che, in accordo con il funzionario della Soprintendenza, dott.ssa Paola Traversone, con la Curia nella persona di Mons. Francesco Isetti, Direttore dell’Ufficio Diocesano Arte sacra e beni culturali, congiuntamente al parroco pro-tempore e Legale Rappresentante della Parrocchia Cattedrale di N.S. dell’Orto Mons. Gianlorenzo Borzini, a partire dal 27 aprile darà il via alle operazioni di recupero conservativo all’interno della città di Chiavari. Le opere verrano ospitate in apposite stanze al piano terra dell’Ex – Palazzo di Giustizia di Chiavari, in Piazza Mazzini.

27 aprile p.v. : trasferimento dalla Cattedrale del primo gruppo scultoreo “San Francesco d’Assisi riceve le stimmate” che sarà verosimilmente ricollocato per San Francesco, il 4 di ottobre 2017, con presentazione da definirsi.

Da ottobre 2017 ad aprile 2018 si interverrà sulla seconda cassa processionale
“Sant’Antonio Abate nel deserto”. L’iniziativa avrà quindi durata annuale.

Questa si è rivelata una ottima opportunità, potendo usufruire di un luogo accessibile anche ai non addetti ai lavori, per creare una proposta di valorizzazione culturale rivolta alla cittadinanza, agli studenti, ai fedeli e ai turisti. Il Cantiere sarà quindi aperto alla cittadinanza, durante l’appuntamento del mercatino di antiquariato, che previo appuntamento potrà visitarlo. Seguiranno nel corso dell’anno altre iniziative, attualmente in via di definizione, quali lezioni storico-artistiche e collaborazioni con le scuole, segnatamente col Liceo Artistico cittadino Luzzati.

Anton Maria Maragliano e bottega (Genova 1664 – 1739)
San Francesco riceve le stigmate
Legno scolpito, dipinto
h cm 140 San Francesco e angelo, cm 270 Gloria, basamento cm 240 x 155
Collocazione: Chiavari, Basilica della Madonna dell’Orto, Nicchia del transetto (Sinistra)
Provenienza: Chiavari, Oratorio di San Francesco

