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LENTO MA CONTENTO, PIANA VINCE AL TICINO

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immagine a cura di Foto Magnano

Verona – C’è chi vive il motorsport ai massimi livelli di professionismo, portando a volte all’esasperazione il concetto stesso della passione, e c’è chi continua a vedere la competizione come un modo sano per divertirsi, per staccare la spina dalla quotidianità.

Questo secondo caso è quello che più si sposa con la mentalità di Enrico Piana, reduce da un Rally del Ticino che, lo scorso fine settimana, lo ha visto chiudere al tredicesimo posto del gruppo RC4 nonché vincitore di una classe A che contava soltanto due partenti al via.

L’appuntamento valevole per il Campionato Svizzero Rally, per la Coppa Svizzera Rally, per il Campionato Junior Svizzero e per il Campionato Ticinese Rally vedeva il pilota di casa, portacolori di Omega, presentarsi ai nastri di partenza con una Renault Clio Racing Start.

Pronti, via e sulla prima prova speciale, la spettacolo del Venerdì sera, il primo imprevisto.

“Lento ma contento è il mio motto” – racconta Piana – “e per me i rally sono puro divertimento, nulla di più. Devo però ammettere di aver sottovalutato la prima prova speciale, durante le ricognizioni, ed ho commesso qualche errore di troppo, regalando uno spettacolo atipico. Con tutti quei cordoli, in questa piazzalata tra rotonde, era facile toccare e rischiare di fermarsi.”

La sfida ripartiva al Sabato seguente con Piana che, dal primo passaggio della “Valcolla”, si ritrovava solo in classe, complice il ritiro di Berard che non entrava nemmeno in prova.

Acquisita a tavolino la vittoria di classe l’unica punta della compagine scaligera continuava la propria progressione, riuscendo a recuperare otto posizioni nell’assoluta, dopo i passaggi sulla “Isone triple” e sulla “Isone double”, lamentando qualche problema tecnico sul finale.

L’ultima prova speciale in programma, la ripetizione della “Penz”, aggiungeva ulteriore pepe con l’arrivo della pioggia ma Piana, senza rischiare più del dovuto, si avviava verso il traguardo.

“Sull’ultima prova si è vista tutta la differenza con le gare italiane” – aggiunge Piana – “perchè abbiamo trovato un’auto elettrica, in trasferimento, ferma per un incidente. Io ero davanti ad una coda di trenta vetture da gara ma era tutto bloccato. Ho chiamato in direzione gara e mi è stato detto di stare tranquillo perchè le partenze sarebbero state ritardate, senza penalità. Se eravamo in Italia, in una situazione così, si sarebbe andati in trasferimento mentre qui hanno fatto di tutto per far correre tutti, fino all’ultimo concorrente. Qui in Svizzera non puoi fare il tamarro, tutto è organizzato meticolosamente e non si può sgarrare. Lo spiegamento di forze, a livello di commissari, è notevole. Superare i centosettanta a Valcolla è stato qualcosa di incredibile, davvero molto emozionante. Sul finale abbiamo avuto un problema tecnico mentre sull’ultima ha anche iniziato a piovere quindi abbiamo poi gestito il tutto con tranquillità. Abbiamo migliorato tanto nel corso della gara quindi va bene così. Corro con una Racing Start all’italiana, voglio guidare e non voglio diventare matto ad inseguire i regolamenti che cambiano continuamente. La soddisfazione più grande? Quella di correre con un’auto fatta tutta da me, a parte qualche fornitore. Una gruppo A costruita tutta in casa, ancora con il rollbar imbullonato.”

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