Due località, Courmayeur e La Thuile, così vicine eppure sorprendentemente diverse.
La prima, più mondana e sofisticata, sempre in gran fermento in ogni stagione, apre la porta della Valle d’Aosta verso la Francia, ma anche verso le due pittoresche valli ai piedi del massiccio del Monte Bianco, a destra la Val Ferret, a sinistra la Val Veny. La Thuile sembra più appartata: più piccola e raccolta, si trova alle porte di quello splendido passaggio a ovest che è contraddistinto dal Colle del Piccolo San Bernardo, un valico che scavalca un paesaggio tanto aspro e severo, quanto affascinante, quasi ipnotizzante, per le storie e le leggende che lo riguardano. Concentrare un weekend o anche una intera, breve vacanza da queste parti non vi lascerà il tempo di annoiarvi, anzi!
Come arrivare
A meno che, appunto, non proveniate dalla Francia, per raggiungere Courmayeur e La Thuile dovrete percorrere la statale 26 (o l’autostrada A5) della Valle d’Aosta.
Una volta a destinazione, sia che abbiate scelto di fare tappa prima a Courmayeur che a La Thuile, per spostarvi da una località all’altra considerate un tracciato alternativo, molto panoramico, parallelo alla rotta consueta e che collega La Thuile a Morgex; si tratta della SR36 del Colle San Carlo, mantenuta sempre in perfetto ordine anche durante le nevicate. Il valico, non molto lontano dalla Tête d’Arpy, raggiunge (agevolmente!) la quota di 1950 metri; da lì, con le ciaspole ai piedi, si può raggiungere lungo il sentiero numero 15 il Lago d’Arpy, suggestivo in inverno, quando la sua superficie è ammantata.
Courmayeur
Ok, siete in camper, quindi sportivoni per antonomasia. Ma a Courmayeur sta bene la scarpa elegante, quanto lo scarpone da sci; va bene per partecipare alla fiaccolata notturna, ma anche per il concerto di musica classica; potete decidere di dedicarvi alle attività sul ghiaccio, come pure di godere del caldo tepore delle terme; potete scegliere il silenzio perfetto di un sentiero nel bosco (con le ciaspole e mai da soli!), o tuffarvi nella vivace mondanità dei locali che dispensano nottate di divertimento. Insomma, una città dalle tante sfaccettature, facile da fruire secondo i gusti personali.
Sciare a Courmayeur
Qualsiasi esperienza sugli sci vi venga in mente, a Courmayeur si può fare. Il comprensorio sciistico sul Tetto d’Europa si estende su due versanti, quello dello Chécrouit e quello della Val Vény, con trenta piste di discesa per tutti i gusti e gradi di dificoltà; potete dedicarvi allo sci di fondo, allo sci alpinismo o al freeride magari sperimentando l’helisky, esibirvi in salti ed evoluzioni allo snowpark, imparare a sciare con un maestro tutto per voi o in un piccolo gruppo. Ci sono tracciati da seguire con le ciaspole e se in camper non volete stivare sci, snowbord, ciaspole e scarponi, potete noleggiare tutto in loco.
La Thuile
Solo dieci chilometri e quattro tornantoni da affrontare subito all’inizio separano La Thuile dalla statale 36. Ma lì è tutto un altro mondo. La vasta conca circondata dalle pareti del Massiccio del Rutor e dalla Catena del Monte Bianco, è graziosamente occupata dalle tipiche abitazioni in pietra e legno; un villaggio pittoresco che in inverno si trasforma in un incantevole presepe. Spingersi con gli impianti fino al confine francese (in inverno il transito sulla statale è chiuso), allarga l’orizzonte quasi all’infinito.
Sul Colle del Piccolo San Bernardo aleggia una magica atmosfera; sarà per via del cromlech, il Cerchio di Annibale, un raro cerchio megalitico ancora osservabile, costituito da pietre conficcate nel terreno. O sarà per la mansio romana, l’enorme edificio su quella che fu la Strada delle Gallie, che testimonia la presenza dell’uomo già in epoche lontanissime, o ancora per il tempietto che sbuca appena al di là della ex dogana italiana. San Bernardo è lì, dall’alto della sua Columna Jovis, che un tempo ospitava il busto di Giove, a vigilare sulla moltitudine di gente che oggi transita per questa via più che altro per svago. Fu lui, il santo, a fondare, attorno all’anno Mille, l’Ospizio per accogliere i viandanti e che oggi ospita il punto informazioni turistiche.
