In una lettera pubblicata domenica 2 giugno sul quotidiano “La Stampaâ€, il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha risposto al giornalista Massimo Gramellini e a un suo lettore sui temi della disoccupazione e su “un Paese moribondo senza speranza e senza futuroâ€.
Prendo lo spunto da questo scambio epistolare per dire che, se in campo nazionale il “grido d’allarme†è rappresentato dalla cosiddetta “fughe dei cervelliâ€, a livello locale politici, imprenditori, Cittadini, operatori della comunicazione, tutti quanti, dovremmo porci seriamente il problema della “fuga†dei giovani dalla nostra Città in una situazione economica che, aggiunta alla grave recessione europea e nazionale, assume connotazioni da brivido.
Se “dare speranza al futuroâ€, in campo nazionale, equivale a ridare forza al mercato delle assunzioni, a livello sammargheritese il rilancio economico potrebbe passare da un nuovo impulso della valorizzazione turistica e culturale del nostro patrimonio ambientale.
Scrivo queste poche note alla vigilia di un importante appuntamento per Santa Margherita Ligure: il Convegno dei giovani industriali e imprenditori, che ogni anno si svolge nella nostra Città proprio perché punta di diamante di un’economia turistica.
Nei giorni 7 e 8 giugno, in occasione della 43ª edizione, Santa Margherita Ligure vedrà la partecipazione di importanti esponenti del mondo dell’imprenditoria e della politica nazionale, in un meeting dal titolo che è tutto un programma: “Scateniamoci!†ovvero “liberiamo l’Italia da vincoli e cateneâ€. Cui potremmo aggiungere la massima del “doing more with lessâ€, ovvero: ottenere più risultati con meno denaro a disposizione.
Bene. A livello locale il concetto di partenza è questo: stare alla finestra a guardare o semplicemente a criticare è un esercizio inutile oltre che futile, per cui, di fronte all’evidente crisi economica, occorre pensare ancor di più a valorizzare l’esistente.
Posto che le grandi risorse da collocare in vetrina, per quanto riguarda il Tigullio, sono il territorio, l’ambiente, le tradizioni, le peculiarità artistiche e artigianali che ci hanno fatti grandi (negli anni), c’è bisogno oggi di ricollocare nella scala dei valori queste scelte culturali e sociali proprio perché fonte di nuova linfa anche sul piano economico.
Abbiamo purtroppo assistito, in questi ultimi tempi, con sempre maggior preoccupazione, all’abdicazione di un “ruolo-guida†da parte degli enti pubblici (Regione e Comuni), i quali si sono chiusi a riccio limitando la loro azione a un ruolo subalterno, per non dire “passivoâ€.
Ricollocare, sul piedestallo dei valori, da una parte la tutela dei beni comuni e dall’altra le linee guida, dovrebbe essere compito fondamentale dell’ente pubblico, evitando, ad esempio, un uso meramente “speculativo†del territorio.
Sono certo (e lo dico da ambientalista convinto, conscio di suscitare persino “scandaloâ€) che il rilancio dell’economia debba passare anche attraverso il rilancio dell’edilizia. Ma attenzione: non un’edilizia intesa come “sfruttamento privato†del territorio, ma come “riqualificazioneâ€. Ovviamente, non essendo depositario di alcuna “verità â€, non dispongo della “ricetta†giusta, ma posso azzardare alcune ipotesi. Pensiamo, a livello nazionale, al grande “patrimonio pubblico†non a norma (scuole, edifici, caserme) e all’altrettanto grande “patrimonio privato†da riqualificare a beneficio delle giovani generazioni attraverso incentivi e agevolazioni. A conti fatti, potremmo vedere che, già da lì, si comincerebbe a ridare ossigeno all’economia.
A livello locale, gli esempi non mancano, soprattutto nel settore degli edifici “pubbliciâ€. Basti pensare alle scuole non completamente a norma, all’ex “nuovo†Ospedale (non ancora ceduto alla speculazione privata), all’ex scuola di Nozarego, all’ex Istituto San Giorgio (che potrebbe essere fonte di rilancio turistico-culturale notevole). Ma pensiamo anche a tutto il patrimonio edilizio privato da ristrutturare.
Forse, per guardare al futuro, basterebbero poche regole, a cominciare dall’efficienza (per non dire “eccellenzaâ€), arrivando alla creatività incrementale e anche (perché no?) a un pizzico di improvvisazione, ma soprattutto a quel “team buildingâ€, ovvero il “costruire insieme†per aumentare il livello di fiducia, motivare il lavoro di gruppo, facilitare la comunicazione, stimolare la creatività , far emergere gli obiettivi per diventare “protagonisti del nostro futuroâ€.
Ciò che conta è rifuggire dalla seduttiva routine dello “status quoâ€, rompere schemi ormai superati, assumersi i giusti rischi e soprattutto osare nella ricerca di nuove strade inesplorate. In pratica: innovarsi.
Ecco: queste poche idee, queste piccole parole di stimolo e di proposta potrebbero rappresentare un piccolo sasso lanciato nello stagno locale per dar vita (forse) a qualcosa di nuovo…
Una sfida che, in occasione del Convegno sammargheritese, imprenditori “illuminati†potrebbero raccogliere.
Marco Delpino
Presidente di “Tigullianaâ€






