Dopo il brodino dell’Olimpico, la scorpacciata di fiducia a spese del Palermo.
Inizia così l’analisi di Gambino del momento della Sampdoria.Sia chiaro, non è ancora una Samp scoppiettante, ma inizia ad assumere una fisionomia gradevole e, soprattutto, quella concretezza che risiede alla base di ogni risalita in classifica. Dopo le prime batoste dell’era Montella si temeva che il fossato tra le idee del tecnico campano e le caratteristiche dei blucerchiati fosse incolmabile: invece Vincenzino ha dimostrato, in caso di necessità, di sapersi adeguare alla ragion di stato; un segno di praticità di cui nessuno lo accreditava.
Ora che la graduatoria è diventata meno allarmante, il trainer potrà lavorare con la necessaria per inculcare nei suoi ragazzi certe idee di gioco. Inutile illudersi: in questa Sampdoria manca la qualità presente nella sua Fiorentina ma anche in parecchi altri team, sicché attendersi una scalata verso le posizioni che contano appare un’assurdità bell’e buona. Sistemarsi stabilmente a cavallo tra le due colonne della classifica sarebbe già un successo, pronubo di progressi ulteriori negli anni a venire, anche tenendo conto dei numerosi giovani in squadra.
Nel frattempo, Montella ha già ottenuto risultati importanti, tra cui rianimare lo spento Cassano di un tempo sino a trasformarlo in architrave della manovra offensiva. Fantantonio cresce di partita in partita e può diventare decisivo come dimostrato già domenica fornendo a Soriano l’assist del primo gol. A suo fianco ecco crescere il baby Ivan, a conferma che il nuovo allenatore non trascura i giovani, se particolarmente dotati.
Rispetto a tre-quattro settimane fa, anche la difesa è diventata meno farfallona e permeabile: sarà anche per l’assetto generale più prudente (a costo di sacrificare in parte la trama offensiva), ma la teoria del “primo non prenderle” è vincente quando si tratta di uscire dalla palude.
Certo, questa Sampdoria è perfettibile e va assolutamente innervata durante la campagna di riparazione. La quantità e la quantità dei rinforzi dipende ovviamente dal budget a disposizione: un ‘incognita. Il timore che senza rivoluzioni nell’assetto societario le potenzialità di investimento siano esigue esiste. Molto potrebbe dipendere dai destini di Soriano, il cui gol pesantissimo col Palermo assomiglia sotto certi aspetti alla doppietta di Eder in apertura di campionato: certe prodezze firmate dai giocatori più richiesti rendono inevitabilmente complicata un’eventuale partenza.
Restando nei sentieri calcistici, dove agire per colmare certe lacune? Primariamente in retroguardia. Numericamente i centrali sono sufficienti, ma la qualità globale – a parte Silvestre, ora in bacino di carenaggio – lascia a desiderare: ergo, un innesto mirato servirebbe.
Anche sulla fascia arretrata occorre intervenire: a sinistra i vari Regini e Zukanovic non hanno entusiasmato. Uno specialista del ruolo favorirebbe il salto di qualità dell’intero reparto.
Anche in avanti cercasi rinforzo. Eder, Muriel e lo stesso Cassano hanno qualità spiccate, ma non sono uomini area, e proprio qui affiora una carenza da eliminare. Rodriguez non ha mai brillato in allenamento, tanto che Zenga e Montella non l’hanno mai preso in seria considerazione. Alla Sampdoria manca insomma un ariete per abbattere roccaforti particolarmente munite: non un titolare fisso, ma un’alternativa ai campioni da utilizzare in momenti e partite particolari.
Ad essere pignoli, ci vorrebbe pure un centrocampista tecnico e rapido, in grado di esaltarsi negli schemi montelliani, ma i vari Fernando (in chiara fase di ascesa), Barreto e Ivan potrebbero bastare.
A livello di cessioni, detto di Soriano, ci si potrebbe anche privare di qualche elemento di secondaria importanza, anche per non allargare eccessivamente la rosa. Importante sarà ascoltare le direttive di un allenatore destinato a non essere una meteora ma il firmatario di un progetto significativo, da sviluppare negli anni.
PIERLUIGI GAMBINO
Liguria Sport