Sciare a La Thuile
Piccola e appartata, La Thuile può contare su un comprensorio sciistico spettacolare, a cavallo tra Italia e Francia, al cospetto del ghiacciaio del Rutor. È il Comprensorio Internazionale Espace San Bernardo, che vanta questi numeri: 30 anni di età (quindi di esperienza); 3000 ettari di superficie solcati da 150 chilometri divisi tra 80 piste, di cui 13 che mettono alla prova i duri talenti; 37 impianti di risalita, tra i quali domina la telecabina; 400 cannoni pronti a innevare all’occorrenza 40 chilometri di piste e, ancora, 2 stadi di slalom, 2 snowpark, 1 area snowkite e 1 di freeride securizzato.
Direttamente dal paese con la telecabina e la seggiovia quadriposto si può raggiungere Les Suches e da li spaziare nel cuore del comprensorio. Sempre dal paese, la seggiovia Maison Blanche è l’ideale per raggiungere un mini-comprensorio dedicato a chi non è ancora esperto e muove le prime scivolate sugli sci.
Oltre lo sci
A Courmayeur dovete tenere d’occhio il cartellone invernale Welcome Winter 2017: tra i vari ospiti d’eccezione ci saranno Rafael Guallazzi, con un concerto che si apre con i fuochi d’artificio e si chiude con un brindisi di bollicine; ci sarà Carolina Kostner che, insieme a Stéphane Lambiel, incanterà gli appassionati di pattinaggio artistico nell’ambito di Couramyeur on Ice; e non mancheranno gli eventi tradizionali come la Festa del Pane nell’antico forno di Dolonne, seguita dalla Fiaccolata dei Maestri della Scuola di Sci Monte Bianco. Potete concedervi una breve immersione nella cultura alpinistica con la visita al Museo Alpino Duca degli Abruzzi, in centro paese, nella Casa delle Guide Alpine, o mettere il naso nella ricca Biblioteca Storica, al piano superiore della Biblioteca Comunale, dedicata alla memoria storica e culturale di Courmayeur. A La Thuile dedicatevi al pattinaggio su ghiaccio (come pure a Courmayeur), ma godetevi soprattutto la straordinaria tranquillità delle sere nella conca.
Qualcosa di buono
Scaduto il tempo della vacanza, non ve ne andate senza prima aver fatto la spesa: Fontina Dop in testa, che potreste acquistare nello spaccio del Consorzio dei Produttori, in Valpelline; poi la Torta 1441, da comprare proprio a La Thuile “città del cioccolato” e della cui altitudine la torta prende il nome, e la tometta, altro dolce locale (e non un formaggio!). Magari qualche vino nelle cantine di Donnas, se non vi siete accorti che a Morgex, alle Cave du Vin Blanc potete degustare il bianco più alto d’Europa, e senz’altro i salumi tipici, tra cui la rinomata moccetta e, alla faccia della riconquistata forma dopo lo sci, il famoso lardo di Arnad!
Per chi viaggia in camper
La Thuile
Camping Rutor
Frazione Villaret, Località Sapinera,
Tel. 0165.88.41.65 – campingrutor.altervista.org
Servizi: acqua, pozzetto, illuminazione, elettricità, servizi igienici, docce, WiFi, servizio navetta.
Area attrezzata Azzurra
Frazione Villaret, dopo gli impianti di risalita di Les Suches (direzione La Sapiniere)
Tel. 348.3535048- azzurracamper.com
Servizi: acqua, elettricità, pozzetto, illuminazione, WiFi, servizio navetta, noleggio attrezzatura sci.
Courmayeur
Area Sosta Camper Semana a Pré St-Didier (a 5 chilometri da Courmayeur)
SS26, all’ingresso del paese
Tel. 0165.87.817
Servizi: acqua, elettricità, pozzetto, illuminazione.
Informazioni
Consorzio degli operatori turistici di La Thuile
lathuile.it
Ufficio del Turismo di Courmayeur
Piazzale Monte Bianco 15,
Tel. 0165.84.20.60
Ufficio del Turismo di La Thuile
Via Collomb 36
Tel. 0165.88.41.79
Da Verona a Ferrara passando per il gioiello rinascimentale di Mantova e altri deliziosi centri abitati in aperta campagna, la scoperta è sempre dietro l’angolo.
Prima tappa: Verona!
Partite da Verona, la città di Romeo e Giulietta edificata sulle sponde dell’Adige. Posteggiate fuori dal centro storico e avventuratevi a piedi. Passate da Piazza Bra per vedere l’Arena, poi andate in Piazza delle Erbe, vivace e frizzante, cuore pulsante della città e suo nucleo più antico; Piazza del Consiglio, o Piazza Dante per la statua al sommo poeta che la domina, è ricca di importanti palazzi; solo a un passo, non perdete le Arche Scaligere, monumentale complesso funerario e sublime esempio dell’arte gotica. Tappa obbligata è anche il complesso del Duomo, per ammirare l’Assunzione della Vergine di Tiziano (1530). Infine, portatevi lungo l’Adige sulle regaste di San Zeno fino alla basilica omonima, capolavoro del romanico consacrato al patrono della città. Se vi è venuta fame buttatevi sugli gnocchi di patate e come secondo andate sulla “Pastisada de caval”, a base di carne di cavallo, vino, verdure e aromi; se amate i sapori più “classici”, optate allora per un fumante piatto di risotto, magari al radicchio. E siete in zona nel periodo natalizio, assaggiate Il Nadalin di Verona, dolce tipico della tradizione veronese a forma di stella a otto punte; una valida “alternativa” al ben più noto e famoso Pandoro… Prima di ripartire puntate anche ai vini, siete in terra di valide DOC locali! Caricate il camper ma non bevete se dovete guidare.