Premesse, motivazione e descrizione dell’intervento di restauro
Un grave, ingente e diffuso attacco di insetti xilofagi, infatti, ne compromette la stabilità, soprattutto delle parti aggettanti, e la futura conservazione. L’attacco sembra aver interessato soprattutto la parte inferiore del gruppo scultoreo, probabilmente perchè i tarli amano il silenzio e sono attivi a temperature tra i 18° e i 25 °C. La presenza del rumore dell’impianto di riscaldamento, congiuntamente al principio fisico che porta l’aria calda a salire potrebbe aver ostacolato la loro azione nella parte superiore, quella della raggiera dorata con il Serafino. Inoltre la policromia è cosparsa di innumerevoli fori di sfarfallamento, con zone di raccolta del relativo rosume, depositi di polvere atmosferica visibili soprattutto negli incavi della lavorazione a intaglio, sollevamenti della pellicola pittorica, accumuli e macchie di vecchie vernici alterate e di cera.
Proposta di intervento
L’intervento di restauro, condotto sotto la direzione della Soprintendenza dei Beni Storico-Artistici di Genova, si svolgerà perseguendo il più possibile la logica del minimo intervento avvalendosi di indagini sia in fase preliminare che durante il restauro.  Le opere saranno smontate da personale specializzato e qualificato grazie all’ausilio di ponteggi alti 6 metri e argano. Successivo imballaggio misto in gabbia e cassa per le sculture più piccole e trasporto presso lo Studio.
Dopo la campagna fotografica iniziale, il gruppo scultoreo verrà studiato da un punto di vista strutturale e di assemblaggio per poterlo smontare, in totale sicurezza, prima di iniziare l’intervento.
In accordo con la Direzione Lavori, nel caso si ritenesse necessario, si eseguirà un esame radiografico, con l’apparecchiatura di cui lo Studio è fornito, con digitalizzazione delle lastre, restituzione digitale in scala 1:1 delle porzioni radiografate.
Il restauro inizierà con un fissaggio localizzato in prossimità dei sollevamenti onde evitare ulteriori perdite di materia dipinta e dorata; successivamente si prevede di condurre innanzi tutto una profonda disinfestazione tramite gassificazione o anossia e un successivo ingente consolidamento della struttura lignea, iniettando sostanze che possano penetrare agevolmente e vadano a bonificare e a rafforzare l’opera soprattutto in profondità.
Per contribuire all’avanzamento della ricerca sulla scultura lignea genovese del XVIII secolo, in accordo con la Direzione Lavori, verrà effettuata una Spettrometria di Fluorescenza a Raggi X (XRF): analisi non invasiva realizzabile “in situ”, viene applicata per la determinazione dei pigmenti minerali al fine di caratterizzarne la composizione, definire la tecnica esecutiva e descrivere alcuni meccanismi di degrado. La tecnica consente il riconoscimento degli elementi chimici presenti ma non dei composti chimici cui appartengono. Solamente attraverso la conoscenza delle tecniche esecutive e dei materiali utilizzati nella decorazione pittorica è possibile caratterizzare preparazioni, imprimiture e pigmenti. Nel caso delle sculture lignee policrome, la penetrazione dei raggi X è generalmente maggiore dello spessore della pellicola pittorica: ciò significa che le informazioni ottenute non riguardano solamente lo strato superficiale ma si estendono anche alla preparazione ed al supporto.
Inoltre, saranno eventualmente prelevati dei microcampioni che verranno preparati in sezione lucida per l’analisi diretta su tutti gli strati con stereo microscopia ottica (SMO), preparazione e documentazione della sezione stratigrafica in microscopia ottica (MO) luce visibile e UV, documentazione al microscopio elettronico a scansione (SEM) e microanalisi spettrometrica per dispersione di energia (EDS), analisi in microscopia infrarossa con trasformata di Fourier (FT-IR) in riflettanza totale attenuata (ATR).
Le analisi documenteranno in dettaglio: pigmenti e leganti dei vari strati pittorici, compresi successione stratigrafica, spessore, ridipinture, preparazioni, interventi di restauro e fenomeni d’alterazione ed invecchiamento.
La pellicola pittorica verrà sottoposta ad un leggero dry cleaning, per alleggerire lo strato di sporco superficiale e permettere di eseguire i test di solubilità al fine di ottenere la/le miscela/e di solventi più idonee. La metodologia dell’intervento di pulitura sarà definita dopo l’apertura di saggi che consentiranno di valutare la presenza di un’eventuale cromia originale sottostante e la più corretta prassi finalizzata all’asportazione dello sporco da deposito senza intaccare la pellicola pittorica e dorata originale. In quest’ottica il solvente potrà essere supportato con solvent gel, emulsioni o soluzioni addensate. La pulitura verrà comunque condotta per gradi, sotto il controllo del microscopio e della lampada di Wood, lavorando in superficie con solventi gelificati, in modo da evitare la diffusione degli stessi negli strati preparatori della scultura, e opportunamente preparati in base ai risultati dei tests, per rigenerare la vernice ossidata e asportare le ridipinture, anche e soprattutto in relazione ai risultati della campagna diagnostica effettuata.
Agendo in concordanza con la Direzione Lavori verranno ricostruite le parti mancanti, eseguiti incollaggi e risarcimenti di mancanze lignee che verranno ricuciti con tasselli lignei o resina epossidica e con parti ad intaglio. Quindi si chiuderanno le lacune dello strato pittorico con gesso di Bologna e colla di coniglio in accordo con la Direzione Lavori che sopraintenderà anche la reintegrazione pittorica. Sarà applicata una cera protettiva microcristallina per rendere il supporto ligneo idrorepellente (ma al contempo traspirante) e per limitare il deposito di materiali incoerenti.
I supporti metallici di assemblaggio saranno controllati attentamente e, in accordo con la Direzione Lavori, verranno puliti con chelanti deboli, in modo non intaccare la patina, Dowanol gelificato, emulsioni a base di Velvesil, azione meccanica e invertitore di ruggine. L’applicazione di Incral 44 (vernice protettiva a base di resine acriliche con additivi antiossidanti, in soluzione di solventi organici, utilizzata per la protezione di manufatti metallici) e successivamente di cera microcristallina (solubile in idrocarburi alifatici e aromatici, utilizzata come protettivo metalli, sui quali forma un film resistente e flessibile), concluderà le operazioni di restauro.  Le varie fasi lavorative saranno ampiamente documentate fotograficamente.
Al termine del restauro verrà prodotta opportuna documentazione attestante le varie fasi di intervento e verrà programmato un calendario per la manutenzione ordinaria del bene per mantenere i benefici del restauro e monitorarne lo stato di conservazione. Il trasporto sarà effettuato da personale specializzato.
(Fonte: Studio Martino Oberto)

“L’invito alla conferenza stampa di oggi mi ha raggiunto mentre mi trovo fuori sede, ma mi spiace rinunciare a far arrivare qui, oggi e in questa occasione, la voce della Soprintendenza. Il restauro dei due maestosi gruppi processionali della cattedrale – restauro finanziato, è bene ricordarlo, dalla Compagnia di San Paolo, con un rilevante contributo del Comune di Chiavari – sarà effettuato dallo Studio Martino Oberto di Genova, mentre la Soprintendenza avrà il delicato compito di coordinare e sorvegliare la buona riuscita dei lavori. Lavori che, con l’assenso dell’Ufficio Beni Culturali della Curia Vescovile e per fortuna dei chiavaresi, saranno effettuati all’interno del vecchio Tribunale e potranno (con tutte le evidenti precauzioni del caso) assumere anche un affascinante aspetto di “cantiere aperto”. Si tratta di un’importante iniziativa culturale che auspico venga condivisa  da tutti noi nel migliore dei modi. Rivolgo a tutti un cordiale saluto e un arrivederci”.
Paola Traversone –Funzionario della Soprintendenza Liguria