Valeggio, borgo fortificato
In mezz’ora poco più di strada, accarezzando filari di vigneti a perdita d’occhio raggiungete il colle che ospita il borgo medievale di Valeggio sul Mincio, il cui profilo segue quello di grandi fortificazioni medievali: il Castello scaligero, il Ponte visconteo e la linea difensiva del Serraglio, parte di quell’imponente linea difensiva costruita dagli Scaligeri di Verona per proteggere il territorio dalle incursioni milanesi e mantovane. Proprio ai piedi del ponte scoprite la frazione Borghetto, un piccolo gruppo di case “aggrappate” l’una all’altra a ridosso del Mincio, dove si celano antichi mulini oggi riadattati a confortevoli e suggestivi bed&breakfast e ristorantini. Il quadro paesaggistico ed architettonico è così incantevole da aver fatto entrare Borghetto nella lista dei Borghi più belli d’Italia. Anche qui il peccato di gola è inevitabile: ai tortelli di zucca di Valeggio, rigorosamente impastati a mano, non dovete rinunciare!
La città dei Gonzaga
Mantova dista solo trenta chilometri, da percorrere in direzione Sud, entrando negli splendidi orizzonti verdi del Parco del Mincio. Intorno al suo piccolo ma ricchissimo centro storico il fiume è stato rallentato creando artificialmente quattro piccoli laghi. I Gonzaga, che la dominarono per secoli, seppero distinguersi più per l’amore della cultura e delle arti che delle armi e delle conquiste. Il Castello di San Giorgio ne è un esempio, con i lavori di decorazione cui si dedicò Andrea Mantegna. Visitate anche il Duomo, Palazzo Ducale, sorseggiate un caffè accompagnato da una fetta di torta “Sbrisolona” (a base di mandorle) in Piazza delle Erbe ed entrate nella Rotonda di San Lorenzo, fatta costruire nell’XI secolo dalla contessa Matilde di Canossa, mecenate delle arti. Un po’ decentrato, Palazzo Tè è tra le più belle e famose ville suburbane del Cinquecento: non perdetevelo. Concedetevi infine una cena a base di tortelli di zucca, stracotto d’asino e frittata con saltarelli (piccoli gamberetti di acqua dolce).
Verso il Po
L’indomani ripartite avvicinandovi a un altro grande fiume, anzi, il Grande Fiume, il Po. Lungo la statale verso Ferrara fermatevi dunque a Sermide, centro agricolo di origine romana, fortificato dai Gonzaga, i cui dintorni oggi fanno parte del Parco Golenale del Gruccione. L’area protetta deve il proprio nome alla presenza di una colonia di gruccioni, uccelli dalla splendida livrea che nidificano da alcuni anni lungo il Po. Durante la sosta a Sermide, lasciatevi stuzzicare con ipiatti tipici della cucina mantovana come i cappelletti e tortelli di zucca accompagnati da un buon bicchiere di Lambrusco mantovano; da non perdere assolutamente nel periodo estivo, gli squisiti e inconfondibili meloni.
La capitale estense
A pochi chilometri dal Delta, Ferrara è racchiusa entro la cinta di mura medievale ereditata, come quasi tutti i principali monumenti della città, dalla potente famiglia d’Este, signora di queste terre a partire dal XIII secolo. Il camper posteggiatelo in una delle aree adibite ed effettuate un tour del centro storico a piedi o in bici, visto che questa è la “città delle biciclette”! Iniziate dal Castello Estense, proseguite con il Palazzo Comunale e soffermatevi presso la Cattedrale, somma di più stili architettonici e dalla facciata riccamente decorata. Alla sua destra, la loggia dei Merciai è il posto giusto per curiosare fra le botteghe artigiane. Da non perdere Palazzo Schifanoia perché vi si trova l’opera d’arte più famosa della Ferrara rinascimentale: il ciclo affrescato del Salone dei Mesi. E poi fate una tappa anche al Museo archeologico nazionale, all’interno di Palazzo Ludovico il Moro: vi sono custoditi eccezionali reperti della civiltà etrusca. Anche qui, come nel mantovano, in cucina la pasta fresca ripiena è la regina della tavola: il piatto forte sono i cappellacci di zucca, che a Ferrara hanno conquistato anche il marchio Igp. Non ripartite senza averli provati, accompagnati dal tradizionale pane ferrarese o coppia (anche lui Igp), per la forma caratterista che viene data all’impasto. Per concludere, assaggiate (e portatevi via) la famosa Brazadèla, la tipica ciambella che è uso preparare soprattutto a Pasqua.
Cento, la piccola Bologna
Riprendete il vostro camper e proseguite in direzione Cento attraverso la campagna ferrrese. La cittadina merita una visita anche solo per il suo celebre carnevale storico; ma se capitate qui in altri periodi dell’anno vi basti sapere che Cento è denominata “la piccola Bologna”, per i tanti portici del centro storico e per le delizie gastronomiche che richiamano la cucina emiliana. Da vedere piazza del Guercino, il Palazzo del Governatore e l’antica Rocca estense eretta alla fine del Trecento. Prima di rimettervi in viaggio pranzate con un piatto di cappellacci di zucca al ragù di carne e un assaggio di salamina da sugo accompagnati da un buon bicchiere di Sangiovese.
Per chi viaggia in camper
Verona
Area camper Porta Palio
A 2 km dal centro storico raggiungibile con servizio bus di linea (fermata linea 62 a 20 m dall’ingresso dell’area).
Servizi: carico scarico, approvvigionamento idrico. Silenziosa, illuminata, non custodita.
Valeggio sul mincio
Camper parking visconteo
A pagamento. Pianeggiante su ghiaia, video-sorvegliata, comoda per visitare il centro del paese distante pochi minuti a piedi.
Servizi: carico e scarico, allacciamento elettrico, docce calde, illuminata.
Mantova
Area sosta Sparafucile
Via Legnago 1/a
A 4 km dal casello dell’Autobrennero “Mantova Nord”, in direzione Mantova.
Servizi: carico e scarico, allacciamento elettrico, docce calde, illuminata. A pagamento
Ferrara
Area attrezzata
Sosta camperweb Ex MOF, in Via Darsena, 62, a ridosso delle mura antiche a sud, nel parcheggio dell’ex mercato ortofrutticolo.
Servizi: acqua, pozzetto, illuminazione. Gratuita
Cento
Area comunale attrezzata
sosta camperweb in Via Marescalca.
Servizi: acqua, pozzetto, illuminazione, gratuito, circa 55 posti, camper service (cassetta e nautico), illuminato, centro 400 m, annuale, tranquillo, trasporto pubblico.
Informazioni
Ufficio del Turismo Verona
Via degli Alpini 9 (piazza Bra)
Tel. 045.80.68.680
www.tourism.verona.it
Ufficio del Turismo Mantova
Piazza Mantegna 6
Tel. 0376.43.24.32
www.turismo.mantova.it
Ufficio del Turismo Ferrara
c/o Castello Estense
Tel. 0532.20.93.70
www.ferraraterraeacqua.it
L’Isola d’Elba è un palcoscenico naturale per le passioni di tutti. È un concentrato di ambienti, paesaggi, monumenti storici, sapori e tradizioni che l’attraversano in ogni direzione. Esplorarla in camper è un’ottima soluzione, visto che è la più grande delle sette isole che compongono l’Arcipelago Toscano (protetto da un Parco Nazionale) e la terza italiana per estensione.
Il Golfo di Portoferraio
Imbarcatevi da Piombino per il capoluogo isolano, Portoferraio, importante già in epoca romana grazie alle miniere di ferro, alla pesca e alle saline. Per un breve tour della città, che è anche la meta più frequentata e caratteristica di tutto l’arcipelago, fate tappa alle Fortezze Medicee: soffermatevi soprattutto sul Forte Falcone, al quale convergono tutte le ripidissime salite e scalinate che partono dal centro storico. Una delle più monumentali è la Salita Napoleone, lungo la quale, all’interno della Chiesa della Misericordia, è conservata la maschera funeraria del condottiero. Non mancate di visitare anche Villa dei Mulini (sempre nel centro storico di Portoferraio) e Villa San Martino (costruita invece tra i boschi della Vallata di San Martino, in posizione panoramica sul golfo di Portoferraio), le due dimore che ospitarono Bonaparte durante il suo confino sull’isola, tra il 1814 e il 1815. Per godervi il mare il consiglio è quello di “spiaggiarvi” sul litorale a Ovest di Portoferraio, dove luccicano al sole le spiagge bianche che rendono l’isola un paradiso naturale. Se volete fare una bella escursione a piedi invece, percorrete la strada sterrata che sale al Castello del Volterraio, la fortezza più antica dell’isola: per raggiungere la partenza dell’itinerario prendete la provinciale in direzione di Porto Azzurro, svoltate per Magazzini/Bagnaia e poi per Rio nell’Elba fino allo spiazzo dove potete parcheggiare.
Il versante orientale
Rio dell’Elba è un dedalo di viuzze d’impianto medievale, con le caratteristiche case dalle persiane verdi. Il punto più panoramico della zona, ma anche di tutta l’isola, si ha raggiungendo l’Eremo di Santa Caterina: alle spalle avete il bosco e la montagna, di fronte a voi il mare, e di fianco l’Orto dei Semplici Elbano, orto botanico di elevato interesse naturalistico. Sulla costa Ovest, la spiaggia di Nisportino è un angolo di paradiso per gli amanti di canoa, snorkeling e pesca subacquea.
Una puntatina fatela anche a Rio Marina (se non vi siete arrivati direttamente in traghetto), sulla costa Est. Delizioso il porticciolo, molto piacevole la passeggiata sul lungomare, è una tappa perfetta se vi interessa l’archeologia industriale, perché vi sono ovunque testimonianze della passata vocazione minerari del piccolo centro elbano. Continuando a scendere lungo il versante orientale, fate tappa a Porto Azzurro: il borgo affaccia su una lunga insenatura naturale, non per nulla denominata “Longone”. A dominare il panorama è l’imponente carcere costruito dagli Spagnoli nel XVII secolo sulla sommità del colle. Sul porto invece si allunga Piazza Matteotti, animata da caffè e ristoranti. Fermatevi a godervi la cucina del posto, scegliendo tra cinghiale o cacciucco, e gustandovi un calice di vino tra le DOC e DOCG della copiosa produzione vitivinicola isolana (l’Aleatico Passito pare fosse molto amato anche da Napoleone!). Le spiagge migliori? Caletta Barbarossa e al Laghetto di Terranera, un arenile che ha alle spalle un suggestivo specchio d’acqua verde che contrasta con l’azzurro del mare. Le più frequentate dell’area sono tuttavia quelle della penisola di Capolivieri: Cala Grande, in particolare, dalle acque trasparenti, Lo Stagnone, adatta se avete bambini perché prende il nome da una piscina naturale, e Cala dell’Innamorata, sabbiosa e protetta dalle Isolette Gemini. Senza scordare, più a Ovest, la Spiaggia di Lacona, caratterizzata da splendide dune naturali.
Il versante occidentale
Altra località balneare sempre vivace e frizzante è Marina di Campo, sul litorale meridionale. Con i bambini andate a visitare l’acquario, in località Segagnana, a Nord-Ovest della cittadina. Ma se amate i tuffi nel blu andate al promontorio di Fetovaia: macchia mediterranea, profumi intensi, mare cristallino.
Non vi rimane ora che avventurarvi verso una delle mete più seducenti di tutto l’itinerario: Marciana, il paese più elevato dell’isola (375 m). Ampi scorci panoramici accompagnano fino all’antico borgo, di tornante in tornante, lungo il selvaggio versante nord-occidentale del Monte Capanne (la cui vetta, 1018 m, è il punto più alto dell’Elba, raggiungibile in cabinovia dalla località Pozzatello). Poi si arriva, e si scoprono mille stradine, archi, scalini, balconcini, affreschi, fiori, insegne di vecchie botteghe e si fa un salto indietro nel tempo. Un salto che prosegue verso il Santuario della Madonna del Monte, raggiungibile con un’escursione a piedi di circa 40 minuti. La chiesa risale all’XI secolo, e pare che al suo interno sia custodita una pietra dipinta da una mano divina. Accanto si trova il Romitorio di Napoleone.
Ultima tappa consigliata prima di riprendere la via del mare è infine Marciana Marina: antico borgo di pescatori, si adagia ai piedi del Monte Capanne ed è un tripudio di colori: dalle case piccole e basse che vanno dal giallo al rosso al turchese, al mare d’un azzurro intenso all’argento degli scogli granitici che in esso affondano.
Per chi viaggia in camper
Marciana
Area attrezzata
?All’interno del centro balneare La Perla.
?Servizi: allacciamento elettrico, animali ammessi, scarico pozzetto, carico acqua, docce calde, illuminato. A pagamento
Porto Azzurro
Area attrezzata comunale
Loc. Bocchetto, pParcheggio attrezzato, su asfalto, a 1km dall’abitato sulla strada per Rio Marina. Segnalato, gratuito.
Sevizi: scarico pozzetto, carico acqua, illuminato
Capoliveri
Area attrezzata
Loc. Ferrato: terra battuta, ombreggiati, a 100 metri dalla spiaggia. Apertura stagionale (aprile/ottobre).
Servizi: allacciamento elettrico, scarico pozzetto, carico acqua, docce calde, illuminato, ingresso controllato
Rio Marina
Area camper
Ombreggiato parzialmente, a 500m dalla spiaggia. Apertura stagionale, da maggio a ottobre.
Servizi: allacciamento elettrico, scarico pozzetto, carico acqua, docce calde, illuminato, ingresso controllato
Informazioni
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica dell’Arcipelago Toscano
Calata Italia
Portoferraio (LI)
?Tel. 0565.91.46.71
www.visitelba.info
Sia che arriviate da Nord, sia che arriviate da Sud, la Tuscia laziale è accessibile attraverso l’Autostrada del Sole; di fronte a voi scorrono paesaggi ondulati ricoperti di ordinati vigneti e si scorgono i profili di importanti centri abitati dalla storia millenaria, fra i quali si nascondono tesori artistici di inestimabile valore.
Nel cuore della Tuscia
Viterbo è sicuramente una delle tappe più importanti di questo viaggio: è l’antica capitale della Tuscia romana e vi sono conservate alcune delle più importanti testimonianze della potenza etrusca. Inoltre, è stata sede pontificia tra il XII e il XIII secolo, privilegio che le ha lasciato in eredità splendidi edifici e monumenti, oltre che l’appellativo di “Città dei Papi”. Il consiglio è quello di lasciate il camper in uno dei tanti parcheggi dentro e fuori le mura e di visitate il centro storico a piedi. Partite da Piazza del Plebiscito, dove affacciano il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Podestà e quello della Prefettura, tutti di costruzione medievale, come l’imponente Torre dell’Orologio. A sinistra della bella Chiesa di Sant’Antangelo in Spatha, imboccate Via San Lorenzo e varcate il ponte del Duomo per arrivare alla cattedrale del XII secolo. Vi trovate nel cuore della città storica: sopra le vostre teste si innalza l’originale campanile a fasce bicolori; alla vostra sinistra si erge il complesso del Palazzo dei Papi, edificato nel 1255, con le arcate gotiche della loggia che consentono di ammirare uno splendido panorama.
Un inno al vino
Salutata la Città dei Papi, vi bastano una quindicina di chilometri in direzione Nord, lungo la SS2 Via Cassia, per spostarvi a Montefiascone: il borgo si trova in posizione panoramica sull’alto di un colle coronato dalla cupola della Cattedrale di Santa Margherita e dai resti della rocca duecentesca, dalla quale si domina una campagna fittamente coltivata. È proprio qui che si producono alcuni dei migliori vini secchi del Lazio: celebre l’etichetta EST!EST!EST!, nelle cui bottiglie invecchia un rinomato vino DOC della zona, immancabile nelle carte dei migliori ristoranti.
Turismo green sulle rive del lago
Siete nella zona dei grandi laghi di origine vulcanica che punteggiano il Centro Italia: lungo la SR143, da Montefiascone scendete fino alle sponde del Lago di Bolsena, il più esteso specchio d’acqua di origine vulcanica d’Europa, oltre che d’Italia. Dalla caratteristica forma tonda, come tutti i suoi “parenti” si è formato dopo che un vulcano ha smesso di essere attivo. Per questo le terre che lo circondano sono fertili e rigogliose. Potete parcheggiare il camper e passeggiare a piedi lungo tutto il suo perimetro, su comode stradine adatte anche a essere esplorate in bici. Molti angoli sono piccole oasi per l’avifauna, quindi ideali per il birdwatching. Brevi crociere partono inoltre per le due minuscole isole che affiorano sulla sua superficie, l’isola Bisentina e l’isola Martana. Il camper, se volete visitarle, si posteggia comodamente vicino all’imbarco di Capodimonte, sulla riva meridionale del lago.
La città d’argilla
Ultima perla di questo itinerario è Civita di Bagnoregio, piccolissimo centro in cui il tempo sembra essersi fermato. Vi potete arrivare esclusivamente a piedi, attraversando per un chilometro un ponte in cemento armato che parte dalla vicina Bagnoregio. Un parcheggio è a disposizione dei tanti turisti che vengono a visitare l’antica città fortificata retta da vasti banchi d’argilla scavati da profonde ferite dovute alla continua erosione. Il centro storico è ancora abbellito da loggette, arcate, colonne romane e raffinati portali medievali e rinascimentali. Visitate la Chiesa di San Donato, che fu la cattedrale di Bagnoregio fino al 1699, e i resti della casa natale di San Bonaventura, uno dei maggiori teologi del Medioevo prima di arrivare alla Rupe orientale, da cui potrete ammirare lo spettacolo dei “Ponticelli”. Queste enormi muraglie naturali in argilla sono la testimonianza vivente dell’avanzamento di un processo erosivo iniziato migliaia di anni fa e non ancora terminato…..
Per chi viaggia in camper
Viterbo
Area attrezzata
B&B Axia, Strada Procolo 2/c.
Servizi: acqua, scarico a cassetta, illuminazione, elettricità. A pagamento
Area attrezzata
Agricampeggio Paliano, strada Pian di Tortora.
Servizi: elettricità e acqua, servizi con docce calde, zona lavaggio stoviglie e biancheria, illuminazione, videosorveglianza.
Montefiascone
Area attrezzata
sosta camper presso la Cantina Sociale a 4-500 m dal centro storico e attiguo SS Cassia.
Servizi: acqua, pozzetto, illuminazione, elettricità, recintata, navetta per il centro.
Bolsena
Area attrezzata
Sosta camper Guadetto, Via della Chiusa incrocio Viale Cadorna.
Servizi: acqua, pozzetto, elettricità.
Bagnoregio
Area sosta
in Piazzale dei Bersaglieri, accanto al supermercato
Servizi: illuminazione, apertura annuale. A pagamento
Informazioni
www.visit.viterbo.it
www.promotuscia.it
Il mare di Policoro è proprio, solo e soltanto di Policoro, stretto tra le foci del Sinni e dell’Agri, insieme al Basento i fiumi più importanti della Basilicata. Il lungo lido di spiaggia sabbiosa a sud cede il posto al Bosco Pantano Sottano che, unito al Bosco Pantano Soprano, forma l’area protetta del Bosco Pantano di Policoro, una cornice di verde intatto attorno alla foce del Sinni, che costituisce un ambiente di grande interesse dal punto di vista naturalistico.
La spiaggia è affollata, vivace, giustamente chiassosa in estate, ma si presenta quasi totalmente deserta a chi vi si spinge in inverno. Tuttavia estremamente affascinante: davanti, il Mar Jonio inghiotte i suoi segreti al ritmo violento dei marosi. Prima di lasciare Policoro vale la pena di visitare il Museo Nazionale della Sirtide, cinque sezioni che raccontano le varie epoche dalla preistoria fino alle culture enotrie e lucane della Val d’Agri attraverso reperti e varie testimonianze. Alle spalle del museo, il Parco Archeologico di Heraclea mostra le rovine dell’antica città della Magna Grecia Lucana.
Verso Pisticci
Poi si voltano le spalle al mare. La SS598 della Valle dell’Agri punta all’interno correndo sul bordo della piana scavata dal fiume; la deviazione a destra che indica Montalbano Jonico è, più che altro, una sorta di porta che introduce in un meraviglioso ambiente che alcuni hanno indicato come rappresentazione ideale del Pleistocene. Si entra, cioè, nel cuore di una vasta area costituita da calanchi, un susseguirsi infinito di creste argillose e profonde scanalature che circondano il paese e si perdono sulle pendici del Monte Sottano. La strada che conduce a Pisticci gira attorno al monte sul lato occidentale e si srotola panoramica e deserta in un paesaggio fantastico.
Lo stesso abitato di Pisticci, diviso in 16 rioni dai nomi evocativi e adagiato in forma curva su tre colline, è definito anfiteatro sullo Jonio, per la sua posizione elevata. Paese antico, nasconde tra la miriade di case bianchissime allineate, splendidi palazzi cinquecenteschi, il rinascimentale Palazzo De Franchi e la Chiesa Madre, la cui mole romanico-rinascimentale si staglia alta sui tetti del paese. Gironzolando per Pisticci, luogo di fortissime e salde tradizioni popolari, si scopre che l’Amaro Lucano è nato qui e sulla sua etichetta è riprodotto il costume tradizionale femminile, quel costume di cui Carlo Levi esaltò lo sfarzo nel suo “Cristo si è fermato a Eboli”.
Il paese fantasma
Non lontano da Pisticci, affacciato dal suo sperone cretoso tra i calanchi che scendono verso il letto del torrente Salandrella, spicca Craco, paese fantasma dal fascino immortale. Abbandonato definitivamente nel 1963 in seguito a una devastante frana appare, nella sua vuota desolazione, tanto affascinante da essere divenuto meta turistica nonchè set cinematografico in diverse occasioni. Borgo antichissimo, probabilmente di origine normanna, passò dai bizantini alle famiglie nobili seicentesche e ottocentesche, passando per le vicende di brigantaggio. Oggi il nucleo centrale si visita con una escursione guidata procedendo esclusivamente lungo tracciati in sicurezza.
Da Craco, continuando lungo la SS103 sempre immersi in un ambiente di calanchi spezzato solo da una cantoniera e una cappellina, si raggiunge Stigliano. Alcuni tornantoni coprono in poca strada un dislivello fino alla quota di oltre 900 metri del paese (è il comune più alto della provincia di Matera). Una passeggiata in paese deve spingersi fino al convento di Sant’Antonio, degno di nota per la facciata barocca della chiesa e alcuni quadri in essa custoditi, ma soprattutto per la leggenda che interessa il Cristo ligneo del convento, da scoprire una volta lì.
L’incontro con Carlo Levi
Sempre scorrendo sulla SS103, di grande bellezza dal punto di vista panoramico e paesaggistico, si scende nella valle del Sauro per puntare ad Aliano. È lì che Carlo Levi trascorse il lungo periodo di confino ed è lì che si ispirò e scrisse il suo più famoso romanzo, opera in cui il paese prende forma sotto il nome di Gagliano. E ad Aliano Carlo Levi è rimasto; a lui sono intitolati il Parco Letterario e il Premio Letterario Nazionale che vi si tiene ogni anno; a lui è dedicato il Museo in cui sono raccolti scritti, lettere, disegni del periodo del confino; e, ancora, porta il suo nome l’estemporanea di pittura che si tiene ogni anno dedicata alle tematiche leviane; infine le sue spoglie riposano al cimitero del paese. Ed è grazie anche alla intensa presenza di Carlo Levi che Aliano ha deciso di candidarsi a Città della Cultura 2018…
Gli altri borghi
La discesa verso Alianello, minuscola frazione di Aliano, introduce nella vasta valle dell’Agri; la statale di fondovalle si abbandona allo svincolo della Masseria San Vito, per per puntare verso una nuova meta di bellezza selvaggia: il Lago di Monte Cotugno. Avvicinandosi al bacino, contenuto dalla più grande diga in terra battuta presente in Europa, il paesaggio si allarga in una dolce piana. La zona è quella dei famosi Peperoni Rossi di Senise, autentica specialità che colora di rosso prima la vasta distesa di campi, poi, dopo la raccolta, cortili e porticati delle vecchie cascine di Senise, quando i peperoni vengono infilati sulle serte e stesi ad essiccare. A questi ortaggi, protetti da Igp, localmente viene dato il nome di Zafaran, che non deve indurre a confusione con lo zafferano, tutt’altra cosa!
Un ponte scavalca il lago e la strada punta a est, di nuovo verso il mare, a rincorrere il corso del Sinni. Lì dove il fiume ha scavato tra piccole rupi il suo tratto più spettacolare, spicca, alto su uno sperone, il borgo pittoresco di Valsinni. Abbracciato al Castello, che sovrasta il nucleo più antico e caratteristico, cela viuzze strette e sovrapposte, accessibili solo a piedi. Anche Valsinni ha il suo Parco Letterario: è intitolato alla poetessa petrarchista Isabella Mora, che visse proprio nel maniero.
Se la statale del Sinni vi annoia, dritta e veloce, potete scegliere di puntare al mare zigzagando lungo la provinciale alla destra del fiume, deserta e incollata alla fisionomia del Monte Coppolo; in questo caso, date uno sguardo almeno da lontano al borgo di Rotondella, le cui strade interne hanno proprio una curiosa forma a cerchi concentrici. Oppure puntate a nord verso Colobraro – famoso per essere il paese “più sfortunato d’Italia”, ma andate a scoprire la leggenda! – per immergervi in un paesaggio montano. L’importante è tenere d’occhio la meta: Tursi. Il suo borgo arabo arroccato su speroni rocciosi spicca da lontano, e merita una visita per le sue splendide chiese e i magnifici palazzi storici. Tra questi, il Palazzo del Barone Brancalasso è anch’esso famoso per una leggenda, mentre Palazzo Ginnari si distingue per una larga gradinata di gran pregio; poi c’è il castello, costruito nel V secolo per mano dei Goti e abitato fino al XVI secolo.
Per raggiungere il mare, niente indugi: scegliete la strada che serpeggia verso Anglona, per raggiungere il suggestivo Santuario mariano di Santa Maria di Anglona, unico “superstite” dell’antica città sorta sulle rovine della città di Pandosia tra il VII e l’VIII secolo. La struttura attuale, in pietra di tufo e travertino, e i cui elementi architettonici più importanti sono l’abside e il campanile, sfoggia un portale romanico con arcata decorata da intagli e rilievi. Lasciato il santuario, la stessa strada si spinge, ora dritta, verso il centro di Policoro e le rovine di Heraclea.
Per chi viaggia in camper
Area attrezzata Policoro
area comunale c/o Lido di Policoro, Largo Dionisio
Tel. 0835.90.19.111 (municipio)
Servizi; acqua, pozzetto, illuminazione.
Punto sosta Pisticci
c/o agriturismo il Calanco (max 10 veicoli)
Area atrezzata Nova Siri Marina
A 12 km a sud di Policoro, area comunale in Via Tre Passi nel Delirio
Tel. 0835.50.61 (municipio)
Servizi: acqua, pozzetto, illuminazione
Informazioni
Comune di Policoro
www.policoro.gov.it
Proloco di Pisticci
Via Di Giulio 26
Tel. 320.08.16.460
Comune di Craco,
www.comune.craco.mt.it
Proloco di Aliano
www.aliano.it
Proloco di Tursi
Tel.0835.50.00.00






